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  • Mercoledì 14 Novembre 2018 - Aggiornato alle 22:29

Il Bilancio passa, ma la delibera era sbagliata: operazione verità “salvata” da Preziosi: “le manine agiscono anche qui”

Lo scioglimento del consiglio evitato in extremis da un emendamento, l’amministrazione costretta ad ammettere il gravissimo errore

Il Bilancio passa, ma la delibera era sbagliata: operazione verità “salvata” da Preziosi: “le manine agiscono anche qui”

Il bilancio consuntivo 2017 alla fine passa e il consiglio comunale, o meglio la tanto sbandierata "operazione verità", viene salvata in extremis da un emendamento. La delibera, così come portata in aula, era sbagliata. Errore da segno rosso: non avendo allegato la proposta di riequilibrio dei conti (predissesto o dissesto come vuole l'amministrazione Cinque Stelle) così come previsto dal Tuel, per un errore tecnico o di strategia politica, il consiglio comunale sarebbe caduto oggi. A presentare l'emendamento poi rivelatosi salvifico, il capogruppo de "La Svolta Inizia da Te" Costantino Preziosi che però chiarisce «io non ho salvato il governo Ciampi che, resto convinto, vada sfiduciato politicamente non per un errore tecnico, se di questo si è trattato, o se invece c'è stata anche qui una manina che ha modificato un atto. Nessuno si era accorto che la delibera conteneva una pecca. Il mio emendamento è legato solo ed esclusivamente alla volontà di far emergere la verità sui conti, che sarà più amara di quella che viene prospettata oggi perché il disavanzo non è di 36 milioni ma molto più alto a causa di fatture non pagate, ricorsi di cassa non colmati, contenzioso più alto del fondo apposito, arriviamo oltre i 60 milioni di euro. Ma lo spettacolo di oggi è inguardabile per questo se entro il 26 novembre non arriverà in aula la sfiducia, io mi dimetterò». Emendamento che passa con 11 voti favorevoli, del M5S tranne Laudonia che si astiene, astenuto Petitto mentre il resto del Pd vota a favore, astenuta Percopo, favorevoli Iacovacci e il gruppo Davvero, astenuti i Popolari, Forza Italia, Mai Più e lo stesso Preziosi che aveva chiesto lo stralcio della consulenza allegata.
Alla fine con 13 voti favorevoli, il solo voto contrario di Arace, e 12 astenuti Percopo, Preziosi, Popolari, Forza Italia passa anche il bilancio consuntivo 2017. Dopo un estenuante dibattito, seguito alla relazione dell'assessore alle finanze Gianluca Forgione che si è limitato a dare lettura del rendiconto rielaborato dal commissario prefettizio Mario Tommasino, a fine seduta arriva il coup de theatre di Preziosi e l'amministrazione, dopo una riunione dei capigruppo durata oltre due ore, ammette l'errore e condivide l'emendamento del consigliere di opposizione, così come integrato dal Pd che pretende che, tra le opzioni di risanamento delle casse comunali, all'ipotesi dissesto venga affiancata quella di predissesto con allegata la relazione del dirigente alle Finanze e della consulenza della società "Interdata" in merito al riequilibrio del disavanzo. Una pagina vergognosa secondo Nicola Giordano di "Avellino è Popolare" che chiede al sindaco di prendere atto di chi, tra quelli che lo sostengono, pecca di incapacità: «c'è qualcuno che in questa amministrazione introduce manine sugli atti. La delibera arriva su proposta del presidente del consiglio, relaziona l'assessore ma è diversa dal documento del commissario prefettizio. Una vergogna, immaginavamo che Forgione fosse l'esperto massimo». Abbandona l'aula, non prima di aver strigliato l'amministrazione, la capogruppo di "Si Può" Nadia Arace: «continuo a registrare una serie di ritardi. Siamo di fronte ad una delibera che viene da un commissario ad acta e scopriamo alle 15 che la delibera, posta ai voti, se approvata avrebbe portato allo scioglimento del Consiglio comunale. Questo è un fatto per me gravissimo. Ma gli organi tecnici che dovrebbero garantire che gli atti siano perfetti, che fanno? Rispetto all'emendamento io abbandono l'aula e non lo voto».

Di prova provata della non volontà di amministrare, parla la capogruppo Pd Enza Ambrosone: «di fronte all'ennesimo errore, viene più di un sospetto che si tratti di altro e cioè che della non volontà di amministrare. Avete messo sugli scudi il Ragioniere capo, ma a che gioco sta giocando l'amministrazione? Noi non abbiamo paura dei numeri, e voi giocate d'azzardo provando a far cadere la consiliatura sul consuntivo. Volete mascherare la vostra incapacità con i toni esasperati di una campagna elettorale mai dismessa. Vi siete tagliati tutte le strade, ora siete costretti ad amministrare o a dimettervi, magari ora ve lo chiederà qualche eminente sottosegretario».

Di capolavoro, parla con sarcasmo, il capogruppo di "Mai Più" Luca Cipriano: «avevamo chiesto la verità sui conti della città, e io mi dichiaro soddisfatto perché almeno una certezza è emersa: l'amministrazione ha sbagliato. La delibera era errata, ci stavate inducendo ad un errore non da poco, perché questa procedura scomposta nascondeva l'intervento ad horas del Prefetto che avrebbe evidenziato l'errore e sciolto il consiglio. Non oso immaginare il vostro sottosegretario cosa avrebbe costruito per metterci tutti alla berlina accusandoci magari di aver fatto cadere l'amministrazione. Ciampi verifichi chi ha redatto la delibera, chi ha sbagliato e poi lo mandi via. La pugnalata al consiglio è sempre pronta, dietro l'angolo. Non c'è più neanche la minima agibilità per continuare con questa esperienza, con un disaccordo evidente tra segretario generale e dirigente alle Finanze». Dura la capogruppo di Forza Italia Ines Fruncillo: «siamo al cospetto di un momento complicato, invito tutti ad avere contezza di quello che si sta facendo, guardando avanti con la serenità di chi come me esprime un dissenso forte rispetto a questo modo di gestire. Ciampi prenda posizione, così come chi è all'opposizione. Se si è convinti, si vada da un notaio e sia conseguenziale a quello che dice».

A rispondere l'assessore Forgione: «questa delibera è stata trasmessa al presidente del consiglio comunale dal segretario generale Riccardo Feola» ma, aggiunge il sindaco Ciampi, «il testo è quello redatto dal commissario prefettizio con i poteri della giunta». Dunque chi ci ha messo lo zampino, o meglio, per dirla con i Cinque Stelle, la manina?

Ultima modifica ilSabato, 03 Novembre 2018 18:36

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