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  • Venerdì 26 Aprile 2019 - Aggiornato alle 05:41

Avellino e il voto, un mezzo flop il tavolo del Pd. E parte la richiesta di commissariamento della Federazione

La candidatura di Cipriano continua a dividere e il segretario finisce nel mirino di chi chiede il blocco del simbolo

Avellino e il voto, un mezzo flop il tavolo del Pd. E parte la richiesta di commissariamento della Federazione

Partito Democratico senza simbolo e commissariamento della segreteria provinciale. E' quanto chiedono i delegati avellinesi alla direzione regionale, al segretario nazionale Nicola Zingaretti ed al regionale Leo Annunziata. La candidatura di Luca Cipriano a sindaco della città di Avellino continua a far discutere all'interno del Partito Democratico. La "forzatura" della segreteria provinciale nell'indicare il leader di Mai Più ha di fatto spaccato il partito e fatto perdere alleati.

Il primo incontro top secret a via Tagliamento, dopo l'annuncio, è andato semi deserto. Invitato il segretario regionale Annunziata che ha declinato, ed i consiglieri regionali, hanno risposto Maurizio Petracca (leggi qui le dichiarazioni), Rosetta D'Amelio e Carlo Iannace. Non c'erano invece Enzo Alaia e Francesco Todisco, quest'ultimo già ieri aveva preso le distanze dall'operato di Di Guglielmo. Assenti anche Si Può che già ha intrapreso un altro percorso ed i Popolari che avevano chiesto di non convocare il tavolo quest'oggi per precedenti impegni. Richiesta non accolta dalla segreteria provinciale, ma le parti resteranno in contatto e si confronteranno. Assente anche buona parte del Partito Democratico oltre che diverse associazioni e movimenti come affermato da Petracca. Non c'era Luca Cipriano, in rappresentanza dell'associazione Mai Più presenti Leonardo Festa e Rita Cesta.

Il metodo con cui Di Guglielmo, sostenuto da D'Amelio e De Luca, ha indicato Cipriano candidato sindaco non è stato condiviso da buona parte del partito. Alle rimostranze dei circoli fa eco la lettera sottoscritta dai componenti della direzione regionale del PD ed iscritti alla Federazione del PD di Avellino: Assuntina Iannaccone; Chiara Maffei; Adriana Guerriero; Stefania Di Cecilia; Maddalena Pennacchio; Antonio Sirignano; Antonio Russo e Amedeo Guadagno. Rivolgendosi ai vertici regionali e nazionali ripercorrono il percorso intrapreso dalla segreteria provinciale che ha rifiutato il confronto con gli iscritti, non ha indetto le primarie ed ha scelto un candidato non iscritto al Partito Democratico. Candidato contro lo scorso anno ed escluso dal turno di ballottaggio si schierò pubblicamente insieme alla Lega per votare il candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle poi eletto. Inoltre nella lettera vengono ricordati anche i temi della campagna elettorale condotta da Cipriano "connotata da una violenza verbale nei confronti del PD senza precedenti giungendo a diffondere le immagini dei maggiori dirigenti del nostro Partito come birilli da abbattere".

