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  • Lunedì 11 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 16:17

Teatro, senza soldi non si alza il sipario e il comitato è pronto ad uscire di scena

Capigruppo fiume nella stanza di Foti. Giovedì nuovo vertice. Caputo e Iandiorio: se non si individuano risorse andiamo via. L’opposizione all’attacco: fallimento politico. Quattro mesi avevamo avvertito Foti sulla debacle, ma non ci ha ascoltati

Teatro, senza soldi non si alza il sipario e il comitato è pronto ad uscire di scena

Una riunione fiume quella che questa mattina ha visto Antonio Caputo e Rosalia Iandiorio a confronto con il sindaco Paolo Foti, l'assessore alle finanze Maria Elena Iaverone e i capigruppo consiliari. Il chiarimento atteso per oggi in realtà è stato rimandato a giovedì quando il comitato di gestione del "Carlo Gesualdo" sarà nuovamente a Piazza del Popolo per incontrare ragioniere capo, revisori dei conti e segretario generale e capire definitivamente se l'amministrazione può impiegare le risorse necessarie a far partire la stagione artistica, o se tirare definitivamente i remi in barca.

IL COMITATO- Al termine dell'incontro convocato dopo l'annuncio di dimissioni (scritte e già firmate da uno dei componenti, Angelo Maietta assente oggi per motivi professionali) le parole di Rosalia Iandiorio e del presidente Antonio Caputo non lasciano intravedere una via d'uscita dal pantano in cui si ritrova il Massimo cittadino.
«Per poter lavorare è necessario avere a disposizione risorse. Giovedì si terrà un nuovo incontro tecnico con sindaco, dirigente e assessore alle finanze, presidente del collegio dei revisori per capire se si possono individuare o meno risorse da poter liberare per la gestione del Teatro e l'organizzazione della stagione 2017/18. Se così non dovesse essere, le nostre dimissioni- chiarisce Iandiorio – diventeranno ufficiali. I 51mila euro messi a disposizione con la variazione di bilancio serviranno a malapena a pagare le utenze per permettere che si svolga la rassegna "Sipari Aperti", su cui personalmente ho evidenziato alcune questioni giuridiche che attengono ad una gestione anomala del progetto. Non abbiamo alcun interesse ad alimentare polemiche inutili, a noi interessa poter svolgere il ruolo che ci è stato assegnato e che con senso di responsabilità abbiamo accettato. Attendiamo questo nuovo incontro, ma nutro serie perplessità che in tempi brevi si possa arrivare ad un punto fermo». Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente Caputo: «Per sbloccare la situazione abbiamo chiesto di individuare in tempi strettissimi personale che venga a lavorare al Teatro, per inquadrare tutto ciò che può essere utile alla liquidazione partendo dalle risorse già destinate che giacciono in Regione. Si tratta di oltre trecentomila euro che, se recuperate, potrebbero alleggerire il della liquidazione. Senza questo tipo di attività, con il capitolo di bilancio comunale già impegnato per la liquidazione, è chiaro che in cassa non resterebbe neanche un euro per la stagione. Il filo conduttore che unisce tutte le anime, maggioranza e opposizione, è quello di vedere il Teatro nuovamente in funzione per dare una risposta alla comunità. Sia chiaro però che "Sipari Aperti" non è la stagione, è un altro tipo di attività su cui ribadiamo non siamo stati interpellati. Il sindaco ha invitato tutti ad essere equilibrati, la corda però può essere tirata fino ad un certo punto. Abbiamo dato la massima disponibilità, ma è chiaro che ne va anche della nostra reputazione. Alla fine se non ci sono le condizioni per andare avanti con una stagione artistica, anche ridotta e magari non al livello che merita uno dei Teatri più importanti del Mezzogiorno, le nostre dimissioni saranno formalizzate».

LA MINORANZA- Durissimo il commento dei capigruppo di minoranza. Costantino Preziosi si dice preoccupatissimo per la situazione economica: «quando in aula dicemmo che bisognava delineare bene compiti e fondi, nessuno ci ha ascoltato. Volevamo che si approvasse la delibera sulla debitoria, e la maggioranza decise di bocciare il conto predisposto dal segretario generale, senza il quale oggi ci ritroviamo con una massa debitoria priva di impegni di spesa che difficilmente potrà essere coperta come debito fuori bilancio perché a quelle voci non corrisponde alcun principio di arricchimento per l'ente. Una situazione drammatica che denota la totale mancanza di collegamento tra amministrazione, assessore alla cultura e Teatro. Anche se oggi si facesse una nuova gara per affidare la stagione, il sipario non si alzerebbe prima di gennaio. Sarebbe il caso che qualcuno dell'amministrazione uscisse allo scoperto e si assumesse le proprie responsabilità. Quattro mesi fa abbiamo preannunciato quello che sarebbe accaduto, la maggioranza ha preferito adottare una sua linea ed oggi si ritrova in un limbo. Siamo al gioco delle tre carte: un debito di un milione e duecentomila, che non si sa come coprire». Preziosi solleva anche il caso "Sipari Aperti": è grave che sono stati spesi 370mila euro affidando senza gara il progetto ad una società in house della Regione. Sulla legittimità delle procedure e sulle strategie dell'amministrazione adottate in questa circostanza, l'unica cosa che viene in mente è che la campagna elettorale è già iniziata». Un incontro avvilente, secondo Giancarlo Giordano: «non c'è una sola idea che lascia intravedere un futuro per il Teatro. Siamo invece di fronte ad un teatrino con l'assessore alla cultura che vuole fare "Sipari Aperti" e il comitato di gestione che dovrebbe svolgere un ruolo senza mandato, senza personale, senza un euro. Se tutto si deve tradurre come sempre in uno scontro interno al Pd, lo dicessero con chiarezza. Le feste sono finite, è iniziato l'autunno e questo il sindaco dovrebbe ricordarlo al suo assessore alla cultura. Al comitato abbiamo chiesto di non imitare gli annunciatori seriali di dimissioni che abbondano in Comune, ma di seguire la legge sulla liquidazione, o meglio sul fallimento politico e finanziario del "Carlo Gesualdo". Altrimenti, lascino l'incarico affidatogli».
Per Alberto Bilotta: «l'unica certezza per ora è che il Teatro resta chiuso. Prima si cercava un capro espiatorio con Cipriano ora si cerca di lasciare tutto sulle spalle di un comitato di gestione che non ha alcuno strumento per lavorare».

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