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  • MercoledĂŹ 19 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 04:17

L’Irpinia abbraccia Riace: la solidarietà a Lucano, la condivisione del suo progetto umanitario

“Le cartine dell’anima e del tempo non hanno frontiere”. Esponenti politici, sindacali e mondo dell’associazionismo: da Avellino al corteo calabrese per dire no al razzismo, sì all’integrazione

L’Irpinia abbraccia Riace: la solidarietà a Lucano, la condivisione del suo progetto umanitario

Riace somiglia davvero, per conformità e grandezza, ad un qualsiasi comune irpino di quelli dove oggi per sentire un po' di frastuono in piazza devi aspettare il giorno di Ferragosto, quando tutti gli emigrati tornano nel paese d'origine. Sarà per questo, oltre che per un'evidente condivisione di un progetto politico, che questa mattina un pezzetto d'Irpinia si è trasferito in Calabria, nel paesino della locride da tre giorni senza sindaco. L'Irpinia insomma ha deciso di esserci nel giorno della solidarietà, a Mimmo Lucano, agli arresti domiciliari con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ma soprattutto per abbracciare e condividere quel modello di accoglienza virtuoso, sperimentato anche in alcuni, pochi, comuni irpini volto non solo a dare una speranza di vita ai migranti arrivati in Italia ma anche una chance di futuro a realtà altrimenti destinate allo spopolamento. Esserci per dire sÏ al modello di accoglienza degli Sprar, no al razzismo e al clima di odio che si respira ormai in tutto il Paese.

Partono in pullman i ragazzi della rete Soma, attivisti della Cgil, di Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Possibile, i ragazzi del progetto "Comunità Accogliente" guidati da Letizia Monaco, e tanti altri. Sfila in corteo anche il consigliere regionale di Articolo Uno Mdp Francesco Todisco: doveroso esserci per esprimere solidarietà a Lucano, ma soprattutto ad una visione di società che sull'accoglienza e il rispetto delle leggi esprime la propria cifra, etica e politica. Oggi siamo qui a rappresentare un'idea d'Italia ben diversa da quella di chi sta governando il Paese. C'è qualcuno che immagina di smantellare i punti di eccellenza che ci sono nel sistema dell'accoglienza e dell'integrazione. Eccellenze che andrebbero preservate, prese ad esempio, ma che invece vengono colpite perchÊ si vuole smantellare l'idea di accoglienza. Dall'Irpinia anche Tony Della Pia, segretario del Prc Lucano è un esempio per il mondo intero in tema di accoglienza. Il suo arresto è il preludio delle politiche razziste e xenofobe che il Governo intende diffondere. Se Lucano resta ai domiciliari, saremo in presidio anche ad Avellino per far capire alle persone che il tentativo in atto è quello di colpire Riace perchÊ un modello che l'accoglienza, senza sfruttamento e nel rispetto delle persone, si può fare e può giovare alle nostre comunità. Spiace che i parlamentari irpini del M5S, in particolare Sibilia, non fano altro che amplificare la voce razzista di Salvini. Farebbero meglio ad impegnarsi per il territorio e nel contrastare i fenomeni criminali che la Calabria come l'Irpinia subiscono quotidianamente.
Colpiscono dal palco le parole del sindacalista Usb Aboubakar Soumahoro, simbolo della battaglia contro il caporalato che ha vissuto sulla propria pelle. Il grido di battaglia è "Riace non si arresta". Sul palco si alternano gli interventi. Tra loro quello dell'avvocato di Lucano, Andrea Daqua: Mimmo ha risposto a tutte le domande del Gip, ieri mattina abbiamo chiesto la revoca dei domiciliari. Il provvedimento esclude qualsiasi reato attinente alla gestione illecita di denaro, un qualunque arricchimento personale del sindaco le cui non buone condizioni economiche sono note a tutti. Il sindaco non ha commesso alcun reato. E' tutta Italia che si stringe a Riace. Mai una donna o un uomo, un bimbo o una bambina dovrebbero morire in mare. Quella di Lucano- ricorda Enrico Panini assessore di Napoli- è disobbedienza civile, la stessa che abbiamo fatto anche noi quando il Ministro dell'Interno diceva di chiudere i porti, noi abbiamo detto apriamo il nostro. Siamo un popolo che accoglie, a noi piace Riace perchÊ qui si sono incontrate donne e uomini, una grande esperienza di integrazione che Salvini vuole spegnere. Ma da questa piazza parte la risposta di migliaia e migliaia di persone: Riace non si tocca. Lucano è una brava persona, non deve chiedere alla magistratura la rateizzazione dei propri debiti, non ha conti all'estero, è qui ogni giorno e ogni minuto con il suo popolo. L'aria che tira nel Paese è brutta, quando si dà voce alla nuova ondata di destra xenofoba inizia una musica che non ci piace e che già abbiamo conosciuto nella storia.

Il grande assente è proprio lui, Mimmo Lucano. Assente però solo fisicamente perchÊ le sue parole arrivano dritte ai manifestanti, attraverso un lungo messaggio letto da Chiara Sasso, torinese cittadina onoraria di Riace. Oggi in questo luogo di frontiera, in questo piccolo paese del profondo Sud italiano, vivremo un giorno che sarà destinato a passare alla storia. La storia- ricorda Lucano- siamo noi con le nostre scelte, speranze di giustizia, errori. Verrà un giorno in cui ci sarà piÚ uguaglianza e libertà che barbarie, dove non ci saranno piÚ persone costrette a viaggiare come merci umane con le mani aggrappate alle onde dei mari dell'odio. Non ho rancori nÊ rivendicazioni contro nessuno, voglio solo dire a tutto il mondo che non ho nulla di cui vergognarmi, niente da nascondere, rifarei sempre le stesse cose che hanno dato un senso alla mia vita. Se restiamo umani e uniti potremo accarezzare il sogno dell'utopia sociale. Essere disobbedienti ogni qualvolta si ricevono ordini che umiliano la nostra coscienza, di continuare a camminare nonostante le cadute, le sconfitte e i tradimenti, la storia continua anche dopo di noi. Le cartine dell'anima e del tempo non hanno frontiere.

Ultima modifica ilDomenica, 07 Ottobre 2018 11:05

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