Parco Santo Spirito…"a chi figli e a chi figliastri"
* .*Avellino - Le strutture comunali sono dei cittadini. I parchi poi sono dei bambini, degli anziani, dei giovani. In una città civile, figlia di quell’ambizioso progetto che fu Avellino città giardino, i polmoni verdi andrebbero tutelati e non vandalizzati. Per non farli ‘vandalizzare’ andrebbero controllati, curati e monitorati. Per farlo una buona amministrazione dovrebbe, prima di inaugurarli con tanto di fiocchi e fasce tricolori, fotografi al seguito e benedizioni vescovili, avere tutte le carte in regola. Dai collaudi, ai controlli di inquinamento di eventuali corsi d’acqua, a quelli sulle strutture. A che serve illudere una città come Avellino di avere finalmente il suo parco, quello di Santo Spirito, se poi non ne può beneficiare? E’ chiaro, secondo la logica di …a chi figlio a chi figliastro, c’è chi può e chi no.
Possono ad esempio i centauri avellinesi che, con il patrocinio del Comune, hanno organizzato una festa con tanto di palco, musica e intermezzi di simil burlesque, che sabato sera si è conclusa con tanto di sfilata, all’interno del parco, di moto di grossa cilindrata fin sulla superficie dell’anfiteatro posto davanti agli spogliatoi del campo di rugby, delimitati dal nastro bianco e rosso, così come il ponte e le altre strutture. Questo sabato 23 giugno. Chi all’indomani del motoraduno, pensando che il Parco, dopo essere stato chiuso per mesi dopo l’avvento di “Blizzard il terribile”, poi riaperto, poi richiuso dalla Asl per “mancanza dei requisiti igienico sanitari”, avesse riaperto finalmente i battenti, è rimasto deluso. Qualcuno per la verità, anche un po’ arrabbiato. Il cancello del parcone cittadino infatti (come mostrano le foto) appare nuovamente chiuso. Ai cittadini ovviamente, non ai motociclisti patrocinati da Palazzo di Città. A chiarire quello che assume tutti i contorni di un vero e proprio giallo consumatosi nel giro dunque di pochi giorni, è l’assessore Antonio Genovese. “Dopo la chiusura da parte dell’Asl che, durante un sopralluogo ha trovato i bagni e altre strutture, vandalizzati durante la notte precedente, ci siamo messi all’opera per ripulire il tutto e, il giorno prima del motoraduno, abbiamo ottenuto il parere favorevole dall’Asl per il ripristino dei livelli igienico sanitari. Oggi il parco è chiuso perché a mancare è il certificato di agibilità che deve arrivare dal settore urbanistica. Stiamo lavorando affinché la procedura si concluda al più presto e quindi il parco possa riaprire”.
Ma assessore, quindi durante il motoraduno, il parco era agibile o no? “La verità – spiega Genovese – è che alla manifestazione, a cui ha partecipato gente proveniente anche dal Nord, era stato dato il patrocinio prima che si verificassero tutti questi problemi. Non potevamo bloccare tutto”.
Però fare una sfilata con tanto di moto scoppiettanti in una struttura ‘inagibile’, forse non è proprio un’idea geniale? “Entrare con le moto è da incivili. Abbiamo già dovuto posizionare davanti al ponte due panettoni di cemento per impedire alle persone di oltrepassare la struttura in legno a bordo di auto o altri mezzi, come accaduto qualche volta”.
Si. Qualcuno, dal discutibile senso civico, evidentemente usa entrare nel cuore verde di Avellino con l’auto. A questo punto sorge spontanea un’altra domanda: chi controlla quella struttura? La risposta è scritta sul cartello affisso al cancello con gli orari di ingresso al parco: l’Acs. La stessa società a cui il Comune con determina n°173 del 22 /05/2012 ha liquidato 138mila e 596,90 euro per i servizi di custodia e guardiania delle strutture pubbliche riguardanti i soli mesi di marzo e aprile 2012. Eppure a Parco Santo Spirito si può passeggiare, ma anche fare un giro in auto, tra bambini che giocano, mamme che si rilassano, ragazzi che leggono o ascoltano musica. Ad Avellino…si può.
Rossella Fierro


(giovedì 28 giugno 2012 alle 20.31)
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