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  • Sabato 23 Giugno 2018 - Aggiornato alle 12:15

Maglificio CentoQuindici Passi, l’annuncio del Prefetto: ripartirà grazie alla collaborazione con Confindustria

La buona notizia a margine della conferenza stampa di presentazione del ‘Pacco alla camorra’. All’interno anche il cappellino made in Irpinia

Maglificio CentoQuindici Passi, l’annuncio del Prefetto: ripartirà grazie alla collaborazione con Confindustria

Il 2018 sarà l'anno della rinascita del Maglificio CentoQuindici passi. La lieta novella arriva direttamente nella sede di "Libera" durante la conferenza stampa di presentazione del 'Pacco alla camorra'. E' il Prefetto Maria Tirone a darla: «c'è in campo una collaborazione che porterà sviluppi importanti, quella con Confindustria. L'attività, oltre a ripartire con il piede giusto, si amplierà anche con altre iniziative. Andremo avanti, questo è certo, proprio grazie a quella rete fondamentale tra associazioni, imprese, istituzioni e forze di polizia di cui ogni cittadino deve sentirsi protagonista. Nessuno è esente, nella lotta per la legalità o si sta dalla parte dell'impegno o da quella del male». Parole che rasserenano chi, come Libera e la cooperativa Oasi Project, hanno investito tanto del loro lavoro nel percorso di restituzione alla collettività, e trasformazione in motore di sviluppo, della villa confiscata al clan Graziano.
«La rete di Libera è un miracolo, per come è riuscita a nascere e, nel tempo, a portare dalla sua parte pezzi importanti di cittadinanza. Non possiamo lasciare ai singoli la lotta alla criminalità, ci vuole una responsabilità collettiva- prosegue il Prefetto- consapevoli di avere in mano strumenti importantissimi, come appunto l'istituto di confisca, riconversione e restituzione dei beni confiscati che, insieme alle interdittive antimafia, rappresentano colpi più dolorosi ed incisivi, per i clan, della stessa reclusione».

Ed è proprio questo lo spirito del Pacco alla camorra, giunto ormai alla sua nona edizione. A raccontare le storie che ci sono dietro i prodotti contenuti nel regalo ideato dal Consorzio "N.C.O- Nuova Cooperazione Organizzata", un gruppo di 11 imprese sociali nate sui terreni confiscati nel casertano. Una sfida, raccontata da Raffaele di "Al di là dei sogni": «dai 700 pacchi venduti nei primi anni, oggi sono novemila quelli che le persone acquistano. All'interno, dietro ognuno dei prodotti confezionati, vi è lo sforzo e il sudore, di tante cooperative che fanno dell'impegno, dell'integrazione e della reinserimento sociale, il loro pane quotidiano».

Da quest'anno il 'Pacco alla Camorra' contiene anche un prodotto made in Irpinia, un cappello di lana prodotto nel Maglificio di Quindici. «Per noi un grande orgoglio – commenta la portavoce di Libera Emilia Noviello- sappiamo che la strada è ancora lunga e complessa. Gestire un bene confiscato, operazione che Libera non fa mai in prima persona, non è semplice. E' necessario il supporto concreto delle istituzioni e delle stesse comunità». Un buon auspicio per il nuovo anno, quello di Francesco Iandolo referente Oasi Project: «siamo convinti che anche a Quindici sia possibile un nuovo modello di sviluppo che possa essere da esempio per l'intera provincia». Chiaramente con il sostegno garantito dalle forze dell'ordine. «Noi ci siamo, ma sia chiaro soprattutto quando si parla di racket, la solidarietà non serve a nulla. Serve la collaborazione fattiva di chiunque, dall'imprenditore che denuncia al cittadino che non si gira dall'altra parte- spiega Massimo Cagnazzo, comandante dei Carabinieri- anche in Irpinia dove non c'è solo Quindici su cui non abbassare la guardia. I clan sono attivi anche in altre zone della provincia, Avellino compresa, che non è avulsa dal resto d'Italia».

cappello

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