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  • Venerdì 18 Gennaio 2019 - Aggiornato alle 19:07

Avellino e il voto, Fruncillo: coalizioni superate, con “Altra Avellino” il civismo che risolve i problemi

La capogruppo uscente di Forza Italia: il centrodestra tradizionale non esiste più, uno scatto in avanti per la città

Avellino e il voto, Fruncillo: coalizioni superate, con “Altra Avellino” il civismo che risolve i problemi

«Gli schemi delle coalizioni tradizionali non hanno più senso. Forza Italia compie un atto di generosità e fa un passo avanti lavorando ad un'aggregazione civica, "Altra Avellino". Il rapporto con la Lega? Al momento non esiste». Ines Fruncillo, ex capogruppo consiliare di Forza Italia, a tutto campo in vista delle amministrative 2019.

Come si sta muovendo Forza Italia in vista delle amministrative di primavera?
«Abbiamo inteso costruire un percorso più a vocazione civica, con il nuovo soggetto l'Altra Avellino che, sulla scia di "Altra Italia" il progetto politico lanciato da Antonio Tajani per le elezioni europee, si prefigge come obiettivo quello di sensibilizzare e raccogliere le anime moderate della città, quelle eccellenze che hanno particolarmente a cuore la comunità capaci di proporre soluzioni costruttive ai problemi atavici di Avellino. Più che soffermarci sulle nostre ideologie, scegliamo di dare priorità alla risoluzione dei problemi chiaramente senza dimenticare i nostri valori politici. Non possiamo fare altrimenti perché oggi ragioniamo su un'urgenza, quella di dover amministrare un Comune che ha una situazione contabile particolarmente critica che necessità di capacità di indirizzare flussi economici e implementare servizi per migliorare la qualità della vita delle persone sapendo cogliere le opportunità che arrivano da Regione e Europa. Sin dal giorno dopo la sfiducia al sindaco Ciampi, Forza Italia ha deciso, con un atto di generosità, di mettere da parte il percorso strettamente partitico immaginando una nuova esperienza più aperta e senza confini per riconsegnare alla città capoluogo la classe dirigente che merita».

Non temete che l'elettorato possa intravedere in "Altra Avellino" l'ennesimo tentativo di trasformismo mascherato da civismo?
«Assolutamente no, perché il nostro è un passo in avanti non un tentativo di nasconderci. D'altronde ho svolto il ruolo di capogruppo di Forza Italia, quindi la mia appartenenza partitica è più che chiara. Per affrontare una condizione straordinaria, quale è quella di Avellino, bisogna uscire fuori dall'ordinarietà e, dunque, allo schema della coalizione tradizionale a cui siamo stati abituati negli ultimi venti anni. "Altra Avellino" si rivolge a tutte le esperienze che hanno un approccio moderato alla vicenda politica e amministrativa. Bisogna fare i conti con la realtà e costruire la giusta risposta alle esigenze del territorio e delle persone. Povertà, amianto negli alloggi popolari, problemi infrastrutturali, fondi europei a rischio restituzione come quella per la metropolitana leggera, un bilancio lacrime e sangue. Tutto questo va risolto con competenza e urgenza».

Quale sarà il profilo del candidato sindaco che proporrà la sua area?
«Ci serve un candidato che abbia credibilità tale da far comprendere all'elettorato che l'idea di città che racconterà sarà concretizzabile. Sarà tutta la squadra a caratterizzare questa nuova esperienza elettorale, mettendo in campo candidati che per capacità, competenze, professionalità siano all'altezza della sfida. Puntiamo a sensibilizzare tutti i comparti rappresentativi della nostra comunità dall'artigianato al commercio, dagli ordini professionali agli imprenditori. Lavoriamo insomma affinché il prossimo consiglio comunale sia in grado di affrontare le vicende realmente e non a chiacchiere. E' chiaro che è un'impresa difficile che richiede tempo, ma costruiremo una squadra competitiva sul profilo della proposta. Abbiamo il dovere di alzare l'asticella del dibattito per ridare qualità e dignità alla vita dei cittadini».

Qual è al momento il rapporto con la Lega?
«Proprio perché abbiamo fatto un ragionamento diverso e fuori dalle logiche di stretta coalizione di centro destra, che peraltro vive un momento di riflessione anche a livello nazionale, non ci siamo posti il problema del rapporto con la Lega. Il format utilizzato fino all'ultima campagna elettorale va archiviato alla luce dello scenario nazionale e della condizione cittadina. Ragioniamo per aggregare le migliori energie della città e, per questo, lancio un appello a quanti ritengono di volerci dare una mano in questo senso».

Alla luce di quanto dichiara Lei oggi e di quanto sostenuto ieri da Morano (leggi qui) l'area di centro destra arriverà spaccata alle prossime amministrative?
«Noi facciamo il nostro percorso e non chiudiamo al dialogo con nessuno, tantomeno però precludiamo ad altri la possibilità di percorrere le strade che preferiscono. E' chiaro che il centro destra così come siamo abituati a viverlo in funzione di un'idea portata avanti da Berlusconi con un'invenzione politica del '94, oggi non ha più senso. D'altronde la riorganizzazione dei partiti è generale e non possiamo continuare a ragionare con la logica del bipolarismo».

Lei sarà della partita?

«Ritengo di sì ma da soldato semplice. Sarò candidata in lista, così come il collega Lazzaro Iandolo darà il suo contributo, e non a sindaco. Lo preciso in modo da sciogliere ogni dubbio. A differenza delle dichiarazioni di rito che solitamente richiedono risposte vaghe, io credo che sia un nostro dovere impegnarci nuovamente in prima persona sperando, chiaramente, di vivere un'esperienza più edificante dei cinque mesi di consiliatura che ci lasciamo alle spalle».

Ultima modifica ilVenerdì, 11 Gennaio 2019 19:15

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