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  • Martedì 13 Novembre 2018 - Aggiornato alle 21:20

Non è l’Arena ma il consiglio comunale di Avellino. Ciampi rivendica le ‘vele’ della gogna mediatica, in aula è bagarre e le linee programmatiche slittano

Tra applausi e urla, le comunicazioni del sindaco scaldano gli animi. Ridente (M5S): “discussione inutile su fatti personali di otto consiglieri”. Il centro sinistra abbandona l’aula per protesta, Festa e Cipriano parlano di strategia romana per portare alla sfiducia del sindaco, il Pd chiede 48 ore di riflessione

Non è l’Arena ma il consiglio comunale di Avellino. Ciampi rivendica le ‘vele’ della gogna mediatica, in aula è bagarre e le linee programmatiche slittano

L'aula del consiglio comunale di Avellino ridotta come il peggiore dei programmi della tv spazzatura, quelli dove una claque organizzata alterna assenso e dissenso, tra applausi e incomprensibili urla, a sostegno o meno di un concorrente. Una seduta che avrebbe dovuto affrontare il futuro stesso della città, con la presentazione delle linee programmatiche del sindaco, e gli equilibri dell'aula, con la composizione di maggioranza e minoranza, e che invece si è arenata sul primo punto all'ordine del giorno, le "comunicazioni" del sindaco Ciampi sull'ormai nazionale caso delle 'vele' pubblicitarie con i manifesti 6x3 ritenuti necessari, evidentemente, dai parlamentari del M5S che le hanno commissionate con l'assenso del sindaco stesso, per indicare agli avellinesi gli otto consiglieri rei di aver fatto saltare il Ferragosto.

Nonostante il presidente del consiglio Ugo Maggio abbia bacchettato Ciampi e il Movimento cinque stelle, parlamentari compresi, per l'accaduto e invitato ad abbassare i toni nel rispetto di tutti i consiglieri comunali, a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato proprio il sindaco.
«Si tratta di vicende che attengono alle modalità di informazione e comunicazione su quanto avvenuto in aula» ha chiarito Ciampi in apertura del suo intervento che, ben presto, ha assunto i toni del comizio. «Mi sono messo in gioco perché come tanti avellinesi non ne potevo più di una città amministrata male, con risposte zero, e vicende giudiziarie imbarazzanti. Con il M5S abbiamo costruito un programma ed oggi siamo il partito più votato d'Italia. Ereditiamo una casa in fiamme, ed ogni giorno tentiamo di spegnere il fuoco cercando soluzioni a problemi irrisolti da anni come Ponte della Ferriera, la Bonatti, un bilancio incomprensibile con numeri poco chiari. Senza dimenticare il caos conti Teatro, Alto Calore, Aias, parcheggi, vicende giudiziarie aperte. Avrei voluto parlare di come abbassare le tasse, come aiutare i quartieri della città ad uscire dal degrado e invece devo perdere ancora tempo a parlare di una vicenda ampiamente dibattuta dieci giorni fa. Noi del M5S rispondiamo con le nostre opinioni, fermo restando la legittimità dell'azione dei consiglieri comunali».
Ciampi ripercorre l'aspetto finanziario della variazione di bilancio presentata e poi non arrivata a discussione per la realizzazione del Ferragosto, poi alza i toni: «mai avrei pensato di trovare proprio in questa assise un muro, mi aspettavo critiche sul programma non che l'intento fosse far saltare il Ferragosto. Eppure abbiamo accettato l'esito del voto, tutto il resto è solo legittima informazione che non ha leso il diritto di nessuna forza politica presente in questa aula. Quelle vele sono state scelte dal M5S, ma non è vero che non rispetto le istituzioni. Fascismo, comunismo, nazismo? Noi non siamo né di destra né di sinistra. Siamo qui pronti a discutere, solo se alla base c'è rispetto reciproco e voglia di condividere il bene della città. La stessa foga avrei voluto vederla per gli scandali giudiziari che hanno interessato le amministrazioni precedenti. Non ho visto conferenze stampe e paginate di giornali, qualcuno forse ha voluto nascondersi. Oggi bisogna andare oltre, mi chiedo sono quegli otto consiglieri rispettosi del voto e delle istituzioni? Dopo la dittatura della maggioranza del passato, volete passare alla dittatura della minoranza? Al termine di questa discussione non avremo risolto nessun problema reale della città. Mi affiderò comunque al vostro buon senso con rinnovata fiducia, perché la mattina mi alzo con la coscienza pulita pensando solo alla città. Siamo seduti su queste poltrone solo per portare a termine il programma. Mi auguro che si riducano i consigli convocati solo come strumento per criticare e non per risolvere i problemi». Tra applausi di supporters del sindaco presenti tra i banchi del pubblico e qualche fischio arrivato da chi evidentemente,non ne condivide parole e azioni, il dibattito si è subito infiammato fino ad arrivare alla bagarre più totale e l'abbandono dell'aula da parte degli otto consiglieri incriminati e di tutto il centro sinistra, quando dai banchi del M5S il consigliere Lorenzo Ridente ha definito sostanzialmente come una perdita di tempo l'intera discussione perché «legata a fatti personali di otto consiglieri». Un'aula ingestibile a quel punto per Maggio, che dovrà esercitare le corde vocali per tenere a bada quella che ormai sembra essersi trasformata in una curva da stadio. La seduta è stata sospesa per poi riprendere, fino all'annuncio dell'abbandono dell'aula da parte del consigliere Livio Petitto, a nome del gruppo Pd, per avere quarantotto ore di tempo per riflettere sul da farsi rispetto alle linee programmatiche.

