Background ADV
  • Domenica 24 Febbraio 2019 - Aggiornato alle 06:17

Nicola Vietri, severitĂ , solidarietĂ  e umanitĂ . La sua grande lezione per recuperare la memoria collettiva smarrita

Questo pomeriggio a Collina della Terra la seconda edizione del premio in onore del preside comunista che tanto manca alla cittĂ 

Nicola Vietri, severità, solidarietà e umanità. La sua grande lezione per recuperare la memoria collettiva smarrita

Ricevere un premio intitolato alla memoria di Nicola Vietri, preside e rivoluzionario, sarà sicuramente una grande soddisfazione per Franco Mazza e Gianluca Di Donato. Al medico anima della battaglia contro i veleni della Valle del Sabato e al maestro pianista, la seconda edizione del premio "Nicola Vietri" che sarà conferito questo pomeriggio alle 17 a via Materdei, presso l'associazione Piano Terra su Collina della Terra. Ricordare il preside comunista, scomparso nell'agosto di due anni fa, è un dovere per una città in cui la memoria di sé e di quel che è stato appare, oggi, totalmente smarrita.

Di Nicola Vietri resterĂ  sempre impresso, in quanti hanno avuto l'onore di conoscerlo e il privilegio di condividere con lui un pezzetto della propria vita, la severitĂ  propria dell'uomo giusto e la grande umanitĂ  con cui guardava e pensava agli ultimi. L'ultimo dei comunisti, come lui stesso amava definirsi, che non ha mai analizzato le vicende cittadine al di fuori del contesto internazionale e nazionale. Preside contro la scuola borghese, comunista contro l'establishment di partito, consigliere comunale capace di portare realmente, e non in modo strumentale come ci hanno abituati ultimamente, le voci dell'emarginazione sociale nell'assise di Piazza del Popolo.

Leggendaria, la raccontava spesso nella sede di via Covotti ai giovani di Rifondazione comunista, ultimo partito che lo ha visto nelle vesti di militante semplice, la sua irruzione in aula con tanto di cadavere di pantegana raccolto sotto le case popolari di San Tommaso e sbattuto sotto il naso dell'allora sindaco Scalpati.
Prima le istanze sociali, poi il partito. Era questo il credo a cui fino all'ultimo Nicola Vietri non ha mai rinunciato. Ed era questa la grande lezione che ha consegnato, da preside, ad intere generazioni cresciute nella sua scuola, quella buona per davvero. E così era facile incontrare il preside istituzione lungo Corso Vittorio Emanuele e vederlo salutare madri e figli, tutti suoi ex alunni. Laureato in agraria, appassionato di cinema: fu insieme a Camillo Marino e Giacomo d'Onofrio l'anima del Laceno d'Oro, dove più volte vestì i panni di giurato.

Oggi più che mai manca il suo passo lungo e deciso per le strade di Avellino. Manca alla comunità la sua grande lezione di umanità, fratellanza e solidarietà. Ma soprattutto, di questi tempi più che mai, ci vorrebbe la sua capacità di guardare al domani senza dimenticare l'oggi. La sua bravura nel gridare in faccia ad un'intera città tutte le sue contraddizioni, il suo pressapochismo, la sua incapacità di comprendere che non si è mai comunità fino in fondo senza l'aver reso tutti partecipi del proprio e del collettivo destino.

La targa che campeggia su Collina della Terra in suo ricordo, sta lì a simboleggiare quello sguardo attento e severo con cui Nicola Vietri guardava Avellino e il mondo intero. Uno sguardo di cui in molti oggi farebbero bene a ricordarsi per farne tesoro e smettere di sbagliare.

Ultima modifica ilSabato, 14 Gennaio 2017 13:24

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.