Tribunale Ariano, Luparella: "Nessun ricorso perchè non c'è decreto"
«Si sentono in giro in questi giorni dichiarazioni ed opinioni relative alla soppressione del Tribunale di Ariano Irpino ed alle possibili iniziative da intraprendere. Da ultimo un'emittente locale e qualche quotidiano continuano a ripetere (cito testualmente) che "la Consulta si appresta ad esaminare il ricorso proposto dinanzi alla Corte Costituzionale". Ricordato doverosamente che la Consulta e la Corte Costituzionale sono la stessa cosa (nel senso che l'una é sinonimo dell'altra) va precisato che non esiste alcun ricorso, per il semplice motivo che non esiste ancora alcun decreto contro cui ricorrere, e che una volta pubblicato il decreto l'impugnativa, che verrà proposta dall'OUA con l'adesione di vari Consigli dell'Ordine, avvocati e cittadini, non sarà certo immediato ma dovrà seguire una procedura del tutto particolare, per la definizione della quale occorreranno anni - a ricordarlo è l'Avv. Marcello Luparella, Delegato Nazionale Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana - Allo stato, dunque, la questione Tribunale sta in questi termini: la battaglia é persa, il Tribunale di Ariano Irpino é soppresso ed accorpato a quello di Benevento, a nulla sono servite le proteste di avvocati, cittadini e qualche sindaco, i nostri parlamentari hanno consentito, avallato e favorito (prima con il proprio voto, poi con il proprio silenzio) una gravissima ferita per il nostro territorio. Le impugnative giudiziali, anche costituzionali, lasciano il tempo che trovano, ed ingigantiscono agli occhi di noi tutti la sconfitta politica. Gli avvocati, naturalmente, continueranno a lottare pur nella consapevolezza di cimentarsi in un'impresa titanica, e prendendo alla lettera un comma della legge delega, che prescrive il monitoraggio degli effetti della riforma per due anni e l'adozione di interventi integrativi o modificativi, sosterranno a gran voce, con il conforto dei numeri, l'inutilità della riforma e, sul pano locale, l'indispensabilità di un secondo Tribunale sub-provinciale, che eviti la definitiva desertificazione delle nostre zone. In ogni caso denunceranno a gran voce il chiaro tentativo di marginalizzare l'arianese e la Valle dell'Ufita perfino rispetto al resto della Provincia di Avellino, proponendo gli opportuni correttivi anche, se del caso, dirompenti. Si tratta di compiti politici, ma di fronte al totale difetto di rappresentanza che ci affligge in questo momento occorre colmare in qualche modo il vuoto».