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  • Lunedì 10 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 03:03

Comune, «dialogo con tutti, tranne Festa, per costruire un progetto civico, spero di centrosinistra»: la road map di Cipriano

Il leader di "Mai Più": noi disponibili ma con chiarezza e regole certe. Paura del M5S? No, si stanno rivelando un grandissimo bluff a Roma come ad Avellino. Le ultime vele? 36 sciocchezze

Comune, «dialogo con tutti, tranne Festa, per costruire un progetto civico, spero di centrosinistra»: la road map di Cipriano

Un centro sinistra a trazione civica, aperto ma non troppo, con l'obiettivo di arrivare alla costruzione di un progetto con regole chiare. Nessun dialogo con Festa, confronto con Pd e Popolari, partendo dalla necessità di un rinnovamento totale della classe politica: Luca Cipriano guarda alle amministrative 2019

Smaltita la fase post sfiducia, Mai Più e l'associazione Ossigeno ripartono con una serie di incontri pubblici. E' ricominciata la campagna elettorale?
«Dopo una mozione di sfiducia a cui siamo stati costretti dall'incapacità amministrativa del Movimento cinque stelle e dalle continue offese ricevute, continuate anche dopo la fine della consiliatura, abbiamo compreso e condiviso il fastidio provato dagli avellinesi per lo stato del dibattito politico e abbiamo ritenuto più utile ed interessante ricominciare a parlare di problemi e temi di interesse collettivo. Invece di alimentare la polemica politica sterile, ripartiamo dal dibattito affrontando tematiche quanto mai attuali come fake news, luoghi comuni, populismo, demagogia e, particolarmente rilevante, il lavoro inteso come diritto e come attività da conquistare con competenze e merito e non da affrontare con misure assistenzialistiche come il reddito di cittadinanza. Di questo ne parleremo il 21 dicembre, in maniera concreta e approfondita, con il Rettore dell'Università Bocconi Gianmario Verona».

I revisori dei conti hanno consegnato la tanto attesa relazione sui conti del Comune, ma non hanno dato alcuna indicazione in merito al dissesto proposto dalla giunta Ciampi.
«Mi dispiace dover ricordare di essere stato facile profeta sull'argomento. In aula, dopo un colloquio con il presidente del collegio, avevo detto che non c'era nulla da aspettarsi da quella relazione perché non avrebbe fatto altro che cristallizzare il debito e il disavanzo da 36 milioni già certificati con il bilancio consuntivo. Per amore della chiarezza lo dissi in consiglio comunale avvertendo il sindaco di smetterla di utilizzare il dissesto come arma di ricatto politico nei confronti dei consiglieri che volevano sfiduciarlo. Consiglio che chiaramente non è stato accolto, perché il M5S ha ben pensato di passare dalla necessità di fare chiarezza sui conti alla demonizzazione delle opposizioni accusate di voler coprire non si sa quali nefandezze. Oggi sono ancor più convinto della scelta che abbiamo compiuto: l'operazione verità sarà portata a termine dal commissario Priolo che, come ha detto all'atto del suo insediamento, lavorerà con serenità libero da qualsiasi condizionamento politico ed opererà scelte tecniche nell'esclusivo interesse della città. Priolo è chiamato ad una grande responsabilità, portare a termine la vicenda attuando le misure di risanamento che riterrà più opportune perché, al di là delle polemiche, bisogna rimettere in ordine i conti. Finita l'era dei ricatti, ora vanno individuate le soluzioni».

"Mai Più" si è attestata come terzo polo. In che modo e con chi tenterete di capitalizzare questo risultato alle amministrative 2019?
«Innanzitutto va detto che lo stato di crisi in cui versano i partiti dai popolari al centro destra passando per il Pd, conferma la bontà della nostra scelta. Confermiamo l'orientamento: ci vuole un progetto civico che possa essere largo ma non troppo. Puntiamo, l'auspicio è di farlo nel campo del centro sinistra chiaramente, a coalizzare altre formazioni che riconoscono nel civismo non una comoda operazione per riciclarsi o lavarsi la faccia, ma la vera soluzione. Non sono per l'indistinto né per ripetere esperienze fallimentari come quella che a giugno si è costruita intorno a Nello Pizza, né per mettere insieme storie che non hanno nulla in comune».