IL DIBATTITO

Costantino Preziosi (La Svolta Inizia da Te): «ringrazio quanti si sono dissociati da quelle vele schifose, in particolar modo quei militanti dei Cinque Stelle che hanno preso le distanze da un'iniziativa barbara. A loro dico che siamo pronti a portare la loro voce in questa aula. Ciampi ha fatto un comizio, in due mesi e mezzo non ha fatto ancora nulla per la città. Dice di aver aperto Bonatti e Ponte, non è vero ha tagliato solo il nastro preparato da altri. Parla del bilancio perché evidentemente negli ultimi cinque anni ha vissuto su Marte mentre battaglia qui, in Procura e alla Corte dei conti. Questioni su cui mai si è levata la voce del M5S. un sindaco che vuole ridurre i consigli comunali, evidentemente non ha compreso che quel sistema di democrazia diretta che lui professa non è contemplato in Italia. Continua a rivolgersi ai cittadini dicendo cose non vere, lucrando sul momento di disperazione della città. La gente non ha votato questo sindaco, ma l'illusione di un cambiamento che non c'è mai stato e, per dirla con Aldo Moro, "non nascerà un nuovo senso del dovere" se lei continua in questo modo. La nuova stagione si è aperta cavalcando una protesta senza proposta. Anche io avevo creduto in qualcosa di nuovo, ho sbagliato e a Ciampi non resta che farsi salvare dai marinai presenti in questo consiglio. Siamo di fronte ad un semplice gioco di bottino fatto di elezioni provinciali e regionali, a cui io non parteciperò».
Stefano La Verde (Pd): «ho assistito negli anni in questa aula anche a forti discussioni che hanno creato inimicizie, ma rispettare chi non la pensa allo stesso modo è il principio base della democrazia. Siete liberi di fare le carnevalate che volete, noi siamo ancora in attesa delle cose serie. Chi sta parlando è legittimato dal voto popolare, siamo chiamati a rappresentare il popolo e continueremo a farlo. Eravamo in attesa del governo del cambiamento, c'è sta anche disponibilità da parte di alcuni di noi di sedersi ad un tavolo e capire se c'erano punti di convergenza ma invece abbiamo dovuto continuare a leggere post che vanno in tutta altra direzione. A Ciampi lo dico per l'ultima volta, resetti tutto, si sieda ad un tavolo e ragioni su ciò che è possibile fare il bene della città».
Nadia Arace (Si Può): «la vostra idea di democrazia è molto simile ad una sorta di concessione che si dà all'aula. Abbiamo un sindaco che ha rotto il rapporto con l'aula, che la mattina dice una cosa e la sera ne scrive un'altra su facebook. Un sindaco che dice e scrive cose che forse non capisce. La stampa nazionale evidentemente le ha comprese: siamo arrivati ad occupare le prime pagine grazie ai leoni da tastiera di Ciampi per la vergogna dei 6x3, poi per la richiesta di perizia gratuita per il ponte della ferriera tanto da far infuriare gli ordini professionali, poi per il copia incolla delle linee programmatiche dell'ultra desta veronese. In un mese dal suo insediamento Ciampi ha avuto la capacità di dimostrare che la sua parola non vale nulla: prima annuncia le vele, poi chiede scusa e dice che non ci saranno, poi escono e le rivendica. Ci vorrebbe l'intelligenza di capire che anche chi fa opposizione lo fa per la città, ma la verità è che la democrazia vi dà fastidio, Ciampi dice cose preoccupanti, come la riduzione delle riunioni di consiglio, che in un post aveva già definito una formalità. La democrazia è fatica, confronto, sintesi, molto più facile la via breve dei plebisciti di like su fb. Non potete cacciarci dal consiglio come fate con i vostri dissidenti interni, noi la nostra libertà e pensiero critico continueremo ad esprimerle in questa aula e fuori. Il clima in città è ormai infuocato e un sindaco all'altezza del ruolo lavorerebbe per pacificare, non si lascerebbe andare ad un discorso che semina odio, ergendo quest'ultimo a propaganda delle prossime elezioni».

