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  • Giovedì 13 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 10:14

Acs, Greco disegna quadro drammatico. E’ corsa contro il tempo per evitare il fallimento della municipalizzata

In aula il 26 marzo per un’informativa. Le delibere di riconciliazione ci sono, manca la verifica dei revisori dei conti. Opposizione sul piede di guerra, si lavora per trasferire la sede all’ex Asilo Patri e Lavoro

Acs, Greco disegna quadro drammatico. E’ corsa contro il tempo per evitare il fallimento della municipalizzata

Giovanni Greco consegna ai capigruppo consiliari un quadro della situazione dell'Acs a tinte scure. L'amministratore consegna la sua informativa sullo stato della municipalizzata e fa appello ai consiglieri comunali: "fate presto ad approvare la ricapitalizzazione, altrimenti non ci sarĂ  alternativa al fallimento della societĂ ".

Un primo punto fermo, non senza fatica, viene però messo. Su richiesta del gruppo "Si Può", Greco sarà ascoltato in aula il prossimo 26 marzo, non per una semplice informativa ma per una verifica di tutti gli atti relativi alla mancata ricapitalizzazione. Prima, il 20 marzo, le delibere per la riconciliazione sui debiti e crediti maturati tra ente e società, con la relativa proposta transattiva, ormai pronta stando a quanto annunciato dal segretario generale Riccardo Feola, saranno sottoposte alla verifica dei revisori dei conti preliminare al passaggio in giunta.

"E' da una settimana che siamo finanche senza linea telefonica- esordisce Greco- senza la ricapitalizzazione non si possono approvare neanche i bilanci del 2016 e del 2017, già pronti e che chiudono in attivo rispettivamente di cinquantamila e ottantamila euro. Questo grazie alla riduzione dei costi gestione per i due esercizi successivi a quello del 2015, chiuso con una perdita di 780mila euro". L'amministratore ribadisce quanto scritto ormai da tempo immemore nel piano di impresa, anche questo bloccato nel pantano burocratico amministrativo in cui si trova la società. "La mancanza di un'analisi economica gestionale dei servizi gestiti dalla società, ha portato alla perdita. Nel piano di impresa ho detto che la vera sciagura è nel contratto di servizio, che va riportato ad un'unica mission quella della gestione della sosta e della segnaletica. Abolito definitivamente il contratto per la manutenzione del verde pubblico, se il Comune vorrà, con un contratto diverso, affidare alla società i servizi di custodia degli immobili comunali, dovrà stabilire una cifra fissa preventiva, per evitare un rigonfiamento di costi non preventivato".
Greco chiarisce anche la posizione rispetto ad alcuni contenziosi, primo tra tutti quello che vedrĂ , come stabilito dal Tribunale di Avellino, la societĂ  dover pagare stipendi arretrati a dipendenti non suoi ma di alcune cooperative con cui in passato erano stati sottoscritti contratti di servizio. "Voglio chiarire che non ho nulla contro queste persone, ma non potevo pagare contratti ritenuti illegittimi alle cooperative di cui sono dipendenti, a cui avevamo proposto un'azione transattiva. In ultimi mi preme sottolineare come i dipendenti di Acs lavorino ormai in una condizione insalubre, in una sede dichiarata non idonea, ma nonostante questo hanno preferito sacrificarsi invece di creare ulteriori problemi vista la situazione in cui si trova la societĂ ".

Proprio sulla sede, l'assessore alle Finanze Maria Elena Iaverone annuncia che "svanita la possibilità di un trasferimento al Comune, visti i diversi orari di apertura degli uffici, si sta valutando il trasferimento all'ex Asilo Patria e Lavoro, recentemente rientrato in possesso del Comune. La posizione dell'amministrazione è chiarissima: vogliamo salvare la nostra municipalizzata. I soldi in bilancio ci sono, abbiamo chiesto ai dirigenti di chiudere la riconciliazione, in modo corretto così come indicato dal ragioniere capo, arrivando ad un accordo transattivo tra le parti. Giovedì incontro con i revisori dei conti per un confronto sulla nuova proposta".

Un percorso che dovrà inevitabilmente approdare in consiglio comunale. Diversi i dubbi dell'opposizione, a partire dal capogruppo de "La Svolta Inizia da Te" Costantino Preziosi: "non comprendo come si possano approvare i bilanci 2016 e 2017, senza aver dato il via libera a quello precedente (approvato in assemblea dei soci). E' evidente che si deve modificare lo statuto stesso di Acs, perché oggi una società in house ha senso, in termini di legge, solo se il costo del servizio offerto è talmente conveniente da non poter andare sul mercato".
Una richiesta di documentazione da valutare in aula, arriva dal consigliere di "Si Può" Giancarlo Giordano: "E' drammatico che l'amministrazione non riesca a dare una data per la riconciliazione. Il sindaco più volte in passato ha detto che Acs poteva essere messa sul mercato, salvo poi cambiare idea. Ad oggi però i fatti ci dicono che, se non si procede, per inerzia andremo nella direzione del fallimento della società". Una condizione di stallo, come denuncia il capogruppo Udc Alberto Bilotta: "abbiamo ascoltato la stessa informativa di Greco, tempo addietro, in commissione bilancio. Da allora però nulla è cambiato: ad un passo dalla scadenza naturale di questa consiliatura, l'amministrazione non è in grado di dare prospettive certe".

Critico anche il presidente del consiglio Livio Petitto che, in caso di ritardi da parte dei revisori dei conti, minaccia di segnalazioni al Mef: "l'amministrazione ha avviato da tempo l'iter per formulare una proposta all'aula, ora va rispettato il cronoprogramma stabilito e che nel giro di qualche settimana si possa chiudere la partita, dando certezze tanto ai lavoratori quanto alla città che necessita dei servizi forniti. Non si può andare avanti così, senza mai arrivare a scrivere la parola fine. Ora siamo in limine mortis della consiliatura, bisognerà arrivare ad una definizione inevitabilmente".

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