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  • Mercoledì 14 Novembre 2018 - Aggiornato alle 22:40

“Sul dissesto il nostro voto non è scontato. Ciampi? Non ci fidiamo più di lui”: la Lega gela il sindaco

Il capogruppo dei salviniani, Damiano Genovese, chiarisce: “non ci spaventa il default ma bisogna capire se ci sono le condizioni per dichiararlo. Non ci piegheremo alle volontà di un padre padrone che nel frattempo non ha prodotto nessun atto sul sociale”

“Sul dissesto il nostro voto non è scontato. Ciampi? Non ci fidiamo più di lui”: la Lega gela il sindaco

«In presenza di due pareri negativi, quello del Ragioniere capo e quello dei revisori dei conti, difficilmente voteremo per il dissesto. Ma prima di sciogliere le riserve, è necessario leggere attentamente tutte le motivazioni, comprese quelle dell'assessore Forgione. Non ci spaventa il default, ma non ci presteremo ad un'operazione politica». Damiano Genovese detta la linea della Lega. Pur avendo votato le linee programmatiche del sindaco, il capogruppo dei salviniani lo definisce «un padre padrone» che «dice una cosa e puntualmente ne fa un'altra». Sull'operazione default ad ogni costo, ad oggi la Lega, pur avendo sin dalla campagna elettorale paventato questa come ipotesi per risanare le casse comunali, ora frena: «certo in presenza di due pareri negativi, quello del dirigente e quello dei revisori dei conti che stiamo ancora aspettando, al 99% non lo voteremo. Ma è presto per dirlo perché non abbiamo ancora visionato le carte. Approfondiremo le ragioni di tutti, comprese quelle dell'assessore alle finanze ma, al tempo stesso, consulteremo nostri consulenti perché quella del dissesto non è una scelta che si può compiere a cuor leggero o per presa di posizione politica. E' una decisione che riguarda il futuro dell'ente e della città, quindi non ci presteremo ad operazioni di stampo solo politico».

E sul rapporto con Ciampi, Genovese aggiunge «chi come noi è abituato a fare politica tra la gente e per la gente, non può accettare che un sindaco tratti il Comune come il suo giocattolo. Dice una cosa e puntualmente ne fa un'altra, non per malafede ma perché non è riuscito a calarsi nella realtà, cosa che invece il ruolo gli imporrebbe. Stesso discorso per gli assessori e i consiglieri del M5S, tutte bravissime persone che però non hanno alcuna contezza della città. Nonostante il nostro appoggio iniziale per tentare di dare un'amministrazione alla città, ad oggi devo dire che Vincenzo Ciampi non gode della mia stima politica. Invece di lavorare in sinergia con le altre forze politiche, si comporta come un padre padrone ma senza maggioranza. Tratta l'intero consiglio comunale, compreso il gruppo del M5S, come un giocattolino».

Per la Lega, tra Ciampi ed esponenti del Pd ci sarebbe un «tacito accordo, più di tipo personale che politico, per continuare a galleggiare, su questo l'elezione di Laudonia a vicepresidente del consiglio è un segnale chiaro. La verità è che il M5S, anche a livello nazionale, ha deciso di dimissionarlo e tenterà di farlo a maggior ragione se verrà ritirata la sfiducia. Lui, almeno questa è la mia impressione, vorrebbe restare ancora al suo posto. Il problema è che, paradossalmente, invece di attrezzarsi per resistere non fa nulla. Pensiamo alle politiche sociali, delega che non ha voluto distribuire né in giunta né ad uno dei consiglieri della maggioranza formatasi sulle linee programmatiche. Fuori dal Comune, ci sono famiglie che vivono in alloggi fatiscenti, in cui ci piove dentro, altre invece che attendono una casa di diritto, altre ancora che necessitano di aiuti per sopravvivere. E cosa ha prodotto per queste persone Ciampi? Il nulla assoluto». Il capogruppo della Lega spiega anche i motivi della assenza sua e del consigliere Sabino Morano durante la votazione sul bilancio consuntivo: «abbiamo scelto di non partecipare perché anche in quel caso, durante la capigruppo, abbiamo ricevuto un'informativa scarna, frettolosa, si è portato in aula un atto non spiegato ai consiglieri». I margini per trovare in aula numeri per costruire una nuova maggioranza, non ci sono più «a meno che non ci siano in ballo, ma non è il caso della Lega, altri interessi come qualche nomina in qualche ente. Noi non ci fidiamo più, e a pensarla così è gran parte della città. Io parlo con le persone e ritengo che il mio bacino di voti sia attiguo a quello dei Cinque Stelle. Ebbene se si votasse oggi, il Movimento prenderebbe la metà dei voti che ha racimolato a giugno, perché ha tradito quella voglia di cambiamento espressa dagli elettori. E di questo Ciampi è più responsabile del Movimento stesso» conclude Genovese.

Ultima modifica ilGiovedì, 08 Novembre 2018 19:08

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