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  • Martedì 16 Gennaio 2018 - Aggiornato alle 16:18

Piscina, l’acqua è poca e la maggioranza non galleggia più

Solo undici presenti, sindaco compreso, ad ascoltare la relazione dell’assessore Valentino. La minoranza mantiene il numero legale della seconda convocazione. Giordano: il futuro sindaco riparta dal prestigio e dall'onorabilità che le cariche pubbliche dovrebbero avere

Piscina, l’acqua è poca e la maggioranza non galleggia più

L'acqua e poca e la maggioranza non galleggia neanche in seconda convocazione per ascoltare la relazione dell'assessore al patrimonio sulla piscina comunale di via De Gasperi. Solo undici i consiglieri presenti in aula, di questi solo sei, sindaco compreso, per la maggioranza. La seduta che, su richiesta delle minoranze avrebbe dovuto trattare sotto forma di informative anche le relazioni su politiche sociali e politiche abitative, saltate per l'assenza giustificata dell'assessore al ramo (Teresa Mele), si è ridotta ad un unico punto all'ordine del giorno: il destino del centro natatorio gestito, dal 2002, dalla Società Polisportiva Sant'Antimo srl del Gruppo Cesaro.

«Si tratta di un capitolo trascurato nel tempo che presenta inevitabili criticità. Non mi manca la perseveranza e la tenacia per affrontarli- assicura Paola Valentino- consapevole che questa vicenda riguarda la vita di molti lavoratori a cui esprimo la mia vicinanza concreta e l'impegno per evitare conseguenze ancora più negative. Il settore patrimonio ha sempre avuto chiari la legge, che va rispettata senza se e senza ma, e l'interesse della città che dobbiamo tutelare anche quando le scelte appaiono non immediatamente comprensibili». Di qui una cronistoria della concessione, stipulata sotto forma di project financing nel 2002, fino agli ultimi accadimenti che hanno portato l'ente di Piazza del Popolo ad avviare, il 29 dicembre, la rescissione contrattuale con la società inadempiente che, all'epoca, si era impegnata a reperire le risorse finanziarie necessarie alla progettazione, manutenzione e gestione delle opere, mediante un mutuo finanziato dall'Istituto per il Credito Sportivo, grazie all'impegno dell'ente di rilasciare garanzia fideiussoria in favore del concessionario. Rate del mutuo che risultano non pagate per un ammontare di 800mila euro, violazione degli accordi a cui si aggiungono i rilievi dell'Ispettorato del Lavoro in merito alle assunzioni dei dipendenti.

«Un atto dovuto visto che avevamo chiesto ai legali della società- prosegue l'assessore- di farci pervenire un piano di rientro, cosa che fino alle vacanze di Natale non è avvenuta. La prossima settimana si terrà una riunione tra il dirigente al patrimonio Luigi Cicalese e il rup del procedimento, il comandante della Polizia Municipale Michele Arvonio, per valutare controproposte arrivate informalmente. Noi calcoliamo un'esposizione debitoria per due milioni e mezzo di euro (tanto resterebbe da pagare per l'estinzione definitiva del mutuo ndr.), la Polisportiva prevede una rimodulazione per due milioni, il restante sarebbe garantito dai soci, con la previsione di pagamento dell'ultima rata un anno prima della scadenza naturale della convenzione». Valentino conclude specificando che una soluzione ponte, quella richiesta dal gruppo "Si Può", al momento non è possibile: «Anche io preferirei affidarmi ad un'altra società, perché è evidente che ci sono state delle inadempienze. Ma il procedimento della rescissione della convenzione non è immediato: l'ente lo avvia ma la controparte potrebbe appellarsi ad un giudice amministrativo, quindi adesso non è ipotizzabile una soluzione alternativa».
Ma è proprio dai consiglieri del gruppo della sinistra che arrivano le critiche più pesanti. «Il nostro interessamento alla vicenda è vecchio di almeno due anni, da quando l'Ispettorato del Lavoro comunicò al Comune le irregolarità nei contratti e negli stipendi dei dipendenti. E, come sempre facciamo, abbiamo acceso i riflettori su tutta la gestione e- rimarca la consigliera Francesca Di Iorio- è stato subito lampante che le inadempienze riguardavano anche l'ente, in primis la mancanza di un rup per anni. Ad inizio dicembre i lavoratori sono stati costretti a scioperare, e la loro condizione l'abbiamo portata in aula chiedendo l'apertura di un tavolo istituzionale alla presenza di tutte le organizzazioni sindacali. Tavolo che ancora non è stato istituito». Di Iorio evidenzia anche le criticità relative all'avvio della procedura rescissoria: «abbiamo appreso dalla stampa di questa decisione dell'amministrazione, ma ci chiediamo se, in caso di sostituzione del concessionario, siano state valutate tutte le azioni da porre in campo per tutelare l'interesse dei lavoratori edella città. Azioni di cui non vi è traccia, e questo porta inevitabilmente a pensare che siamo di fronte all'ennesimo interessamento di facciata, che sarà vanificato dai soliti tempo biblici di questa amministrazione».

Boccia la relazione di Valentino anche il consigliere Giancarlo Giordano che ricorda all'assessore che restano cinque mesi di governo per risolvere la questione. «Fa bene a partire dai lavoratori, ma solo se non è vuota retorica, come lo è stato per quelli del Teatro e dell'Acs. Tutte vicende che nascono dal mancato controllo da parte dell'ente. IL Comune dovrebbe preoccuparsi del fatto che la polisportiva paghi realmente le rate di un mutuo che, altrimenti, dovrà essere onorato dal Comune stesso. Un assessore non può limitarsi ad un elenco di illeciti amministrativi che non si commettono in un solo giorno, ma nel tempo. Dovrebbe dire perché una pubblica amministrazione non si accorge che in un suo bene ci sono lavoratori in nero. E noi dovremmo continuare a fidarci della Polisportiva che tiene lavorati in nero, non paga, non reintegra un lavoratore che ha vinto una causa, perché, anche in questo causo, ci sono figli e figliastri. Mi aspettavo una soluzione ponte che escludesse questa società».

E sulla condizione politica della maggioranza, l'esponente di "Si Può" tuona: «sono in consiglio comunale dal '95 e mai prima avevo visto l'aula ridotta in questo stato sia dal punto di vista della rappresentazione politica, che dello spettacolo che offre questa maggioranza, incapace di tenere il numero legale anche in seconda convocazione. Siamo di fronte ad un'amministrazione completamente abusiva, dal punto democratico e giuridico, perché continua a celebrare consigli comunali con sotterfugi incommentabili. Spero che il futuro sindaco riparta dal prestigio e dall'onorabilità che le cariche pubbliche dovrebbero avere». L'unica voce che si leva dai banchi della maggioranza è quella del consigliere di Scelta Civica Nicola Poppa, non per un intervento, ma per uno sgambetto tattico all'assessore relatore, con cui pur essendo espressione dello stesso partito i rapporti non sono proprio idilliaci. Poppa chiede la verifica del numero legale, salvo poi lasciare lui stesso l'aula al momento dell'appello. E così, l'ennesimo consiglio comunale in seconda convocazione dell'era Foti, finisce con un nulla di fatto. In aula però si tornerà, in seduta straordinaria, il 18 gennaio. Su richiesta del capogruppo de "La Svolta Inizia da Te", Costantino Preziosi, si parlerà delle assunzioni di fine anno al Comune, pratiche che sono già all'attenzione della Guardia di Finanza e della Procura.

Ultima modifica ilVenerdì, 12 Gennaio 2018 20:08

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