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  • Domenica 20 Maggio 2018 - Aggiornato alle 14:01

“Safety Tales – La sicurezza non è una favola”: taglio del nastro per il concorso riservato alle scuole sul tema della sicurezza sul lavoro

“Safety Tales – La sicurezza non è una favola”: taglio del nastro per il concorso riservato alle scuole sul tema della sicurezza sul lavoro

È stato presentato ufficialmente domenica pomeriggio, nell'ambito della manifestazione "Europe is Culture" in programma alla Reggia di Caserta, il concorso per le scuole "Safety Tales – La sicurezza non è una favola", organizzato dalle società irpine di progettazione e coordinamento della safety & security Omnia Service Engineering srl e Omnia Lab, in partnership con la casa editrice Il Papavero.

Un contest dedicato ai ragazzi in età scolare che premierà i racconti che affronteranno il tema della sicurezza sul lavoro, perché non sia solo una materia per soli addetti ai lavori, ma una mentalità da acquisire fin da piccoli. I racconti devono essere di almeno 500 battute, possono essere presentati da singoli o da gruppi e dovranno pervenire entro e non oltre la scadenza del 10 aprile 2019. Ogni elaborato dovrà essere correlato da scheda di partecipazione scaricabile dal sito www.omnsiaserviziesicurezza.it, e i partecipanti saranno divisi in due categorie: Junior (6-13 anni) e Senior (14-18 anni). I vincitori saranno annunciati durante l'edizione 2019 di Europe is culture e i primi posti di entrambe la categorie, oltre alla targa ricordo "Safety Tales", avranno la possibilità di far visitare il proprio istituto scolastico da un Responsabile Per la Sicurezza, che assegnerà dispositivi di sicurezza per l'edificio scolastico a seconda delle esigenze.
«Abbiamo voluto rivolgerci alle scuole e, quindi, ai ragazzi, perché troppo spesso la sicurezza sul lavoro è considerata semplicemente un insieme noioso e restrittivo di leggi, burocrazia e cifre, mentre riguarda tutti noi, la nostra stessa vita – ha dichiarato la dottoressa Alessia Rizzo, responsabile formazione e comunicazione della OSE e ideatrice del progetto "Safety Tales" – Sensibilizzare i giovanissimi, gli adulti del domani, è un'esigenza. È importante far capire che chi voglia applicare correttamente le regole è tutt'altro che un nemico. C'è bisogno di una "cultura della sicurezza" che vada a braccetto con quella della legalità. Qui in Italia siamo al paradosso, il legislatore ha dovuto inventarsi delle sanzioni per punire chi si mette in pericolo, come se il rischio in sé non fosse sufficiente».

«Rispettare le regole, perché esistono, è l'unica condotta da seguire per prevenire le tragedie. Sembra scontato, eppure quando si entra nel concreto è molto più difficile di quanto sembri», ha aggiunto il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Caserta, Luciano Buonpane, che verrà presto insignito della Medaglia d'Oro al Valor Civile per l'impegno profuso sul campo a seguito dei tristi avvenimenti di Rigopiano nel Gennaio 2017.
Perché fatta la legge, si tenta sempre di aggirarla, oppure dato un allarme spesso lo si sottovaluta, e si educano a questa mentalità superficiale anche i giovani, che saranno i primi a scontarne i danni un domani. «Come nell'infinita rete del lavoro nero – ha affermato Raffaello Santagata De Castro, professore di Scienze Politiche all'università Vanvitelli di Caserta ed esperto di diritto del lavoro – Un vero labirinto che ci impedisce di avere un reale riscontro dei dati che riguardano il mondo del lavoro e, quindi, anche di ciò che concerne la sicurezza. Il nostro pensiero quando ci riferiamo al lavoro nero è quello a cui sono costretti gli immigrati irregolari, e invece colpisce moltissimi settori, in modo anche più subdolo. Quanti contratti di collaborazione nascono rapporti di impiego subordinato e quanti lavoratori contrattualizzati part-time sono impegnati a tempo pieno? Potremmo andare avanti all'infinito...».

Fino a quando non avviene qualche tragedia. «Mentre è fondamentale prevenire e l'unico modo è lavorare "in tempo di pace"» ha chiosato il dottor Felice Preziosi, tra i 41 Disaster Manager certificati in Italia, al momento l'unico in Campania. «È fondamentale che le istituzioni capiscano l'importanza di tutto il lavoro preparatorio e preventivo per far sì che quando subentrino le emergenze i pericoli siano ridotti al minimo. In particolare in una regione come la nostra che, dal punto di vista dei rischi di natura idrogeologica non si fa mancare davvero nulla. A disastro avvenuto tutti hanno bisogno di noi, ma quanto si potrebbe evitare lavorando in anticipo?».

«È finito il tempo delle "carte messe a riposare" – ha concluso l'Ing. Gerardo Rizzo, direttore tecnico Ose e coordinatore del progetto Safety & Security di Europe is Culture – Pianificare la sicurezza, a qualsiasi livello, è un vero "evento nell'evento" che va progettato con i giusti tempi e rispettando tutte le norme vigenti, soprattutto se ci riferiamo a manifestazioni da svolgere in luoghi come le piazze, le strade, i centri storici, non destinati per propria natura ad accogliere masse di persone per tanto tempo. Troppe volte non ci sono gli strumenti adatti (come gli attacchi delle pompe antincendio) o sono in condizioni pessime, perché una manifestazione si svolga nel rispetto della sicurezza sia di chi ci lavora che di chi ne fruisce. Ma farla svolgere lo stesso a discapito di chi va? Spesso il fare le cose per bene viene considerato un'opzionale applicazione burocratica e, invece, da certe cose dipende la nostra stessa vita. Bisogna far capire alle persone che occuparsi di Safety & Security è andare oltre le semplici norme, significa occuparsi tutti insieme, collaborando, della sicurezza di ciascuno».

Europe is culture è una manifestazione organizzata dal Dipartimento di Scienze Politiche "Jean Monnet" dell'Università Vanvitelli di Caserta insieme al Comune di Caserta, allo Studio Ambrosetti - The European House e al Dipartimento di Studi Europei "Jean Monnet" di Locarno, che ha come obiettivo quello di avvicinare i giovani delle scuole al patrimonio culturale. Quattro giorni nel corso dei quali ragazzi tra i 14 e i 21 anni provenienti da tutta Italia si incontrano nella Reggia vanvitelliana per confrontarsi sulla cultura a 360° (attraverso momenti dedicati a temi quali l'arte, la legalità, l'alimentazione e molto altro) e per affrontare una competizione nelle sezioni delle arti spettacolari, con "prodotti artistici" realizzati da loro in settori quali la musica, il canto, il teatro, la danza, le arti visive.

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