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  • Lunedì 25 Settembre 2017 - Aggiornato alle 18:50

One train, No train: una sperimentazione a perdere

  • di Pietro Mitrione
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One train, No train: una sperimentazione a perdere

Dal giorno 11 settembre viene ripristinato il collegamento ferroviario da Avellino a Napoli e ritorno. Il primo treno mattutino, purtroppo, a causa del maltempo, è stato soppresso. Con le prime piogge le prime conseguenze degli incendi di queste ultime settimane cominciano a fare i primi guai: le strade e la ferrovia sono state invase dal fango misto a cenere sceso dalla montagna nei pressi della stazione ferroviaria di Montoro.

Tutto sembra congiurare contro questa sperimentazione che, dopo anni di isolamento, riunisce ferroviariamente il capoluogo della regione con l'unica cittĂ  della Campania a non avere un simile servizio.

Una scelta che va nella direzione di complementarietĂ /integrazione con la gomma che si poteva e doveva programmare meglio per far riuscire questa iniziativa.

ONE TRAIN............. NO TRAIN, DIREBBERO GLI INGLESI
Perchè una sola corsa a/r?
Perchè 90 minuti di percorrenza?
Perchè è stata eliminata la fermata a servizio del territorio serinese?
Perchè il servizio viene soppresso nei giorni festivi?
Perchè una sperimentazione di soli tre mesi, dopo anni di cancellazione del servizio?
Perchè non si evidenzia che il treno, proveniente da Benevento con fermate in tutte le stazioni fino ad Avellino, è lo stesso che, poi, prosegue per Napoli, così come per il ritorno?
Chi ha deciso questa programmazione "con la lesina dell'avaro" come direbbe G. Fortunato?
Perché gli abitanti d tutta la valle del Sabato, che sono più del numero di abitanti della città capoluogo, debbono arrivare ad Avellino per servirsi del servizio pubblico per recarsi a Napoli?

Una straordinaria opportunitĂ  per un valido progetto, che decisori politici di anni fa stroncarono cancellando la nostra Irpinia dalla geografia ferroviaria, che rischia di fallire in quanto viene avanti una programmazione nata e gestita male, quasi mal sopportata da qualcuno.

Nessun dato tecnico o economico doveva essere alla base di tale scelta dopo i tanti tagli apportati nel 2010 e 2012 che determinarono, addirittura, la totale chiusura della stazione FS di Avellino. Eppure si parla tanto di costruzione di Area Vasta, di rivitalizzazione di Borgo Ferrovia, di riqualificazione dell'Isochimica. Questa tratta è già una metropolitana a cielo aperto che va da Montoro a Chianche che andrebbe valutata in questa prospettiva. Dopo aver speso una notevole quantità di danaro per migliorare l'armamento ferroviario sembra quasi una beffa tale innovazione.

Occorre almeno un'altra corsa con una dignitosa percorrenza....almeno pari a quella in vigore circa 20 anni fa e che si caratterizzava anche con tre fermate in piĂą!!.

Inoltre, la soppressione prevista nei giorni festivi impedisce lo sviluppo del turismo religioso/culturale per recarsi al santuario di Pompei, agli scavi o al Museo Ferroviario di Pietrarsa.

Pare una sperimentazione a perdere....peccato!!!!

Queste, per quanto possono valere, sono gli interrogativi della Associazione in_loco_motivi cui qualcuno dovrebbe rispondere.

Ultima modifica ilLunedì, 11 Settembre 2017 17:11

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