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  • Domenica 24 Febbraio 2019 - Aggiornato alle 05:51

La comunitĂ  che cresce nel segno della solidarietĂ  e dell'attenzione agli ultimi: a Mazza e Di Donato il premio Nicola Vietri

Assegnato al medico in prima linea nella difesa della Valle del Sabato ed al pianista il riconoscimento in memoria del compianto preside

La comunità che cresce nel segno della solidarietà e dell'attenzione agli ultimi: a Mazza e Di Donato il premio Nicola Vietri

Una falce e martello ribaltate, incise su vetro riciclato. E' così che il maestro Giuseppe Rubicco ha rappresentato lo spirito di Nicola Vietri nell'opera donata al dottor Franco Mazza e al maestro pianista Gianluca Di Donato, a cui è andata la seconda edizione del premio intitolato al preside comunista. «Un'opera che sia identificabile nel tempo proprio come Nicola» spiega Rubicco.
Scelti perché il premio rispecchia – si legge nelle motivazioni – lo spirito con cui ha vissuto Nicola Vietri: considerare la comunità come parte di se stessi, contribuirne attivamente alla crescita, perseguire con ogni mezzo lecito lo scopo del miglioramento della condizione umana senza tentennamenti, perché è negli indugi e nelle vaghezze intellettualistiche che si annida la debolezza.

«Un incontro tra amici, un'iniziativa lontano dalla pomposità istituzionale e dai canoni dell'apparenza, proprio come avrebbe voluto mio padre, che ha sempre improntato tutto sul rigore della concretezza» commenta Massimo Vietri, figlio di Nicola e organizzatore di Terrafuoco, manifestazione che da otto anni fa rivivere Collina della Terra e la tradizione del focarone di San Ciro.

Non hanno nascosto la propria emozione le persone scelte per il premio, che, come evidenziato dalla giornalista Antonella Russoniello «incarnano quei valori propri del preside Vietri, impegno e bellezza». Toccante il ricordo del maestro Di Donato: «parlare di lui significa parlare di me stesso. E' stato il primo a credere in me, e nel 1990 mi invitò a tenere un concerto nella scuola che dirigeva, la "Francesco Solimena". C'era un pianoforte antico, ancora lo ricordo. Quello fu il mio primo vero concerto ad Avellino. Della sua integrità morale e intellettuale, della sua coerenza estrema ci sarebbe ancora tanto bisogno. La storia di Avellino l'hanno fatta persone come lui, come il preside Biondi, il dottor De Conciliis: persone che hanno dato dignità a questa città oggi ridotta in condizioni incommentabili. Siamo noi a dover raccogliere il testimone di quella storia, la politica siamo tutti noi e la nostra capacità di essere comunità, di voler bene alla città dando ognuno il proprio contributo autentico».

Un premio che Mazza, raccoglie per conto di tutto il comitato "Salviamo La Valle del Sabato": «non abbiamo avuto una frequentazione diretta, ma ognuno dei due conosceva l'impegno dell'altro e lo condivideva. Non si può pensare ad Avellino senza pensare al preside Vietri, un connubio inscindibile. Il segno che ha lasciato in tutti, colleghi, alunni, compagni di partito è evidente ogni volta che lo si nomina. Di questo premio sarebbe molto orgoglioso mio nipote Barbato, che come lui, amava la vita, era sempre al fianco degli ultimi, condivideva i valori della sinistra autentica. Neanche lui è più con noi, ucciso giovanissimo da una grave neoplasia. Ed è proprio raccogliendo l'impegno di Vietri, e tenendo sempre impresso in mente lo sguardo di Barbato, che continueremo la nostra battaglia contro i veleni della Valle del Sabato e non ci fermeremo finché ai nostri territori non verrà restituita dignità».

Ultima modifica ilSabato, 14 Gennaio 2017 20:28

1 commento

  • giovanni
    giovanni Lunedì, 27 Marzo 2017 08:45 Link al commento

    non ho capito del perché il premio a Mazza che, come è ovvio, sta facendo campagna elettorale. lui amico dei sindaci della Valle che inquinano. perché l'are asarebbe inquinata dallo Stir, ad esempio, se lo Stir è l'unico a funzionare davvero? quello che entra nello Stir è aprzialmente contaminato e quello che esce dall Stir è migliorato ma non sufficientemente buono. non è lo Stir che inquina, quindi, ma lo Stir va impermeabilizzato. allora, chi inquina se non i comuni e le ditte/fabbriche che da quei sindaci dovrebbero essere controllate? hanno quets edittefabbriche, ad esempio, le loro autorizzazioni allo scarico? perché Mazza fa una campagna contro la Regione e non contro i Comuni della Valle e contro le fabbriche? non lo fa perché 'tutti si occupano di ambiente e poi a casa picchiano le mogli', diceva un detto: la savaguardia dovrebbe cominciare prima dentro al cuore, nell'anima, e poi si fa 'l'ambientalista'.

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