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  • Mercoledì 14 Novembre 2018 - Aggiornato alle 22:51

Il 2 novembre dell’Isochimica: l’indifferenza di trenta anni fa, l’indifferenza di oggi

Ex operai, vedove dei lavoratori uccisi dall’amianto, associazioni e Prc ripristinano la targa in ricordo delle vittime nella totale assenza delle istituzioni e della città

Il 2 novembre dell’Isochimica: l’indifferenza di trenta anni fa, l’indifferenza di oggi

Una preghiera per ricordare i colleghi uccisi dall'amianto e il ripristino della memoria, tutta racchiusa in una targa posta dagli ex operai e da Tony Della Pia all'ingresso dell'ex Isochimica. Quel perenne ricordo inchiodato al muro malandato dello stabilimento alcuni anni fa dopo un corteo, era ormai sbiadito per il passare del tempo certo, ma anche e soprattutto per quell'indifferenza collettiva che, oggi come trenta anni fa, accompagna il dramma dei 333 giovani "amiantini" mandati a morire nei capannoni di Borgo Ferrovia.

A ritinteggiare quei caratteri, nel giorno del ricordo dei defunti, ci hanno pensato il segretario del Prc e gli ex scoibentatori. Con loro le vedove dei colleghi scomparsi, Antonietta, Maria, Annalisa a cui si sono aggiunte la moglie e la figlia di Umberto Carpentieri, ultima vittima in ordine di tempo. I loro visi bagnati dalla pioggia incessante che non ha dato tregua al momento di raccoglimento e dalle lacrime di rabbia e dolore.

«Ancora una volta a ricordare i nostri compagni ci pensiamo noi. E' da trenta anni che va avanti così nell'indifferenza generale - tuona Carlo Sessa, uno dei volti della decennale battaglia- le istituzioni però non si limitano ad essere assenti, ma ci stanno anche ostacolando. I sindaci di Avellino di ieri e di oggi, l'Inail che non ci riconosce le giuste percentuali di malattia beffando i nostri colleghi defunti, l'Asl, e mi rivolgo alla direttrice Morgante, che non avvia uno screening a tappeto. Da un anno ci fanno la Tac e poi, come capitato a me, da otto mesi attendo una spirometria. Assenza totale dei sindacati, gli stessi a cui eravamo iscritti. Ancora una volta soli, ma andiamo avanti. Noi i nostri compagni che non ci sono più, non li dimentichiamo. Ventisei morti che pesano sulla coscienza collettiva, altre purtroppo si aggiungeranno ancora. E' una vergogna, ma noi non ci arrendiamo».

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Gli ex operai ormai non credono più neanche nel ritorno del processo ad Avellino, per questo il loro legale Brigida Cesta ha avanzato richiesta al presidente del Tribunale di calendarizzare almeno due udienze al mese, seppur a Napoli, per accelerare i tempi del primo grado di giudizio. Al loro fianco ci sono alcune associazioni, come Lotta per la Vita, e un unico consigliere comunale Alfonso Laudonia che proprio sulla vicenda Isochimica ha deciso di dimettersi dal gruppo del M5S contestando quello che definisce immobilismo dell'amministrazione. Il dolore che si trasforma in paura, anche per le mogli degli ex scoibentatori. Nell'ultima udienza del processo infatti proprio una di loro, Rosaria Azzarello, ha raccontato di aver scoperto, dopo aver lavato ignara per anni la tuta da lavoro del marito, di avere una patologia asbesto correlata, la sarcoidosi polmonare. «Abbiamo paura anche noi, quelle fibre maledette le abbiamo inalate anche noi a casa. Abbiamo diritto anche noi ad essere tutelate, ad essere sottoposte ad uno screening sanitario. Di amianto dai panni di mio marito ne ho tolto tanto, ho avuto parecchie operazioni come faccio a sapere se la mia salute non è stata compromessa proprio da quell'amianto» si chiede Antonietta Tomeo, battagliare vedova di Luigi Maiello.

Con gli operai il segretario provinciale del Prc Tony Della Pia: «Noi non permetteremo che la memoria di questo dramma ancora tutto attualissimo, cada nell'oblio. Ci stanno provando in tutti i modi. Gli screening non vengono programmati a dovere, la bonifica oggi sembra essersi di nuovo arrestata basta guardare in che condizioni è lo stabilimento, ci sono ancora 40 operai in attesa del prepensionamento. Persone malate a cui vengono ancora posti paletti di tipo burocratico. Siamo sempre stati a loro fianco e continueremo ad esserlo. Oggi è un giorno particolare per tutti, di tristezza e dolore, ma è anche un modo per far ripartire la lotta».

targa ritinteggiata

Ultima modifica ilSabato, 03 Novembre 2018 14:14

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