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  • Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 05:10

Teatro, passa l’esternalizzazione con quattordici voti. La minoranza annuncia: gli atti prima in Prefettura, poi davanti al Tar

Scontro in aula a suon di diffide e interpretazioni del regolamento comunale. Al quarto tentativo, la maggioranza dimezzata porta a casa il risultato

Teatro, passa l’esternalizzazione con quattordici voti. La minoranza annuncia: gli atti prima in Prefettura, poi davanti al Tar

Dopo quindici anni dalla sua nascita, il Teatro "Carlo Gesualdo" è stato esternalizzato. Al quarto tentativo, l'amministrazione porta a casa il risultato grazie ai quattordici voti arrivati in un'aula semideserta, abbandonata al momento del voto per protesta dalla minoranza, per opportunità politica dai dissidenti Percopo, Festa e Matetich.

Una delibera che finirĂ  all'attenzione prima del Prefetto Maria Tirone, poi del Tar Campania: ad annunciarlo i gruppi di minoranza che hanno diffidato l'aula a votare l'atto.

La prima seduta di consiglio convocata per ieri, si è infatti conclusa con la caduta del numero legale a votazione già iniziata: sedici i consiglieri che hanno risposto si all'appello del segretario generale Feola, uno in meno rispetto al quorum richiesto per la validità dell'assise.


Tanto è bastato ad infuocare gli animi, a suon di interpretazioni del regolamento comunale e di precedenti sentenze. Ad aprire le danze, la consigliera Francesca Di Iorio del gruppo "Si Può" che ha lasciato agli una sentenza del Tar Campania del 1985: «che dice "perchĂ© possa parlarsi di seduta in seconda convocazione non è necessario che la mancanza di numero legale si sia constatata ad inizio consiglio, dunque anche per oggetti discussi e non deliberati non vi è seconda convocazione, a differenza di quelli all'ordine del giorno ma non ancora trattati che slittano alla seconda". Quindi l'argomento – conclude la consigliera- non può essere rivotato, anche se giĂ  trattato, perchĂ© non deliberato». Sempre dai banchi della minoranza è arrivato un precedente simile. Il capogruppo de "La Svolta Inizia da Te", Costantino Preziosi richiama la delibera 236 del 2016 «la liquidazione della fattura di un avvocato. In quella sede furono otto i voti a favore su dieci presenti, la seduta fu ritenuta non valida e la delibera bocciata. Gli articoli vanno letti per intero, il 32 che ieri sera avete sbandierato al comma 5 dice "la seduta è in seconda convocazione solo per gli argomenti giĂ  scritti all'ordine del giorno e non trattati per mancanza di numero legale. Il Teatro non solo è stato trattato, ma a voto in corso è caduto il numero legale. Ritengo inoltre non validi gli emendamenti approvati perchĂ© privi del parere tecnico contabile».

Dopo una breve sospensione dell'assise, è il segretario generale a chiarire che «la delibera di consiglio del 2016 richiamata, era riferita ad un argomento trattato in seconda convocazione, in quel caso la seduta è da dichiarare sciolta e l'argomento non può più essere trattato. Il regolamento all'articolo 32 dice in sostanza che il numero legale è sempre presunto per tutto il corso della seduta. Se il numero viene meno al momento della votazione o della verifica del numero legale, la riunione è dichiarata deserta per tutti gli argomenti all'ordine del giorno. La votazione comporta automaticamente la verifica del numero legale, se viene meno al momento della votazione il presidente dispone la sospensione temporanea dell'adunanza e dopo viene effettuato nuovo appello. Se inferiore al numero legale, la riunione è dichiarata deserta per tutti gli argomenti di prima convocazione. Per la seconda convocazione, le deliberazioni sono valide per un terzo dei presenti, valgono solo gli argomenti già iscritti e non trattati per mancanza di numero legale».

E' il presidente del consiglio Livio Petitto a dichiarare sufficiente l'interpretazione di Feola per poter andare avanti. Di qui, prima di abbandonare l'aula in segno di protesta, l'annuncio delle minoranza.

«C'è una strana determinazione a voler andare avanti ad ogni costo. Dico ufficialmente che non mi fido più di un segretario generale che si presta ad ogni cosa. Registriamo una strana fretta oggi, su un argomento che vede l'amministrazione colpevolmente in ritardo, a tal punto da accogliere emendamenti privi di parere tecnico contabile. Vi diffidiamo ad andare avanti, ci recheremo dal Prefetto e impugneremo l'atto davanti al Tar. Una maggioranza è tale quando ha la forza di portare avanti i propri atti, non quando mendica almeno un'astensione dalla minoranza per avere il numero legale. Non possiamo partecipare a questa farsa».

Ultima modifica ilMercoledì, 15 Novembre 2017 16:51

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