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  • Lunedì 10 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 02:40

Palazzo di CittĂ  risponde al Mef e contesta la quasi totalitĂ  dei rilievi evidenziati sui conti comunali

Dagli uffici partono le controdeduzioni all’ispezione governativa che per l’amministrazione Cinque Stelle rappresentava lo start per la dichiarazione di default. Ora tocca al Commissario Priolo decidere sul da farsi

Palazzo di Città risponde al Mef e contesta la quasi totalità dei rilievi evidenziati sui conti comunali

Palazzo di CittĂ  risponde al Ministero dell'Economia e delle Finanze e "smonta" la relazione finale dell'ispezione governativa sui conti dell'ente. Un documento che, ancor prima della bocciatura del vecchio collegio dei revisori dei conti al bilancio consuntivo 2017 approvato dalla giunta Foti, era stato eletto a dogma dall'amministrazione Cinque Stelle per perseguire l'estrema strada del default.

Gli uffici hanno contestato la quasi totalitĂ  dei rilievi del Mef, a partire da quelli inerenti le differenze tra le previsioni dell'ente e le reali entrate, difformitĂ  dovute, questa la tesi del Comune, ai mancati trasferimenti di fondi extracomunali, passando per quelli sul mancato raggiungimento degli equilibri di bilancio del 2014, su cui mancherebbero alcuni allegati, fino ad arrivare ai rilievi sui residui definiti di dubbia esigibilitĂ  dagli ispettori ministeriali, su cui gli uffici hanno risposto con controdeduzioni che elencano i crediti vantati dall'ente nei confronti di Regione e di "affittuari" di strutture pubbliche che risultano morosi. Contestate anche le criticitĂ  relative alla riscossione, difficoltĂ  concreta dell'ente, ma che, almeno per la parte tributaria, spettava ad Equitalia. Controdeduzioni anche sui rilievi relativi ad alcune assunzioni effettuate quando l'ente era giĂ  strutturalmente deficitario e sui dati relativi alla spesa del personale sostenuta nel periodo 2012/16 che risulterebbero incompleti nella relazione del Mef.

Le controdeduzioni ora saranno vagliate dal Ministero ed inviate alla Corte dei Conti che valuterà se archiviare la questione o se sussistono gli estremi per attivare una procedura di infrazione nei confronti del Comune da cui può scaturire anche un'indagine contabile per danno erariale a carico di chi verrà ritenuto responsabile.
Se gli uffici dunque rispondono al Mef e, implicitamente, smontano quei rilievi che avevano portato l'amministrazione Ciampi ad incamminarsi verso il dissesto, nelle mani del commissario Giuseppe Priolo ci sono oltre trenta pagine di relazione dei revisori dei conti. Come anticipato ieri (leggi qui) i revisori non si esprimono sull'ipotesi dissesto, ma si limitano ad analizzare ed evidenziare le criticità finanziarie con un particolare focus sulla difficoltà nella riscossione, sul valore dei residui, sui debiti da riconoscere e sul contenzioso che è in fase di valutazione. La relazione, a cui si erano aggrappate tutte le parti politiche in campo, non si sofferma sul fenomeno della spesa, al netto di quella relativa al personale che è diminuita nel tempo, ma solo sui debiti fuori bilancio.

L'analisi parte da lontano, addirittura dal 2007 e punta molto sulla difficoltĂ  della riscossione, con un'attenzione particolare sull'anno 2015 quando, per una serie di concause, il caso Assoservizi con un avviso pubblicato sul sito internet del Comune che invitava i contribuenti a non pagare in attesa di chiarimenti, e l'entrata in vigore dell'armonizzazione contabile, le endemiche difficoltĂ  si acuirono notevolmente. Nella fotografia delle casse comunali scattata dai revisori anche le entrate proprie del Comune che non superano il 60%, la crescita costante dei residui attivi, la bassa riscossione in conto residui arrivata al 24% nel 2017, i debiti fuori bilancio emersi al 31 dicembre 2017 per 3 milioni 340mila euro e gli altri debiti potenziali derivanti dal contenzioso che a lungo termine potrebbe rappresentare una problematicitĂ  rilevante.

Tutti documenti che ora passeranno allo studio del commissario Giuseppe Priolo e del suo vice Mario Tommasino che, in tempi ragionevolmente brevi, dovranno decidere in che modo ripianare il disavanzo dell'ente se con un piano di riequilibrio o, come auspicato dall'ex amministrazione Cinque Stelle, con la dichiarazione di default. Nel primo caso al commissario anche il compito di approvare gli equilibri di bilancio, oggetto dell'ultima diffida inviata dal prefetto Maria Tirone al sindaco Vincenzo Ciampi. Pur non sussistendo più la scadenza della diffida, il consiglio comunale come è stato già commissariato dopo l'approvazione della mozione di sfiducia, fuori dalla porta restano i tanti creditori dell'ente. Tra loro anche i 36 destinatari di altrettanti debiti fuori bilancio portati in aula d'urgenza due settimane fa e poi ritirati.

Ultima modifica ilGiovedì, 06 Dicembre 2018 08:27

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