Laceno d’Oro, Immaginazione: "L’edizione 2012 si farà"
* .*Avellino - Una settimana fa era stato il sindaco di Bagnoli, Aniello Chieffo, ad accendere la polemica sul Laceno d'Oro dopo la sentenza del Tribunale di Napoli (Sezione specializzata proprietà industriale e intellettuale) che attribuisce al Circolo Immaginazione un diritto "forte" sul marchio. "Faremo ricorso", aveva tuonato Chieffo, sentendosi espropriato di uno "strumento" utile a rilanciare il turismo del suo territorio. Ora tocca a Immaginazione chiarire le sue posizioni e i suoi punti di vista (è proprio il caso di dire). Una conferenza stampa bollente quella di stamattina presso l'aula consiliare del comune di Avellino.
È Nunzio Cignarella, dopo una breve introduzione del Presidente del consiglio comunale Antonio Gengaro, a fissare i punti del dibattito e a indicare le linee d'azione. Ribadendo, innanzitutto, quanto chiarito dalla sentenza. "Il giudice ha stabilito che siamo gli unici a poter usare il marchio Laceno d'oro. Va ribadito ora perché si vuole far passare l'idea che siamo noi i cattivi, intenzionati, chissà per quali oscuri motivi, a ostacolare lo sviluppo di una manifestazione che possa contribuire alla crescita culturale ed economica del territorio. In realtà la nostra intenzione è di salvaguardare i principi ispiratori di un'esperienza fondata su un'idea di cinema sociale e sull'affermazione di un'autonomia dalla politica".
È chiaro il riferimento alle esperienze di Camillo Marino e Giacomo D'Onofrio. "È solo grazie a loro che il Laceno d'Oro è nato e si affermato negli anni - sottolinea Paolo Speranza, direttore di Quaderni di CinemaSud - è una questione d'idee prima ancora che di territori". Del resto già nei primi anni, a cavallo tra gli anni '50 e '60, la manifestazione aveva trovato in Avellino il centro principale delle attività . È proprio su questo aspetto che insiste Cignarella, quando fa appello ai politici e alle istituzioni avellinesi, per salvaguardare la centralità del comune capoluogo, a fronte di progetti, idee, proposte che escludono deliberatamente la città di Avellino. "Detto questo, non è nostra intenzione sottrarci al confronto o escludere il resto della provincia da un discorso cinematografico. L'Irpinia annovera manifestazioni di grande tradizione, come il Festival di Pietradefusi o Scrivere il cinema a Mirabella. Si potrebbe immaginare un programma comune che, nel rispetto delle peculiarità di queste iniziative, renda davvero l'Irpinia un punto di riferimento cinematografico per tutto l'anno".
A scendere più nello specifico è Tonino Spagnuolo, presidente di Immaginazione, che ricostruisce per grandi linee le vicende del marchio. "È dal 2004 che riceviamo un contributo dalla regione Campania per una manifestazione cinematografica con la dicitura Premio Camillo Marino - Laceno d'oro, ma fino al 2007 abbiamo evitato di spendere pubblicamente il nome Laceno d'oro, per una sorta di pudore e rispetto nei confronti di Camillo, che considerava in qualche modo conclusa quell'esperienza legata a un momento storico ben preciso. Nel 2007, però, in accordo con gli eredi di Marino e D'Onofrio, abbiamo ripreso la dizione Laceno d'oro, per evitare, come già scritto nella presentazione dell'edizione di quell'anno, che qualche funzionario di scarsa fantasia e dubbia cultura potesse avanzare mire equivoche e appropriarsi di una storia gloriosa. Nel 2008, poi, abbiamo registrato il marchio. Non c'è mai stata alcuna pregiudiziale nei confronti di Bagnoli - prosegue Spagnuolo - Nel 2006 e nel 2007, in collaborazione con l'allora sindaco Nicastro, abbiamo organizzato, completamente a nostre spese, delle proiezioni a Bagnoli. Il braccio di ferro è iniziato in seguito".
E proprio sulle esternazioni, piuttosto avventate, di Aniello Chieffo, Spagnuolo puntualizza con durezza: "Il problema non è di finanziamenti, mire economiche. È questione di contenuti, il nostro presupposto fermo è di avere un controllo sul contenuto. Del resto non è un mistero che le nostre manifestazioni sono sempre state organizzate con cifre modeste. A fronte d'iniziative in città e in provincia che hanno speso centinaia di migliaia di contributi pubblici, per poi scomparire nel nulla. È il caso di Notti di cinema nel 2008. Allora, è chiaro, diventa anche una questione morale". E ora, dopo la sentenza, cosa accade? "Siamo ancora aperti al dialogo - dice Spagnuolo - ma, ovviamente, non possiamo confrontarci con chi ha intenzione di continuare controversie legali in appello". E per il cinema? Già si sta pensando all'edizione 2012 del Laceno d'oro, dopo la pausa obbligata dello scorso anno. Ma intanto, tutto è pronto per la rassegna La piazza che vive, che segna il ritorno d'Immaginazione nel cuore dell'Estate avellinese, dopo le stagioni del cinema al duomo. Tre proiezioni dal 17 al 19 agosto, in ricordo di Falcone e Borsellino. In programma Tutti nostri desideri, ultimo film del francese Philippe Lioret, autore dello splendido Welcome, Là-bas di Guido Lombardi, promettente opera prima sulla strage degli immigrati a Castelvolturno del 2008 e This Is England, di Shame Meadows, film punk, rabbioso e impegnato, sospeso tra passato e presente. Dove? Nella piazza dell'Eliseo, e non poteva essere altrimenti. Come sottolinea l'assessore alla cultura Sergio Barbaro, in chiusura. "Non è certo una soluzione dei problemi riguardanti l'ex GIL. Ma è un segnale".
Aldo Spiniello
(martedì 7 agosto 2012 alle 19.59)
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