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  • Venerdì 19 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 19:35

Proiettili in corpo e senza cure da mesi: i migranti ospiti nel Convento chiedono aiuto

La denuncia questa mattina in Prefettura che ha garantito un'ispezione. Indifferenza di associazioni e istituzioni presenti al tavolo per la violenza sulle donne

Proiettili in corpo e senza cure da mesi: i migranti ospiti nel Convento chiedono aiuto

Protesta civile questa mattina davanti la Prefettura di Avellino di una parte dei migranti ospiti a via Francesco Tedesco nel Convento delle Suore Stimmatine. Una quarantina circa, cartelli alla mano hanno chiesto ed ottenuto un incontro in Prefettura per esporre le problematiche riscontrate nel centro avellinese gestito dalla cooperativa Europa. Presenti all'incontro anche i referenti di quest'ultima, la responsabile dell'ufficio immigrazione ha garantito ai richiedenti asilo l'ispezione nel centro che oggi ospita 120 persone.

Il sit in si è tenuto in contemporanea con il tavolo antiviolenza sulle donne convocato dal Prefetto per rafforzare la rete. Asl, Comune, Provincia, ordine degli avvocati, rappresentanti delle associazioni si sono riuniti per discutere di prevenzione e azione. Ma nessuno di loro si è preoccupato minimamente di chiedere a quaranta esseri umani cosa li avesse spinti a protestare. Magari se ne ricorderrano nella giornata dedicata alla violenza sui migranti.

I 40 giovani lamentano carenze per l'assistenza medica praticamente assente ma retribuita alla cooperativa che gestisce il centro. Tra di loro ci sono due persone con altrettanti proiettili conficcati nelle gambe. Sono da sette mesi ospiti del centro e nessuno si è preoccupato di intervenire. Ma c'è anche chi ha un'infezione agli occhi e rischia di perdere la vista, ed un altro ancora con problemi di deambulazione per una ferita alla gamba. Senza tralasciare i "soliti" problemi di infezioni per ferite mai curate e la mancanza di medicinali acquistati in colletta per i "fratelli" in difficoltà. C'è chi ritiene di esser stato vittima anche di maltrattamenti mostrando le foto sul telefono ed avrebbe denunciato l'addetto che lo ha picchiato. 

Il problema riscontrato dalla maggior parte dei ragazzi è la mancanza di impegno durante la gioranta. Dopo le lezioni scolastiche che durano 4 ore, vengono abbandonati al loro destino. Chissà se il Comune di Avellino, che non ha mai attivato la Sprar, ha proposto loro la possibilità di svolgere lavori socialmente utili come previsto dal protocollo d'intesa firmato in Prefettura?

Ultima modifica ilGiovedì, 15 Marzo 2018 13:25

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