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  • Lunedì 10 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 03:22

I revisori dei conti consegnano la relazione, ma non danno alcuna indicazione. Dissesto o predissesto? DeciderĂ  il commissario

Dopo una lunga giornata di lavoro, arriva il documento tanto atteso su cui l’ex sindaco Ciampi aveva fatto leva per posticipare la sfiducia all’operazione verità. Un iter procedurale anomalo che nulla ha a che vedere con le scelte dell’amministrazione

I revisori dei conti consegnano la relazione, ma non danno alcuna indicazione. Dissesto o predissesto? Deciderà il commissario

Dissesto o predissesto? Il collegio dei revisori dei conti non scioglie i nodi. L'organismo di controllo presieduto da Alessandro Trusio rispetta la "scadenza" assicurata all'ex sindaco Ciampi e, dopo un'intera giornata di lavoro, consegna la tanto attesa relazione. Un documento non inerente alla proposta di dissesto, come pure dichiarato dall'ex amministrazione Cinque Stelle nel tentativo di rinviare la discussione della mozione di sfiducia all'operazione verità sui conti, ma una "semplice" analisi delle cause che hanno generato il maggiore disavanzo così come fotografato nel bilancio consuntivo 2017 redatto dal commissario prefettizio Mario Tommasino.
Da parte dei revisori dei conti nessuna indicazione sullo strumento da adottare, se la dichiarazione di default, come sostenuto con tanto di delibera dalla giunta Cinque Stelle, o il predissesto con piano di risanamento quindicinale come suggerito dal Ragioniere capo Gianluigi Marotta che argomentò così la mancanza della sua firma per il parere di regolarità contabile alla proposta dell'amministrazione. A balzare agli occhi è l'anomalia dell'intera procedura seguita dall'amministrazione che, dopo aver approvato la delibera di giunta, ha chiesto e poi sollecitato una relazione ai revisori dei conti a supporto dei consiglieri comunali che avrebbero dovuto esprimersi sul deliberato poi mai arrivato in aula. Un documento non vincolante, come sostenuto dallo stesso sindaco in una fase precedente all'acuirsi della crisi politica, che adesso andrà ad ingrassare la mole di carte che dovrà studiare la struttura commissariale dell'ente.
La palla ora passa al commissario prefettizio Giuseppe Priolo che, raccolti tutti i documenti, deciderà come muoversi. D'altronde difficilmente i revisori dei conti avrebbero potuto dare indicazioni in merito ad un atto che, formalmente, non è stato approvato dall'aula.

Come è noto, il parere di uno dei componenti del collegio era addirittura orientato a depositare il documento solo a dissesto eventualmente approvato dall'aula, essendo la relazione un mero atto di accompagnamento presso la Corte dei Conti chiamata, in caso di default, a verificare eventuali responsabilitĂ . L'impressione è che la parte politica abbia enfatizzato il ruolo dei revisori, caricandolo di compiti che esulano quella che è una semplice analisi della cause da cui deriva lo squilibrio finanziario dell'ente e che certamente non entra nel merito di quella che è la strategia amministrativa ritenuta piĂą idonea per ripianare le casse comunali. Un parere vero e proprio arriverĂ  solo dopo la delibera con cui il commissario prefettizio adotterĂ  la exit strategy, delibera che dovrĂ  passare anche per Ministero e Corte dei Conti.


E' l'intero iter amministrativo adottato sin qui che appare non usuale: difficile trovare altri casi di Comuni in Italia dove l'ufficio di Ragioneria e l'amministrazione dicono, su una materia così complessa, cose diametralmente diverse. Anzi, il dissesto viene solitamente acclarato dall'Ufficio Finanze, mentre la giunta si limita a prendere atto del disavanzo accertato e dell'inesistenza di alternative percorribili al default.
In mattinata intanto a Palazzo di Città è arrivato anche Mario Tommasino, funzionario prefettizio nominato sub commissario di Priolo, già autore della delibera sul consuntivo 2017.

Proprio la sua rielaborazione del documento contabile ha cristallizzato la condizione deficitaria dell'ente con un maggior disavanzo di circa 16 milioni, che si aggiunge a quello determinato in fase di riaccertamento straordinario che è pari a 21 milioni di euro, contenziosi per oltre 20 milioni, per un debito complessivo che tra disavanzo, debiti del Comune nei confronti dei creditori, al 31 dicembre 2017, ammonta a 123 milioni, mentre i crediti ammontano a 158 milioni, di cui 51 milioni oggetto di accontamento nel fondo crediti di dubbia esigibilità. Nei prossimi giorni sarà proprio Tommasino ad affiancare il Prefetto Priolo nella decisione finale, non prima di aver valutato la relazione dei revisori dei conti, quanto scritto nero su bianco dalla giunta, e il parere della Ragioneria.

Ultima modifica ilMercoledì, 05 Dicembre 2018 10:02

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