Lorenzo Ridente (M5S): «non sprecherò i miei cinque minuti a parlare dei 6x3 nati fuori da questa aula. Chi li ha commissionati non fa parte di questo gruppo consiliare e ha già spiegato in maniera esaustiva, con un comunicato stampa, le sue ragioni. Chiamateci pure populisti ma non ci piace che all'odine del giorno ci sia una discussione su un problema personale di otto persone. Al di là della natura provocatoria delle mie parole, non era intenzione offendere nessuno. Ho massimo rispetto per questa aula, mi scuso se qualcuno si è risentito ma i primi due consigli comunali li abbiamo passati a fare polemiche e non a parlare dei problemi reali per la città. Non possiamo non prender atto che questo consesso somigli sempre di più ad una puntata di Forum dove l'imputato è un sindaco voluto da 13mila elettori».
Nicola Giordano (Avellino è Popolare): «il consiglio comunale affronta le iniziative dell'amministrazione. Se in aula si porta una variazione di bilancio illegittima, io mi oppongo. E' semplice. Perché il sindaco non spiega come mai, da quella stessa variazione non passata, ha poi salvato in giunta la parte dedicata alle scuole e non quella per il Ferragosto? Per alzare un polverone contro di noi, è la risposta. Ciampi deve iniziare a parlare a braccio per dire parole di verità deve smetterla di leggere le cose che gli scrivono, quei 6x3 sono stati commissionati dai commissari politici di questa amministrazione. Di questo passo il sindaco non sentirà mai la responsabilità della sedia che occupa. Per questo andrà a sbattere. All'assessore Mancusi dico che non basta dissociarsi, ci vogliono atti conseguenti altrimenti ad ogni pratica che arriverà in aula dovrò chiedere se il mio voto è libero o finirà su un manifesto. Il sindaco inizi a dire la verità ad esempio sull'indennità che, per la seconda volta, ha presa per intero».
Raffaele Pericolo (Avellino è popolare): «nei vostri opuscoletti della campagna elettorale c'erano 10 punti programmatici e una bugia. Leggo, sopra la mia foto, "ci candidiamo contro un consigliere che guadagna 60mila euro facendo il presidente di una partecipata pubblica". Una menzogna di cui ovviamente discuteremo in tribunale. E' la prima volta che querelo qualcuno, avrei potuto rispondere anche io con la gogna mediatica invece, visto che vivo della mia pensione, ho scelto la querela».
Nello Pizza (Avellino è popolare): «di solito ci delude una persona da cui ci aspettiamo qualcosa. Per questo dico che sono deluso da Ridente, da Ciampi no. Mi aspettavo che stasera fosse l'occasione per chiudere la vicenda, invece il sindaco la alimenta ulteriormente. Non immaginavo di vivere l'esperienza consiliare come un'arena, i toni non si abbasseranno mai se chi dovrebbe dare l'esempio non lo fa, anzi li esaspera. Il sindaco un giorno dice una cosa, poi un'altra. Lo stesso sindaco che in conferenza dei capigruppo aveva chiesto scusa per quelle vele. Vedere il proprio volto su un 6x3 ed essere additato come colpevole di aver fatto saltare il ferragosto, non fa certo piacere ed è pericoloso. Non è una vicenda personale, ma un fatto gravissimo oltre che un'offesa ai diritti democratici dei consiglieri. Da sindaco io apprezzerei più chi mi fa opposizione che chi mi appoggia per convenienza»
Modestino Verrengia (Avellino è popolare): «dietro il sindaco c'è qualcuno che gioca a fare il male di questa amministrazione. Ci sarà qualche pseudo giornalista che scrive tali aberrazioni. Non c'era nessuna delibera di giunta su quella variazione, e noi questo abbiamo contestato pregando il sindaco di portare la questione in giunta e avevamo dato parola che poi l'avremmo approvata in consiglio. Evidentemente avendo poi revocato una seconda delibera in cui affidata gli eventi estivi a due associazioni, avevamo più che ragione».