Questo il contenuto della lettera:
I sottoscritti, componenti della Direzione Regionale, segnalano quanto segue:
Il coordinamento Provinciale del PD di Avellino è nato il 07/05/2018 dopo una lunga gestione commissariale ed un congresso tutt'ora "sub iudice" attesa la pendenza giudiziaria non ancora definita dal Tribunale Civile di Avellino.
Al riguardo, inoltre, giova ricordare che, come ben sanno gli organi Nazionali e Regionali del Partito, al congresso partecipò solo il trenta per cento degli iscritti.
Tale condizione non ci ha comunque impedito di prendere parte, insieme e dentro il PD, alle elezioni amministrative del giugno dello scorso anno ed alle provinciali del 31/10/2018. In entrambe le occasioni abbiamo dato prova della misura del nostro contributo eleggendo, al Consiglio Comunale, cinque consiglieri su sei attribuiti alla lista del PD, oltre a cinque eletti in due liste civiche a sostegno, ed al Consiglio Provinciale, tre su quattro consiglieri eletti nel PD.
Gli esponenti, con riferimento alla città di Avellino chiamata al voto nella tornata del 26/05/2019, unitamente alle elezioni europee, evidenziano, di seguito, quanto fin'ora accaduto.
I sottoscritti, e numerosi altri dirigenti del Partito, tra i quali l'on. Umberto Del Basso De Caro, unico deputato della circoscrizione Avellino/Benevento, hanno proposto, per iscritto,
1) di indicare alla costruenda coalizione di centrosinistra il nome di un esponente del PD essendo quest'ultimo partito il primo nella città di Avellino;
2) di scegliere il nome da indicare attraverso primarie del centrosinistra;
3) in via del tutto subordinata, celebrare in un'unica giornata la consultazione di tutti gli iscritti della città di Avellino la cui platea è stata perfettamente definita nelle recenti convenzioni di circolo del 29/01/scorso.
Aggiungasi, per lealtà narrativa, che il Segretario Regionale Annunziata ha, più volte, dichiarato pieno accordo sul fatto che il PD dovesse mettere in campo un proprio candidato in una cornice politica rappresentativa di una coalizione di centro sinistra .
Ciononostante, Ia Segreteria Provinciale ha negato le primarie, senza alcuna motivazione nemmeno apparente, tantomeno è stato consentito agli iscritti della città di Avellino di partecipare, di confrontarsi, di esprimere il loro punto di vista nè sul programma, nè sulle alleanze, nè sul candidato-sindaco che il PD aveva (ed ha) l'obbligo di mettere in campo.
Ieri, poi, il Coordinamento Provinciale del PD di Avellino ha diffuso un documento con il quale ha dichiarato di voler sostenere la candidatura a Sindaco di Luca Cipriano, NON ISCRITTO AL PD, e del nostro Partito acerrimo nemico ed infaticabile detrattore.
Meno di un anno fa, infatti, Luca Cipriano fu candidato a Sindaco di Avellino, contro il PD, come espressione di una lista civica e, rimasto escluso dal turno di ballottaggio, dichiarò pubblicamente di sostenere, insieme alla Lega, il candidato del Movimento Cinque Stelle, poi eletto sindaco.
La sua campagna elettorale, meno di un anno fa, fu connotata da una violenza verbale nei confronti del PD senza precedenti giungendo a diffondere le immagini dei maggiori dirigenti del nostro Partito come birilli da abbattere.
Dunque, la Federazione Provinciale del PD (o quel che ne resta) ha deciso di sostenere come Sindaco di Avellino un candidato non espressione del partito, e non ha consentito ad alcun iscritto di poter partecipare a qualsivoglia processo democratico di selezione per la scelta del candidato Sindaco.
Inoltre, si sono subito ufficialmente dissociati da tale scelta gli esponenti del Psi, di Italia in Comune, di MdP, di SI, Possibile, dei Verdi e di +Europa, creando una spaccatura insanabile con tutti gli alleati del centro sinistra locale. Alleati che, invece, per ciò che riguarda Psi, Italia in Comune, Verdi e +Europa, hanno manifestato la volontà di sostenere la candidatura di Gianluca Festa, esponente del Pd avellinese.
Alla luce di quanto fin qui illustrato, è necessario, è doveroso, è urgente, è indilazionabile l'intervento degli organi nazionali e regionali. Riteniamo che sarebbe inevitabile provvedere al commissariamento della Federazione Provinciale, ma intanto è indispensabile non attribuire ad alcuno il simbolo del Pd.
I sottoscritti auspicano che ciò avvenga senza indugio".

Ultima modifica ilLunedì, 15 Aprile 2019 11:31

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