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  • Mercoledì 28 Giugno 2017 - Aggiornato alle 22:50

Comune, incarichi legittimi ma eticamente inopportuni. La commissione trasparenza richiama la Carta di Pisa

Grella: “insopportabile essere tacciati di clientelismo. C’è un livello di opportunità politica che attiene alla dignità del ruolo di consigliere”. E sul Teatro: Foti ha sciolto le sue riserve sul comitato? Aspetto ancora una comunicazione ufficiale

Comune, incarichi legittimi ma eticamente inopportuni. La commissione trasparenza richiama la Carta di Pisa

La commissione trasparenza tenta di far luce sulle short list che vedono professionisti imparentati o vicini a consiglieri comunali di maggioranza, beneficiari di lauti incarichi di collaborazione con l'ente. Nomine legali ma eticamente inopportune, secondo la commissione presieduta da Costantino Preziosi che richiama tutti al rispetto della Carta di Pisa, codice etico-comportamentale destinato agli amministratori pubblici, contenente specifiche regole di condotta finalizzate a rafforzare la trasparenza e la legalitĂ  all'interno delle istituzioni pubbliche, in particolare contro la corruzione e l'infiltrazione mafiosa sottoscritto dai consiglieri all'atto di insediamento dell'amministrazione Foti.

«Le delucidazioni confermano le nostre perplessità- commenta il consigliere di opposizione Giancarlo Giordano di "Si Può"- ci sono nomine che sono evidentemente inopportune, soprattutto per l'avvicinarsi del periodo elettorale, nomine che confermano una modalità amministrativa da Prima Repubblica. Resta del tutto disattesa l'auto regolamentazione che si era data questa amministrazione, cioè la Carta di Pisa. Le short list sono gestite in maniera discutibile, con principi di rotazione non rispettati, fatti gravi ma che purtroppo non dicono nulla di nuovo. Abbiamo richiesto di aggiornare immediatamente tutte le short list, invitato l'amministrazione a seguire i dettami della Carta di Pisa per recuperare un po' di etica nella gestione della cosa pubblica». Un primo passo, in questa direzione, sarà l'adozione del regolamento per l'accesso civico. Anche per questo, sottolinea dalle fila del Pd Adriana Percopo, bisogna «far ripartire la commissione statuto, ferma al palo da mesi ormai anche per colpa della maggioranza. Ho chiesto che venga convocata per la prossima settimana e non solo per valutare il regolamento di accesso civico».

Durissime le parole dell'ex capogruppo dem Ida Grella: «come consiglieri di maggioranza abbiamo tutti firmato la Carta di Pisa che ci impegnava ad essere particolarmente attenti ad evitare interferenze tra il livello politico e quello gestionale. La commissione trasparenza ha analizzato i procedimenti che hanno portato alle nomine incriminate che risultano ineccepibili secondo la legge sui contratti, ma è evidente che c'è un livello, quello dell'etica politica, che dice ben altro. Questa è l'amministrazione che aveva promesso ai cittadini di trasformare il Comune in casa di vetro, adesso è il momento in cui essere ancora più attenti. Ho già rappresentato al sindaco il mio punto di vista su questa ed altre vicende. Chi come me si è impegnato per la prima volta con gli elettori, credeva ci fossero i margini per uscire da questa esperienza a testa alta. Non posso consentire di essere addirittura tacciati di clientelismo e poca trasparenza». Di qui un cronoprogramma stringente che la commissione ha deciso di darsi. «All'unanimità abbiamo deciso di accelerare sul regolamento dell'accesso civico che consentirà in tempo reale di porre sul sito del Comune tutte le determine e i relativi allegati, in questo modo aumenterà la trasparenza e anche il controllo dal basso potrà essere potenziato. La commissione trasparenza – spiega Grella- lavorerà di più e vaglierà tutti i regolamenti svolgendo in pieno l'attività di controllo. Le nomine purtroppo non potranno essere revocate, perché sono in ossequio alla legge sugli appalti. Resta una questione di etica politica che risponde alla dignità del ruolo di consigliere comunale che ognuno dovrebbe interpretare al meglio».

Critiche dalla consigliera dem anche sulla vicenda Teatro: «non ho ricevuto risposte. Sono tra quelli che hanno votato a favore della liquidazione dell'Istituzione perché speravo che almeno la gestione commissariale fosse immediatamente liquidata e che il dottore Terracciano, incaricato come esperto, fosse immediatamente in grado di fare in tempi brevi una ricognizione anche sui debiti e crediti pregressi. A quello che mi risulta, al momento non solo non è stata risolta la questione dei lavoratori del "Carlo Gesualdo" ma Terracciano continua a chiedere documentazione che non riceve. Siamo fermi al palo. C'è poi l'attività parallela del comitato di gestione che dovrebbe mettere in piedi la prossima stagione ma che, di fatto, è bloccata in una condizione di sospensione perché il sindaco doveva sciogliere una prognosi, quella relativa alla legittimità della procedura adottata per le nomine, che ancora non ha risolto, almeno da quanto è dato sapere ad un consigliere di maggioranza. Su questo ripresenterò in consiglio interrogazioni al sindaco e al segretario, finché non verrà data una risposta ufficiale».

Un punto quest'ultimo, destinato a creare ancora fibrillazioni a Palazzo di Città: la pausa di riflessione che il sindaco aveva preso, dopo aver raccolto in sede di conferenza dei capigruppo le obiezioni della minoranza, si è conclusa nei fatti. Il Comitato non ha mai smesso di essere operativo: anche questa mattina Caputo, Maietta e Iandiorio erano infatti al lavoro per riportare il Massimo cittadino in carreggiata.

Ultima modifica ilLunedì, 19 Giugno 2017 17:44

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