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  • Venerdì 26 Maggio 2017 - Aggiornato alle 17:03

Assenteismo all' Asl, dall'ausiliario al dirigente ecco l'organizzazione dei badge: i 21 indagati

Struttura divisa in gruppi. In un mese sottratti 380 giorni di lavoro ad azienda e cittadini. La Procura chiede i domiciliari, per ora solo sospesi dal lavoro

Trecento ottanta giornate di lavoro sottratte complessivamente all'Asl di Avellino dai 21 indagati nell'ambito dell'operazione "badge malati" in un solo mese di riprese video all'interno della struttura di via degli Imbimbo (leggi qui). L'accusa, basata su quello che il gip Antonio Sicuranza definisce una strutturata organizzazione delinquenziale ai limiti della ravvisabilità di una vera e propria societas sceleris, è quella di truffa in danno di ente pubblico in concorso.

L'organizzazione scoperta dagli inquirenti avellinesi è assolutamente trasversale e riguarda tutti i livelli professionali dell'azienda sanitaria.

Dai collaboratori sanitari professionali come Immacolata Argenio, Carmelina Bavaro, Lydia D'Amore, Rosa Anna Grimaldi, Gerardo Iannaccone, agli assistenti amministrativi Annamaria Benevento, Giuseppe Bruno, Pasquale Mauro, Mirella Petruzziello, Riccardo Tedeschi, passando per i coadiutori amministrativi Carmine Iannaccone e Teresa Poli, l'operatore tecnico addetto all'assistenza Grazia Raduazzo, l'ausiliario socio sanitario Ciro Tommasini, la collaboratrice professionale assistente sociale Olimpia Vozella, fino ai livelli piĂą alti come quelli dei dirigenti medici Carmelo D'Avanzo, Maria Concetta Perrone, Linda Volpe e Gerardo Rizzo, lo specialista radiologo Carmelo Lilli, il medico specialista ambulatoriale Rosanna Sardone.

IL SISTEMA DI TRUFFA – Uno scambio reciproco di timbratura dei cartellini personali per far risultare presenti sul luogo di lavoro colleghi in realtà assenti. I dipendenti indagati si erano costituiti in veri e propri gruppi composti da due o più persone che vicendevolmente si scambiavano i badge per "strisciarli" nell'apposito dispositivo posto nell'atrio della struttura di via degli Imbimbo. Un condotta sistematica monitorata solamente per un mese dal 27 febbraio al 27 marzo 2015.

LE INDAGINI – Ad allertare le forze dell'ordine su quanto accadeva all'Asl, una segnalazione giunta da ambienti esterni alla Squadra Mobile che ha immediatamente monitorato la situazione scoprendo almeno cinque dipendenti timbrare più cartellini, passare il proprio badge e uscire immediatamente dall'Asl, o addirittura passare quello di un collega e portarglielo mentre questi attendeva comodamente in auto per poi andare via. Così a febbraio dello scorso anno la Procura autorizza l'avvio di videoriprese sia all'interno nei pressi della macchinetta marcatempo sia all'esterno dell'Asl per riprendere quanti, dopo aver timbrato il cartellino si allontanavano dall'ufficio. Le riprese durano solo un mese, fino al 28 marzo dello scorso anno quando, come si evince dalle immagini diffuse ieri (clicca qui per il video), alcuni dipendenti dimostrano di essere a conoscenza della presenza del dispositivo. Un anno di indagine durante il quale gli inquirenti hanno vagliato tutto il materiale raccolto per estrapolare i casi più gravi, tralasciando episodi sporadici o comunque ritenuti fisiologici all'andamento di una normale giornata lavorativa. Unico barlume di luce sembra essere arrivato da due dirigenti Asl che avrebbero contribuito all'identificazione dei soggetti immortalati.

LA MISURA INTERDITTIVA – Per gli indagati la Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari, il Gip ha ritenuto sufficiente quella interdittiva dall'esercizio del pubblico ufficio per cinque mesi per evitare il concreto pericolo di reiterazione dell'attività criminosa.

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Ultima modifica ilMercoledì, 21 Dicembre 2016 14:01

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2 commenti

  • Alfredo
    Alfredo Giovedì, 17 Marzo 2016 23:14 Link al commento

    Ma tra queste persone non c'è anche la compagna di un assessore?

  • capperaio
    capperaio Giovedì, 17 Marzo 2016 02:46 Link al commento

    Questa gente aveva capito tutto e si comportava come i politici che prendono soldi da favola anche se in una legislatura fanno atto di presenza un solo giorno.
    Avranno pensato che se la legge è uguale per tutti, quei comportamenti sono leciti
    Dovrebbero ricordarsi che in Italia la legge non è uguale per tutti e, quindi saranno costretti a pagare questa illusione.

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