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  • Lunedì 24 Settembre 2018 - Aggiornato alle 20:07

Le statue di via De Sanctis tra derive social e l’ombra del conflitto di interesse

Le teste de “I Pensatori Irpini”hanno scatenato i tuttologi del web, ma spulciando tra le carte...

Le statue di via De Sanctis tra derive social e l’ombra del conflitto di interesse

"L'arte scuote dall'anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni" diceva Pablo Picasso. Ne avranno accumulata davvero molta i cittadini avellinesi che in questi giorni non hanno lesinato critiche a "I Pensatori Irpini" l'opera realizzata dall'artista Arcangelo e installata all'angolo di via De Sanctis. Tutto è iniziato lo scorso venerdì, dopo il taglio del nastro del riqualificato Monumento ai Caduti di Largo De Luca, è stata la volta delle due statue realizzate dall'artista Arcangelo Esposito in arte "Arcangelo" irpino d'adozione. Nella settimana dei commenti post elettorali, la cittĂ  dei politologi si è riscoperta anche ricca di critici d'arte. Distorsioni nell'epoca dei social network in cui tutti esprimono il sacrosanto diritto di libertĂ  di parola, ad ogni costo.

E quindi via alle critiche, nell'accezione negativa del termine, alle due sculture, sui materiali utilizzati, la grandezza, l'ubicazione, il valore; critiche anche allo "sconosciuto" artista di fama internazionale Arcangelo e soprattutto all'importo speso. Fatte le dovute proporzioni, per il commentatore seriale, il Guernica poteva essere dipinto da un imbianchino qualsiasi e non da Picasso, proprio come uno dei numerosissimi falegnami proposti era pronto a realizzare "I Pensatori Irpini" al posto di Arcangelo e per poche centinaia di euro e non per i 25 mila euro spesi dall'amministrazione comunale. Soldi con i quali, per citare un esempio, sempre il commentatore seriale, propone di riparare le buche post maltempo.

A cavalcare il sentimento di protesta non poteva mancare qualche ex amministratore e politico navigato giĂ  in campagna elettorale per le amministrative ed in cerca di consenso. E qui il discorso cambia. Personaggi che dovrebbero essere a conoscenza, da ex amministratori e futura classe dirigente, che la legge del 29 luglio 1949, n. 717 "Norme per l'arte negli edifici pubblici" prevede, nell'ambito della realizzazione di un lavoro pubblico, una percentuale obbligatoria da destinare alla realizzazione di un'opera d'arte. Così come accaduto per Piazza LibertĂ , con le famose "Ali dell'Anima" dell'artista Carmine Calò (55mila euro e ricorso al Tar contro l'unicitĂ  dell'opera) anche a Via De Sanctis nel quadro tecnico dei lavori di "sistemazione del tessuto viario di connessione alla Piazza LibertĂ " per oltre 1,3milioni di euro, il 2% è per legge destinato alla realizzazione di un' opera d'arte, pena il mancato collaudo del lavoro pubblico. Tralasciando per un attimo gli obblighi di legge, un ex amministratore e chi si candida a divenirlo, dovrebbe sapere che i soldi spesi per un' opera d'arte, per la cultura, non sempre hanno un ritorno economico diretto, bensì di prestigio. Proprio come nel caso della Traviata del San Carlo di Napoli proposta al Teatro Gesualdo. Nonostante il sold out, l'appuntamento ha fatto registrare una perdita di oltre 30mila euro, ma nessuno ne ha messo in dubbio il valore culturale ed il prestigio per la cittĂ  di Avellino e per il Gesualdo stesso, oggi però chiuso per problemi di bilancio. B Somme

A queste conclusioni ci sarebbero potuti arrivare anche gli amministratori del Comune di Avellino i quali avrebbero potuto replicare senza colpo ferire citando leggi e delibere a supporto della buona azione. Silenzio talmente assordante da insinuare piĂą di un dubbio. L'iter intrapreso a palazzo di cittĂ  non è proprio limpidissimo e così spulciando un po' di delibere si scopre che l'artista Arcangelo Esposito è stato membro della commissione che ha scelto le "Ali dell'Anima" per Piazza LibertĂ . Pur non avendo violato alcuna legge o norma,  il conflitto di interesse sotto il propfilo etico è palese, ed è alimentato anche dalla procedura adottata dagli amministratori avellinesi. E' lo stesso artista Arcangelo Esposito a proporre il 16 gennaio 2018 al comune di Avellino l'acquisizione delle due statue, in meno di 24 ore arriva la valutazione positiva del Rup e del responsabile dei lavori del Lotto B. Quindi parte la richiesta alla Sovrintendenza che da il via libera per Via De Sanctis il 6 febbraio. (VEDI ULTIMA SLIDE) Arcangelo Esposito

E la commissione esaminatrice? La legge del 29 luglio 1949, n. 717 "Norme per l'arte negli edifici pubblici" prevede un bando per la scelta dell'opera e la nomina di una commissione composta da due esperti di fama per la valutazione delle proposte. Proprio come accaduto per Piazza LibertĂ  dove è stato fatto tutto secondo norma. Non è chiaro quindi neanche l'affidamento diretto sotto soglia (meno di 40mila euro) a cui hanno fatto ricorso a palazzo di cittĂ . Se per legge è previsto il 2% dei fondi da destinare per lavori pubblici tra 1 e 5 milioni di euro, è implicito che ci possa essere un importo stimato inferiore ai 40mila euro da spendere per l'opera d'arte, sempre la stessa (leggi qui) non prevede si possa affidare il lavoro senza bando. A meno che non sia possibile un'altra procedura che però l'amministrazione comunale non si è incaricata di spiegare alla cittĂ  e che saremo ben lieti di ospitare. parere positivo

Ultima modifica ilVenerdì, 16 Marzo 2018 12:38

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