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  • Domenica 20 Maggio 2018 - Aggiornato alle 14:00

Acs, passa la ricapitalizzazione. In aula i dipendenti della municipalizzata. Tensioni con gli ex parcheggiatori

Si all’operazione da 780mila euro. Greco illustra il piano di impresa. La maggioranza lo promuove, la minoranza si astiene. Gli strali di Giordano: basta con la retorica di un’amministrazione che prima crea i problemi e poi finge di risolverli

Acs, passa la ricapitalizzazione. In aula i dipendenti della municipalizzata. Tensioni con gli ex parcheggiatori

Una lunga seduta di consiglio comunale per approvare la ricapitalizzazione dell'Acs. Il provvedimento, presentato dall'assessore alle società partecipate Arturo Iannaccone, passa con i voti favorevoli della maggioranza e del consigliere di "La Svolta Inizia da Te" Domenico Palumbo, mentre si è astenuto insieme a "Si Può" e all'Udc, il capogruppo di 'Democratici per Avellino' Massimiliano Miro. Un'assise tesa per la presenza in aula di alcuni ex parcheggiatori, che giovedì mattina torneranno a Palazzo di Città per consegnare la documentazione attestante la loro condizione economica agli uffici dei servizi sociali. Come già accaduto alcuni mesi fa, qualcuno di loro ha lanciato improperi in direzione del sindaco Paolo Foti che, ripetutamente, ha chiesto alle forze dell'ordine di identificare gli autori.

In questo clima, l'amministratore pro tempore della municipalizzata, Giovanni Greco, ha illustrato i dettagli del nuovo piano di impresa (leggi qui) e risposto ai quesiti dei consiglieri che, è il caso di Percopo del Pd, voleva chiarimenti sui ricorsi vinti dai dipendenti delle coop che lavoravano per la società e che per ventidue mesi non hanno percepito compenso. «Acs aveva perso i suoi connotati di società in house, e cioè di braccio operativo del Comune. La mission iniziale, quella della gestione di sosta e segnaletica, è stata ampliata ad altri servizi violando uno degli elementi essenziali delle società in house, e cioè autosostenersi senza rivolgersi all'esterno. Contratti che- ha ricordato Greco- come indicato da Corte dei Conti e Procura della Repubblica, erano illegittimi per questo sono stati revocati. Come stabilito dai giudici le prestazioni dei dipendenti delle cooperative saranno pagate, ma quei servizi alle cooperative erano stati affidati in maniera non corretta, senza alcun bando di gara». Di qui l'appello all'aula, «la convenienza per il Comune a tenere in vita questa società è rappresentata dalla convenienza economica che ne scaturisce per l'ente. Acs è una risorsa per la città: abbiamo avuto mille difficoltà prima di poter giungere, oggi, alla definizione del futuro della società».

Una relazione interrotta da Pericolo dell'Udc che, dallo scranno della presidenza del consiglio, ha più volte chiesto se fossero state pagate o meno le utenze telefoniche, suscitando l'ira del consigliere dem Tornatore che lo ha invitato a recarsi presso la sede della società per controllare. Ad aprire il dibattito, dai banchi della minoranza, Palumbo che ha annunciato il suo voto favorevole, specificando «non lo faccio per motivi elettorali, avendo scelto di non ricandidarmi, ma perché da cittadino sento il dovere di salvare il salvabile».

Analogie con la vicenda Teatro sono state evidenziate dal capogruppo Udc Bilotta «Non possiamo consentirci un solo giorno in più di tempo. Due settimane fa è stata approvata la liquidazione del Teatro ma i soldi ai creditori ancora non sono arrivati. Quando arriveranno i fondi della ricapitalizzazione nelle casse di una società che si autosostiene? E' impensabile che Acs possa avere problemi finanziari visto che, funzionando solo al 30% delle sue potenzialità, lo scorso anno ha fatto registrare cifre da capogiro». Si dice fermamente convinta dal piano industriale presentato, la consigliera Pd Grella, che però evidenzia «la necessità di capire chi si occuperà della guardiania e pulizia dei beni, costi che dovremo necessariamente sostenere. Si faranno delle gare e delle comparazioni, ma chiaramente si tratta di servizi che vanno svolti». E ancora «va immediatamente trovata tra le proprietà comunali, una sede adeguata, visto che i dipendenti non possono continuare a stare in un luogo ormai non più agibile».

Duro l'affondo di Giordano di "Si Può": «basta leggere lo statuto comunale, per scoprire funzioni e rapporti tra l'ente e la sua municipalizzata e capire che chi doveva controllare, non lo ha fatto. Sull'Acs c'è un processo in corso, sul Teatro due inchieste. Il dovere dell'amministrazione non è solo quello di costituirsi in sede giudiziaria, ma di garantire ai lavoratori un reddito certo e non costringerli ad un atteggiamento elemosinante rispetto alla politica e ai dirigenti. Basta con la retorica ambigua per cui prima si costruiscono le condizioni per un guaio, e poi si trovano le soluzioni per correre ai ripari». A rispondere il capogruppo Pd Giacobbe: «non c'è alcuna retorica, dispiace che si possa pensare di poter giudicare qualcuno in quest'aula per la gestione dell'Acs. Se ne è parlato tantissimo in questi anni, i danni sono stati fatti ma siamo giunti al termine. Diamo una risposta ai lavoratori e alla città. Sono convinto che l'Azienda città servizi sia una società viva che potrà portare utili al Comune».

La seduta si chiude con il ritiro della seconda pratica all'ordine del giorno, il documento operativo strategico da 17 milioni per la progettazione del Programma integrato città sostenibili. A chiedere e ottenere che la pratica fosse prima affrontata in capigruppo, la consigliera di "Si Può" Nadia Arace (leggi qui).

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