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  • Lunedì 16 Luglio 2018 - Aggiornato alle 22:28

Amministrative, D’Argenio (Prc): nessuna ammucchiata. La sinistra allarghi il campo, ma chi ha avuto responsabilità di governo con il Pd, faccia un passo indietro reale

Dopo l’assemblea proposta da “Si Può”, l’esponente della sinistra cittadina chiarisce: “aperti al dialogo con chiunque, ma non ci stiamo a fare da ingredienti a minestre preparate da altri in solitaria”

Amministrative, D’Argenio (Prc): nessuna ammucchiata. La sinistra allarghi il campo, ma chi ha avuto responsabilità di governo con il Pd, faccia un passo indietro reale

«Nessuna ammucchiata con il Partito democratico, né con chi ne ha condiviso le responsabilità dell'attuale disastro. Alla sinistra serve il contributo di tutti, ma non ci stiamo a fare da ingredienti a minestre già preparate in solitaria da altri». Costantino D'Argenio, segretario cittadino di Rifondazione comunista, traccia il percorso in vista delle amministrative del 10 giugno.

Dopo cinque anni di opposizione, seppure dall'esterno dell'aula consiliare, qual è il giudizio sull'amministrazione Foti?

«Oltremodo negativo. La situazione del governo cittadino è sotto gli occhi di tutti: non ci sono progressi sull'ordinaria gestione, non c'è mai stata una visione di città, si vive alla giornata. Il responsabile dello sfacelo è uno solo, il Partito democratico che detiene la maggioranza assoluta ma che per cinque anni ha preferito cimentarsi in una guerra tra bande permanente. Corresponsabile chiaramente è Paolo Foti, che avrebbe dovuto da tempo restituire agli avellinesi la possibilità di tornare al voto e liberare la città ostaggio degli affari interni al Pd. Nel 2013 avevamo proposto nel solco di una visione alternativa a quello che è sempre stato il centrosinistra in città, un'idea diversa per Avellino. In questi anni è stato fatto un lavoro di opposizione in consiglio comunale che però non ci ha visti protagonisti. Anche a sinistra, inutile nasconderselo, abbiamo scontato divisioni, progetti divergenti ed una gestione non condivisa. Ma c'è un patrimonio di opposizione consiliare, quello di 'Si Può', che riconosciamo e apprezziamo».

La scorsa settimana proprio il gruppo consiliare di Si Può ha chiamato a raccolta la sinistra per iniziare un dialogo ampio e allargato in vista delle amministrative. Rifondazione comunista era presente, che giudizio dà a quella iniziativa?

«Abbiamo apprezzato che l'assemblea fosse partecipata e aperta anche ad esperienze di cittadinanza attiva come il Comitato per l'Eliseo, a forze non di sinistra che però, pur avendo un'estrazione politica diversa dalla nostra, si ritrovano oggi in opposizione al Pd. Un elemento di arricchimento senza ombra di dubbio, ma non possiamo pensare di ritrovarci a sostenere eventuali autocandidati che poi, strada facendo, pensano di raccattare pezzi di partiti e associazioni. Anche perché alcune delle personalità presenti a quell'assemblea hanno responsabilità nelle precedenti amministrazioni, hanno portato voti e rappresentato tanto Galasso quanto Foti, ricevendone anche benefici. E' ad esempio il caso dell'ex presidente del Teatro Luca Cipriano. Insomma se rinnovamento deve essere, lo sia davvero».
Le vostre riserve sono limitate ad un'eventuale candidatura a sindaco di Cipriano, o ce ne sono anche altre?
«Assolutamente, è un ragionamento complessivo e che si rivolge anche al di fuori della platea di quell'incontro. Penso ad esempio a Silvio Sarno, imprenditore di tutto rispetto ma che certo non può incarnare una visione di sinistra dell'amministrare la città. Penso a Luigi Anzalone, assessore alle finanze di Bassolino, che oggi non può ripresentarsi come il nuovo. Il problema chiaramente non sono i nomi, ma le storie e le visioni che queste rappresentano. Sia chiaro, è indispensabile il contributo di tutti ma chi ha avuto ruoli di responsabilità, remoti e recenti, nel fallimento della città deve fare un passo indietro. Solo così ci potrà essere un vero progetto di sinistra condiviso».
E rispetto ad un'eventuale candidatura di Giordano alla carica piĂą alta?
«Lo abbiamo sostenuto convintamente nel 2013, oggi una sua ricandidatura la vedo poco utile. Detto ciò, apprezziamo l'iniziativa di apertura del gruppo "Si Può" di mettere a disposizione di un ragionamento ampio il lavoro svolto in cinque anni di opposizione, ma il metodo di scelta e decisione deve essere condiviso».
Impensabile un centro sinistra a trazione Pd neanche per fronteggiare il Movimento cinque stelle?
«Assolutamente no. C'è chi pensa che i Cinque Stelle alla prova delle amministrative non reggeranno. Molto dipenderà dalle scelte che faranno gli altri. Se saranno di conservazione, si aprirà una strada per il M5S finanche ad Avellino. Per quanto ci riguarda non c'è alcuno spazio alle condizioni di grande ammucchiata dettata dalla paura di una vittoria dei Cinque Stelle. Non può esserci futuro politico con chi è stato complice del disastro attuale».

Quali dovrebbero essere, a suo avviso, le prioritĂ  di un governo cittadino di sinistra?
«Per noi la priorità è portare a completamento la bonifica dell'Isochimica e dare una destinazione d'uso dell'area che possa ristorare il quartiere per il danno subito, preservandone una parte alla memoria delle vittime dell'amianto. C'è un lavoro da fare per fermare ulteriori speculazioni e cementificazione della città. Ripartire dalla politica del cemento zero, recuperare la zona di via Tedesco, lavorare sulla riqualificazione e il recupero urbano. Un'urbanistica partecipata che piò portare a progetti realmente condivisi grazie al lavoro di comitati come quello di Valle che, seppure a pochi giorni dal voto e questo lascia pensare ad un'azione di propaganda elettorale dell'amministrazione, hanno ottenuto l'abbattimento dei vecchi prefabbricati. Necessario poi intervenire al più presto sulla vivibilità, la quotidianità dalla gestione del traffico all'allargamento delle isole pedonali, ad una revisione del trasporto pubblico da integrare con l'eterna incompiuta metropolitana leggera. Ed infine trasformare le politiche culturali in volano di sviluppo, a partire dalle due strutture a disposizione della città: Eliseo e Teatro. Il primo coinvolgendo chi anima il Laceno d'Oro e le tante iniziative cinematografiche in città, il secondo rimettendolo in funzione senza subappaltarlo a Napoli, come successo da sempre, ma trasformandolo in un luogo di produzione e non solo di fruizione».

Ultima modifica ilSabato, 14 Aprile 2018 23:14

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