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  • Venerdì 19 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 19:40

Voleva uccidere il fidanzato della sorella, arrestati i componenti del branco: "Contrada è peggio di Scampia non venire più"

Si aggrava la posizione del 18enne di Contrada, già ai domiciliari, accusato di tentato omicidio pluriaggravato. Con la stessa accusa è finito in manette anche il 22enne che bloccò Petrone prima dello sparo al braccio. Un 23enne che partecipò all’aggressione è stato sottoposto ad obbligo di firma

Voleva uccidere il fidanzato della sorella, arrestati i componenti del branco: "Contrada è peggio di Scampia non venire più"

Resta agli arresti domiciliari Gerardo Ciuci e si aggrava l'accusa nei suoi confronti da lesioni aggravate a tentato omicidio pluriaggravato nei confronti di Federico Petrone. Le indagini condotte dai Carabinieri della stazione di Forino e dalla compagnia di Baiano coordinate dal pm Paola Galdo della Procura della Repubblica di Avellino hanno portato all'emissione di altre due misure coercitive nei confronti di altrettanti giovani di Contrada con la stessa accusa. I tre facevano parte del branco composto da sei giovani, tra i 19 ed i 23 anni, che ha atteso Petrone, in arte Tsunami, nel piccolo comune irpino dove è stato sparato e ferito ad un braccio. Un 22enne è finito anch'egli agli arresti domiciliari per aver trattenuto Petrone (in foto) nel tentativo di fuggire dopo il primo tentativo fallito di sparargli, favorendo il tentato omicidio. Un 23enne che ha preso parte in maniera attiva al confronto  è stato sottoposto all'obbligo di firma. Il movente è da ricondurre alla gelosia di Ciuci nei confronti della sorella, non voleva che Petrone la frequentasse. Carabinieri

I FATTI – Durante la conferenza stampa il comandante della compagnia dei Carabinieri della provincia di Avellino Massimo Cagnazzo, coadiuvato dal tenente Gianluca Candura al comando della compagnia di Baiano e della stazione di Forino, ha ripercorso l'accaduto dello scorso 9 gennaio "si affrontarono un gruppo di giovani di Serino attirati nel comune di Contrada da un gruppo di giovani locale. A dare l'appuntamento telefonico alla vittima il fratello della fidanzata di quest'ultimo il quale non vedeva di buon occhio la relazione. PetroneLa vittima attirata nella trappola era stata accompagnata da altri amici tra cui il fratello". Secondo quanto ricostruito durante le indagini iniziate dagli agenti della squadra Mobile della Polizia di Avellino dopo aver raccolto la denuncia al pronto soccorso e proseguite dai Carabinieri "erano sei i componenti del branco che ha aggredito la vittima, tutti di Contrada e di età compresa tra i 19 ed i 23 anni. Sono stati ascoltati tutti per aver spalleggiato l'autore del tentato omicidio". I legali di Ciuci, Ettore Freda ed Edoardo Fiore, nelle settimane successive l'episodio hanno sempre negato che il proprio assistito volesse uccidere Petrone. Lo stesso era disposto anche a collaborare con gli inquirenti ma dalle parole del comandante Cagnazzo si evince un comportamento opposto"C'è stata poca collaborazione da parte di tutti gli indagati e nessun pentimento. Ma grazie alle testimonianze dei componenti dell'altro gruppo ed alle riprese delle videocamere delle attività commerciali siamo riusciti ad individuare le tre persone che hanno preso parte "al grave atto punitivo" come lo ha definito il gip. Gli altri erano stati tutti indagati, ma hanno soltanto guardato l'accaduto senza prendervi parte".

LA PISTOLA INCEPPATA E LA FUGA BLOCCATA – Il comandante Cagnazzo ha ricostruito l'accaduto di quella sera dopo la perizie affidate dalla Procura della Repubblica al consulente per la balistica Alessandro Lima ed al medico legale Elena Piciocchi  "l'aggressore si è presentato all'appuntamento con la pistola del padre legalmente detenuta. Ha preso due proiettili che non erano compatibili con l'arma e solo per questo motivo non è riuscito nell'intento di uccidere il fidanzato della sorella a cui ha provato a sparare alla tempia. Dopo il primo tentativo andato a vuoto, la vittima ha provato a fuggire ma è stato bloccato dal 22enne finito ai domiciliari. La scena si è ripetuta, questa volta il colpo è partito lo stesso ferendo per caso al braccio la vittima visto che il colpo è stato sparato in prossimità del cuore. Ma la violenza del gruppo non si è fermata. Ha bloccato l'auto con a bordo il gruppo giunto da Serino che stava accompagnando il ferito in ospedale. Solo dopo essersi divincolati sono riusciti ad accompagnare la vittima in ospedale".

CONTRADA E' PEGGIO DI SCAMPIA, NON VENIRCI PIU' - Ma neanche il gravissimo episodio ha fermato la violenza del gruppo di Contrada "anche quando era in ospedale, prima dell'intervento, hanno continuato ad inviargli messaggi minatori sul telefono. Contrada è peggio di Scampia, non devi venirci. Testimoniando di voler prendere il controllo della zona".

Ultima modifica ilGiovedì, 05 Aprile 2018 11:41

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