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  • Marted√¨ 12 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 11:07

Grazie Tony. Viaggiare con te è stato un onore

  • di Il Ciriaco
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Grazie Tony. Viaggiare con te è stato un onore

Ci sono ricordi che si scrivono di getto, altri che necessitano dei tempi di metabolizzazione del distacco in una dimensione intima. Antonio Capone, Tony per la città, ci ha lasciato domenica mattina e oggi ha ricevuto il giusto saluto da parte di uno stuolo impressionante e variegato di amici di ogni età. Parlare di Tony non è semplice, significa scrivere su un volto simbolo della città, ma anche raccontare della sfera personale di ognuno di noi. La retorica del ricordo, per chi ha avuto l'onore di percorrere al suo fianco un pezzo importante della propria esistenza, deve lasciare il passo alla realtà dell'uomo, pubblico e privato. Per quanto ci riguarda, Tony va ricordato per quello che è stato, per quello che ha donato ad intere generazioni che oggi si sentono giustamente un po' orfane. Quelle che lo hanno conosciuto come Tony del bar Tony, ignorando che Antonio Capone era un geometra e anche molto bravo che aveva una sua impresa prima di ritrovarsi, forse per uno scherzo del destino, in quel bar, oggi Why Not. Uno scherzo del destino, il suo, che è stata una benedizione per tanti altri.
Già, perché andare da Tony non voleva dire, banalmente, andare in un bar, ma entrare in una sorta di seconda casa dove trovare un secondo padre. Era come entrare in un rifugio in cui divertirsi, sfogarsi, nascondersi durante un filone, organizzare un corteo o una festa, incontrare un amico, osservare la ragazza o il ragazzo che ti faceva battere il cuore, bere un caffè o fumare una sigaretta appoggiati alla porta ingresso. In tutti quei momenti, importanti o meno che fossero, Tony era lì. Talvolta in vena di chiacchiere e di consigli utili, talvolta annoiato e pronto a mandarti a farti un giro (per non dire altro) alla prima parola fuori posto, spessissimo, sereno con un libro in mano a leggere seminascosto dietro alla cassa.

Ed è proprio questo il punto: Tony era una persona vera, sempre e comunque, con i suoi pregi e i suoi difetti, un mix che fa di lui un patrimonio collettivo. Come tutti i burberi in superficie, era un uomo capace di dare e darsi agli altri in modo incondizionato. Un avellinese che pur amando la propria città era capace di detestarne le ipocrisie fin quasi a provare odio. Riusciva ad essere viscerale nell'esprimere i propri sentimenti, certe volte opposti tra loro, ma con la naturalezza e l'innocenza tipiche di chi non finge. Un comunista vero, di quelli duri che non perdono la tenerezza dello sguardo, Tony non si scomponeva mai, non cambiava per piacerti o per non piacerti, stava a te capirlo e, dunque, accettarlo (e possibilmente farti accettare). Ed è così che è riuscito a fare breccia nel cuore e nell'animo di tante persone. Ha insegnato l'importanza della libertà ai suoi tanti ragazzi che per costrizione o per troppo coraggio hanno lasciato questa città. Ha insegnato l'importanza della resistenza a quanti invece, nonostante tutto, sono rimasti e quotidianamente costruiscono il proprio futuro in un luogo che forse neanche lo merita. Da buon padre ha saputo gioire dei traguardi raggiunti dalle sue centinaia di figli, ha saputo consolarli per le delusioni collezionate, sempre pronto a spronarli però, anche con durezza, ad andare avanti.

Ci ha donato la sua famiglia, quella di sangue, Rossella, Roberta e Yuri che anche in questi giorni di sofferenza hanno spalancato le porte del loro dolore a tutti coloro che avevano l'esigenza di stargli accanto. Tutti insieme, come la grande famiglia del bar Tony. Lo ha detto bene don Vitaliano Della Sala, osservando le centinaia di presenti al suo funerale (molti dei quali non entravano in una chiesa probabilmente dal giorno del battesimo): Tony ha fatto un piccolo miracolo, mettendo insieme persone di ogni generazione, classe sociale, credo. E, aggiungiamo noi, ha fatto anche di pi√Ļ: ha regalato a chi lo ha conosciuto un esempio cui guardare sempre, fino all'ultimo. Di questi tempi, da queste parti, ce n'√® davvero un gran bisogno. Grazie, Tony. Viaggiare con te √® stato un onore.

Ultima modifica ilLunedì, 04 Dicembre 2017 22:23

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