C'è però un'apertura e un dialogo con i Popolari e con una parte del Pd. E' possibile tracciare già uno scenario di future alleanze?
«Siamo sicuramente grati della ritrovata attenzione della politica nei nostri confronti, e siamo convinti che dobbiamo aiutare la nascita di un progetto più ampio ma giocando ad armi pari e soprattutto con regole chiare. Tra queste sicuramente non è rinviabile una rigenerazione della classe politica, un rinnovamento radicale delle donne e degli uomini che saranno chiamati alla sfida del governo. Regole e progetto cristallizzati sin da subito, partendo dal principio che non siamo alla ricerca di portatori di voti ma di idee per costruire un nuovo centro sinistra di ispirazione civica che possa ambire a governare la città e mettere la parola fine all'instabilità amministrativa. Obiettivo per nulla scontato come abbiamo visto».

Qual è attualmente il rapporto con il suo ex partito, il Pd?
«Ho lasciato il Pd nel 2015, non ci sono allo stato avvicinamenti formali, ma un dialogo ripreso con la squadra di consiglieri comunali con cui in questi mesi c'è stata maggiore occasione di confronto. Registro aperture significative come quelle del presidente provinciale del partito, il sindaco Michele Vignola, della presidente del consiglio regionale Rosa D'Amelio e della stessa ex capogruppo Enza Ambrosone. Aperture che vanno nella direzione della ricostruzione di un centro sinistra che però, per quanto mi riguarda, passa inevitabilmente per una reale volontà di dialogo, regole certe e contenuti chiari. Noi non siamo disposti a prestare il fianco ad operazioni elettoralistiche e fallimentari».

E con i popolari?
«Stesso discorso. Si è aperto un confronto con l'ex capogruppo Nello Pizza e con il consigliere regionale Maurizio Petracca. Un dialogo sicuramente fruttuoso ma che per trasformarsi in altro necessita di regole».

Nel mezzo, sempre restando al centro sinistra, c'è già un candidato sindaco, Gianluca Festa. Come è il rapporto con il leader di "Davvero"?
«Al momento non c'è possibilità di dialogo perché ritengo che il suo metodo, quello di autocandidarsi a sindaco con largo anticipo, anteponendo la sua persona al progetto politico, sia esattamente l'opposto di quello che è l'obiettivo di "Mai Più". Facendo così non potrà far altro che costruire qualche lista intorno alla sua persona. Noi faremo il contrario, candidiamo un'idea non una persona».

Lei sarà nuovamente della partita?
«C'è una mia disponibilità e lo dico senza ipocrisie, anche perché ritengo che la campagna elettorale non sia mai terminata. Siamo tutti ancora in campo. La mia è però una disponibilità condizionata che sarà confermata o meno con il nuovo anno. Se dovessimo correre da soli come "Mai Più" non avremmo alcun problema, non solo tutti i candidati di giugno hanno già dato la loro disponibilità ma altre persone si sono avvicinate in questi mesi e potremmo costruire addirittura una seconda lista. Coltiviamo però l'obiettivo più ambizioso di mettere in campo una coalizione sensata, ragionevole nel campo del centro sinistra allargato perché no anche a forze come "Si Può". Se si concretizzerà questa ambizione, non oltre il primo trimestre del 2019 perché non siamo disposti a presentare un progetto last minute, il tema della candidatura a sindaco verrà un attimo dopo. In quel caso io potrei fare un passo indietro».

Teme un eventuale exploit dei Cinque Stelle?

«Il M5S si sta rivelando un grandissimo bluff, a Roma fagocitato dalla Lega di Salvini che cresce nei consensi, ad Avellino con la ridicola e fallimentare esperienza di Ciampi e dei suoi consiglieri nonché dei suoi ispiratori e padroni, Sibilia in primis. Hanno sciupato una grandissima occasione, deludendo quanti cercavano il cambiamento. Non sono stati all'altezza della sfida amministrativa, non hanno fatto altro che mettere in piedi una velenosa propaganda che ancora continua basti pensare all'ultima 'vela' con l'elenco di 36 deliranti sciocchezze che questo sindaco e il M5S si appuntano al petto come medaglie, a dimostrazione di una tendenza ipocrita alla menzogna. La città ha assistito ad improvvisazione e una sistematica occupazione di poltrone e incarichi portata avanti dal M5S come un vero e proprio assalto alla diligenza. Dopo questi cinque mesi di notorietà, al netto di una fetta di consenso residuale di chi ancora gode, credo che il M5S sia destinato all'estinzione. Aggiungo per fortuna, considerando che avevano ingannato tutti compreso il sottoscritto».

Ultima modifica ilGiovedì, 06 Dicembre 2018 19:57

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