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  • Venerdì 19 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 19:41

De Mita chiese un favore al giudice arrestato per corruzione: la Procura di Avellino chiede gli atti

Il leader di Nusco intercettato telefonicamente con il giudice Mario Pagano, oggi ai domiciliari per aver favorito amici e imprenditori in alcune sentenze

De Mita chiese un favore al giudice arrestato per corruzione: la Procura di Avellino chiede gli atti

Finisce anche il nome di Ciriaco De Mita nell'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Napoli sulle relazioni del giudice Mario Pagano. Il magistrato di Roccapiemonte (Sa) è agli arresti domiciliari da dicembre accusato di corruzione per fatti risalenti a quando era magistrato a Salerno "si sarebbe adoperato nel tempo per favorire imprenditori ai quali era legato da consolidati rapporti di amicizia, trattando cause riferibili a tali amici con esito favorevole per questi ultimi" e "ricevendo dagli imprenditori utilità varie". Ed è indagato insieme ad altre 7 persone.

Ciriaco De Mita non è indagato, ma la Procura della Repubblica di Avellino - scrive Il Fatto Quotidiano - ha richiesto gli atti ai colleghi di Napoli per approfondire l'intercettazione telefonica del 20 febbraio 2016 tra lo stesso De Mita e Pagano e pubblicata dal Corriere della Sera:
De Mita : «Mi devi fare una cortesia».
Pagano : «Sì».
De Mita : «Puoi ricevere un mio amico che ti deve chiedere una cortesia semplice?».
Pagano : «Sì, come no?».
De Mita : «Quando può venire da te?».
Pagano : «Mi raggiungerebbe a Roccapiemonte?».
De Mita : «Sì».
Pagano : «Va bene anche nella mattinata di domani a mezzogiorno, mi può raggiungere a casa».
De Mita : «Si chiama G.B., la faccia non è molto raccomandabile ma te lo garantisco io».

Gli inquirenti hanno carpito durante le intercettazioni e trascritto il nome di Gerardo Bigotta (a riportarlo è il Fatto Quotidiano). Se il sindaco di Nusco si riferisse all'ex presidente Aias onlus Gerardo Bilotta finito sotto inchiesta alla fine del 2017 insieme alla moglie di De Mita, Annamaria Scarinzi (presidente dell'associazione Noi con Loro) ed altre otto persone, e per quale motivo abbia chiesto a Pagano di incontrare questa persona, è il motivo per il quale gli inquirenti hanno richiesto la documentazione. Le indagini sull'Aias sono iniziate nel 2014. Da intercettazioni successive, lo stesso giudice, fratello del primo cittadino di Roccapiemonte  dal 2002 al 2007 Carmine Pagano, si lamenterebbe al telefono con altre persone della rottura politica del fratello con il leader di Nusco «compromettendo in tal modo la sua elezione al Consiglio regionale con conseguenziale perdita delle possibilità di ricevere cospicui finanziamenti da devolvere alle sue attività private» si legge nelle intercettazioni riportate dal Corriere della Sera.

Ultima modifica ilGiovedì, 11 Gennaio 2018 17:44

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