Gianluca Gaeta (Insieme protagonisti) «una pagina bruttissima, uno spettacolo vergognoso. Tutta la mia solidarietà ai consiglieri mortificati. Nessuno può dire non è un'iniziativa del gruppo M5S, su quei manifesti c'era un simbolo ben definito. Mi sono candidato per provare a risolvere qualche problema, ma il clima che si respira è pessimo. Chiedo a Ciampi di calmare gli animi, dia l'esempio. E' inutile arrivare in aula leggere un testo scritto e scaldare gli animi, non serve alla città».
Luca Cipriano (Mai Più): «siamo partiti male, lo smarrimento che vedo nei consiglieri comunali 5S, non è dato né dall'età né dall'inesperienza. Qual è lo scopo di questa consiliatura, costituire un perenne mercato dove urlare, sbraitare, offendere? Non può essere così, significherebbe sprecare un'opportunità data dagli avellinesi. Questa aula può essere grande opportunità se si viene qui con pragmatismo non per presentare il libro dei sogni delle linee programmatiche, ma anche una grande trappola perché siamo qui a parlare del nulla per colpa di Ciampi che ha provocato. Il sindaco dice di voler spegnere l'incendio ma con i suoi post si comporta da piromane. Volete dimostrare di essere più bravi di quelli che c'erano prima? Fatelo e risolvete i problemi non risolti nei cinque anni disastrosi appena passati. In questa trappola forse eterodiretta da chi comanda, noi non cadiamo. E' una strategia per arrivare alla rottura definitiva, con un sindaco sfiduciato e un bel post, magari giò confezionato dal suo collaboratore, in cui addossa la colpa agli altri. Fermatevi e diamo un senso, se ancora possibile, a questa consiliatura altrimenti sotto queste macerie ci finiremo tutti».
Ines Fruncillo (Forza Italia): «siamo alla riprova che ad ogni azione corrisponde una reazione. Perseverare in un clima di perenne campagna elettorale porterà a discutere solo di questioni che nulla hanno a che fare con la città. Nonostante la nostra buona volontà e la disponibilità data, non c'è stato alcun segnale. Il M5S non ha vinto le elezioni, proprio come noi, il sindaco ha vinto il ballottaggio perché ha incarnato un sentimento di ricambio non di guerriglia urbana. Il mio senso delle istituzioni porta ad immaginare che noi dovremmo essere da esempio. E' doveroso ricordare a tutti che la reputazione delle persone è data non da quello che dicono ma da quello che fanno. Io alla mia ci tengo, mi sono candidata per dare risposte. Ma questo lo si può fare solo con il ragionamento, che è un'opzione mi rendo conto non obbligatoria».
Gianluca Festa (Davvero Avellino): «c'è stato qualcuno che al di fuori e al di sopra di questa aula (il riferimento è all'onorevole Carlo Sibilia) ha provato a giocare una partita. La mente romana che sta immaginando un'operazione sulla pelle della città. Quelle vele non sono state partorite da questo sindaco ma da altri. Noi dobbiamo dire la verità: qualcuno ha pensato che Ciampi oggi è all'apice del consenso e che se si tornasse il voto ora il M5S vincerebbe al primo turno. Al tornaconto personale di costui, dobbiamo ribellarci tutti. Ciampi ha vinto legittimamente al secondo turno ma solo perché ha perso un sistema e di questo ringrazio la città. Ora però bisogna governare con una forza politica di soli 5 consiglieri e 27 che appartengono ad altri gruppi politici. In democrazia la linea non la dettano le minoranze».
Livio Petitto (Pd): «alcune espressioni del sindaco sono incommentabili per questo preferisco registrarle come errori. Quanto accaduto stasera è di una gravità assoluta, al sindaco dico di liberarsi dalla cappa che lo circonda e da chi, come ammesso da Ciampi stesso, gli gestisce i profili social. Poche parole per annunciare l'abbandono dell'aula. Il Pd, nell'augurio che i toni possano abbassarsi, ha bisogno di 48 ore di tempo per riflettere in vista del voto sulle linee programmatiche».

Ultima modifica ilMercoledì, 05 Settembre 2018 10:41

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