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  • Lunedì 25 Settembre 2017 - Aggiornato alle 18:57

Comune, lo strappo con l’opposizione non si ricuce. Arace: sarà un anno di annunci e operazioni elettorali

Incontro tra i consiglieri di “Si Può” e il presidente del consiglio Petitto. Gli esponenti della sinistra non ritirano le dimissioni dalle commissioni: “nessun fatto nuovo è intervenuto, per amministrazione e maggioranza tutto scorre nell’indifferenza”

Comune, lo strappo con l’opposizione non si ricuce. Arace: sarà un anno di annunci e operazioni elettorali

«Non è intervenuto alcun fatto nuovo che possa farci tornare indietro sui nostri passi. La verità è che amministrazione e maggioranza lasciano scorrere tutto nell'indifferenza più totale. Sarà un anno di annunci e operazioni elettorali». Questo il commento di Nadia Arace, capogruppo di "Si Può", a margine del confronto avuto in mattinata con il presidente del consiglio Livio Petitto.

Una convocazione istituzionale che arriva a distanza di quasi due mesi dalle dimissioni dei tre componenti del gruppo Nadia Arace, Giancarlo Giordano e Francesca Di Iorio, da tutte le commissioni consiliari. Casus belli di uno strappo politico irreversibile nei rapporti con amministrazione e maggioranza, la forzata convocazione del consiglio comunale per l'approvazione del bilancio consuntivo 2016 prima di ferragosto.

«Il presidente Petitto, scusandosi per il ritardo con cui è arrivata una convocazione istituzionalmente dovuta, ci ha ascoltato e preso atto della nostra decisione. Ovviamente- spiega Arace- ci ha chiesto di fare ulteriori valutazioni, ma al momento non c'è alcun fatto nuovo, alcun cambiamento concreto di atteggiamento, che possa farci tornare indietro». Petitto ha anche assicurato la convocazione, in tempi brevi, di una conferenza dei capigruppo per affrontare la questione che, seppur inerente ad un solo gruppo consiliare (il resto della minoranza non ha lasciato le commissioni), non ha precedenti nella storia amministrativa recente della città.

«L'idea di poter ricucire, allo stato attuale, rapporti logori resterà pura fantasia se, come accaduto fino ad ora, amministrazione e maggioranza continueranno a far scorrere tutto nell'indifferenza più totale. Il ruolo del consiglio comunale è ormai mortificato: un esempio su tutti, che continuerà fino alla fine del mandato, la diserzione dell'aula ad ogni prima convocazione del consiglio. Uno spreco di denaro pubblico non indifferente, oltre che uno schiaffo politico alla città e ai suoi bisogni. Siamo coscienti del fatto che le commissioni, dove non abbiamo mai fatto mancare il nostro contributo propositivo, sono luoghi fondamentali per l'opposizione dove poter esercitare anche il controllo sull'azione amministrativa e sappiamo bene che sono chiamate ad affrontare questioni fondamentali anche nel futuro immediato, penso agli alloggi popolari e alle strutture sportive, ma anche lì c'è lo svilimento totale del ruolo dei consiglieri. Ci sono regolamenti depositati, come quello per l'istituzione dell'albo delle associazioni o delle petizioni referendarie, che giacciono ormai da tempo immemore nei cassetti delle commissioni perché nessuno li legge. Mai, né nelle commissioni né in aula, abbiamo giocato il ruolo dell'opposizione che si limita a giocare il ruolo che le compete. Alla critica, anche dura, abbiamo sempre fatto seguire il nostro punto di vista con un atteggiamento assolutamente propositivo. Eppure ognuna delle mozioni presentate e votate, sono rimaste inattuate. La convocazione del consiglio comunale sul bilancio nelle date utili a non disturbare le vacanze dei pochi esponenti di maggioranza che avrebbero dovuto approvarlo, è stato solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Come se avessimo l'anello al naso, hanno usato l'alibi dell'arrivo imminente di una diffida prefettizia che, invece, è giunta subito dopo per conto economico e stato patrimoniale, senza colpo ferire. Insomma la conta di quel che resta della maggioranza come sempre vale più della sacralità dell'assise dove ogni gruppo consiliare dovrebbe essere messo nelle condizioni di partecipare alle decisioni».

Al netto delle commissioni, il gruppo "Si Può" promette battaglia in consiglio comunale: «svolgeremo il nostro compito con ancora più forza di prima. Tra propaganda di annunci di mirabolanti interventi che dovrebbero cambiare il volto della città, vedi Mercatone, ex Moscati, Dogana, nodi rimasti irrisolti per quattro anni, e operazioni elettorali come Piano di Zona, Teatro e affidamento parcheggi, saremo inflessibili sentinelle dentro e fuori il Palazzo» conclude Arace.

Ultima modifica ilMercoledì, 13 Settembre 2017 01:10

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