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  • Venerdì 22 Marzo 2019 - Aggiornato alle 07:21

TERRA DI MEZZO / La Caritas: I poveri e la dignitĂ  del silenzio

  • di Paolo Matarazzo
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TERRA DI MEZZO / La Caritas: I poveri e la dignità del silenzio

Nella terra di mezzo, l'Irpinia, la massa dei poveri che non ha piĂą voce è tanta, e la dignitĂ  che la distingue è pari alla propria massa. Per arginare i bisogni, i dolori e le attese della stessa, la Caritas diocesana ha attivato da tempo i Centri di Ascolto che accolgono le istanze e tentano, nel limite delle proprie possibilitĂ , di fornire concretamente risposte adeguate. Dai numerosi calvari dell'Irpinia e della Campania, piĂą in generale, arriva il grido assordante di tanti che non hanno piĂą voce, perchĂ© rassegnati e sopraffatti del dolore, così dichiara il Cardinale di Napoli Crescenzo Sepe. Accanto ai poveri ci sono i giovani che chiedono lavoro, legalitĂ , trasparenza; inascoltati e delusi, molti di loro lasciano, vanno via in altre nazioni, per sopravvivere, si spera, dignitosamente e nella dignitĂ  che gli è propria. La povertĂ  che emerge dai Centri di Ascolto, ha molte facce: la educativa con un tasso di istruzione pari al 42,7%, scuola media inferiore, seguito dalla licenza elementare con un tasso pari al 20,3%; la povertĂ  multiproblematica affligge la gran parte della popolazione che vi afferisce: disoccupazione cronica, precarietĂ  abitativa, storie familiari delicatissime e separazioni coniugali.

Terra di MezzoLa cronicizzazione dei bisogni rende difficile, sul piano degli interventi, una soluzione mirata: 57% aiuti economici, richieste di un lavoro pari al 22%, orientamento per la soluzione del singolo problema 11%.

La gran parte di questa popolazione vive chiusa all'interno delle pareti domestiche ove si consumano le piĂą svariate tipologie di conflitto, sia con il gruppo di appartenenza che con se stessi, alimentando talvolta, comportamenti devianti di varia natura. La casa risulta allora essere l'unico baluardo di dignitĂ  che nasconde al mondo la propria condizione di povertĂ . Il percorso giornaliero obbligato dei poveri è la mensa, i centri di ascolto, i servizi sociali comunali, panchine e sottopassi.

Una parte di questa popolazione non è italiana e il suo muoversi negli aggregati urbani è molto rapido, evitante, forse perchĂ© non regolare, per motivi di varia natura che la rende diffidente rispetto a qualsiasi tipo di contatto o intervento finalizzato alla inclusione: molti preferiscono viversi quasi come ombre di se stessi. Alle tipologie di povertĂ  su esposte va aggiungersi un'area problematica presente in tutte le categorie di poveri: la condizione di solitudine individuale, la carenza della relazione umana, dimensione assolutamente, da non sottovalutare.

Dal canto proprio la Caritas svolge quanto piĂą possibile il proprio ruolo di accompagnamento alla persona nel suo nel quotidiano vivere con progetti mirati all'inserimento sociale e al recupero delle motivazioni esistenziali che diano sempre un senso al vivere, chiunque sia il fratello da aiutare, qualsiasi sia il suo credo religioso o etnia di appartenenza: il tutto improntato ai valori del cristianesimo e di un vangelo costantemente vissuto .

Ho voluto a tal proposito ascoltare e proporre ai lettori il filmato di seguito relativo esperienza del Direttore e Vicedirettore della Caritas di Avellino Carlo Mele e don Vitaliano Della Sala.

Ultima modifica ilDomenica, 10 Marzo 2019 08:08

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