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  • Mercoledì 23 Agosto 2017 - Aggiornato alle 02:19

Stadio, Us Avellino pagherĂ  il debito a rate e sblocca la licenza d'uso

Il Comune ha rigettato la proposta dei biancoverdi che dovranno sottoporre il piano di rientro al dirigente al patrimonio. Passa la linea dell'amministrazione comunale, ma non ci soni né vinti né vincitori

Stadio, Us Avellino pagherà il debito a rate e sblocca la licenza d'uso

L'Avellino giocherà allo stadio "Partenio Lombardi" anche la stagione 2017/2018. La notizia è stata data dal primo cittadino Paolo Foti a margine dell'incontro svoltosi in Comune con l'assessore al Patrimonio Paola Valentino, il dirigente del settore Luigi Cicalese, il direttore generale dell'Us Avellino Massimiliano Taccone, legali e tecnici della società biancoverde (leggi qui).

Foti ha parlato di accordo tra le parti, ma in realtà la società biancoverde si era presentata a Palazzo di Città con una proposta che è stata respinta: pagare il canone 2017/2018 pari a 93mila euro + iva, e congelare il vecchio debito di circa 800mila euro per canoni mai pagati dal 2009 ad oggi, in attesa delle verifiche effettuate da un organo terzo sui lavori effettuati nel 2013 e nel 2015.

Al Comune è però passata la linea dell'amministrazione, in particolare dell'assessore al patrimonio Paola Valentino, finita piĂą volte, insieme al sindaco stesso, nell'occhio del ciclone dell'opinione pubblica e non solo, proprio per la querelle stadio. L'Us Avellino dovrebbe riconoscere il debito di 800mila euro e pagarlo in maniera dilazionata, fornendo un acconto in contanti, si parla di un importo vicino ai 50mila euro, per sbloccare la licenza d'uso e onorare contemporaneamente i canoni dalla stagione in corso.

Il condizionale è d'obbligo perchĂ© la richiesta di dilazione non è stata ancora prodotta e sottoposta al dirigente al settore Patrimonio Luigi Cicalese che dovrĂ  approvarla. E' sempre opportuno ricordare che il dirigente non potrebbe rilasciare la licenza senza un piano di rientro, pena l'intervento della Corte dei Conti. A pochi giorni dal termine ultimo per l'iscrizione al campionato fissato al 20 giugno, però non sembra ci siano altre strade da poter percorrere. I tifosi dell'Us Avellino potranno così godere delle prestazioni dei propri beniamini nell'impianto che da 40 anni ospita i biancoverdi e scongiurare l'ipotesi di mettersi in viaggio settimanalmente verso altri lidi.

La società avrà il tempo, così come avevamo prospettato, di effettuare insieme al Comune ulteriori verifiche non solo sulla valutazione dei lavori effettuati nel 2013 e nel 2015 quantizzata in 280mila euro, ma anche sull'ulteriore e legittima richiesta degli ulteriori costi sostenuti per altri lavori effettuati nel 2015.

In queste occasioni non è giusto parlare di vincitori e vinti. Da una parte il Comune ha il dovere di riscuotere i canoni di una struttura pubblica, come ha fatto per Casina del Principe e per il bar del tribunale per i quali nessuno ha urlato allo scandalo, riconoscendo probabilmente l'azione a tutela innanzitutto dell'interesse dei cittadini. Dall'altra la societĂ  biancoverde ha tutto il diritto di tutelare i suoi interessi per le spese che ha sostenuto in questi anni. A Palazzo di cittĂ , per una volta, dovrebbe andare un plauso per aver provato a risolvere una questione incancrenita, come tante altre ce ne sono ancora, che si trascinava da otto anni senza che nessuno avesse avuto il coraggio di metterci la faccia rischiano, come puntualmente è accaduto, di mettersi contro buona parte dei tifosi.

Non esce sconfitta neanche la società biancoverde che, riconoscendo il debito, ha dimostrato grande maturità in un periodo molto delicato per le vicende interne, e la volontà di proseguire l'impegno nell'Us Avellino. Un plauso va al direttore generale Massimiliano Taccone che ha mantenuto un atteggiamento responsabile nei confronti delle Istituzioni, dei cittadini e dei tifosi. Con buona pace di quanti in queste ultime settimane hanno parlato di ricatti, manovre politiche e quant'altro provando a far passare un messaggio diverso dalla realtà che, a volte, è più semplice di come viene raccontata: chi ha un debito lo onora, nell'uno e nell'altro caso.

Ultima modifica ilGiovedì, 15 Giugno 2017 13:38

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