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  • Marted√¨ 12 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 11:23

Riprendiamoci la libertà anche in Irpinia: la violenza sulle donne è una sconfitta per tutti

Presidio della Cgil a Piazza Libertà, Coppola: la società civile risponde, la politica latita. Lomazzo e De Angelis: i centri antiviolenza funzionano, aumentano le richieste. No a depenalizzazione dello stalking, sì alla costituzione degli enti come parte civile ai processi

Riprendiamoci la libertà anche in Irpinia: la violenza sulle donne è una sconfitta per tutti

"La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti". Questo lo slogan scelto dalla Cgil Avellino che, rispondendo all'appello nazionale, ha chiamato a raccolta uomini e donne in Piazza Libertà. Una mobilitazione diffusa in tutta Italia, quella organizzata dalla Cgil per chiedere agli uomini, alla politica, ai media, alla magistratura, alle forze dell'ordine e al mondo della scuola un cambio di rotta nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura e nell'assunzione di responsabilità di quello che, come raccontano le cronache quotidiane, sta diventando un vero e proprio dramma con cifre indegne di un paese civile.

¬ęL'appello √® semplice ed efficace, abbiamo chiesto al mondo della politica, della scuola, a tutti gli uomini e donne di essere insieme contro un massacro quotidiano. Parole chiare: la violenza sulle donne ‚Äď spiega Antonella Coppola, responsabile pari opportunit√† della Cgil, √® una sconfitta per tutti. Siamo in piazza non solo per denunciare quanto accade, ma per dire con forza no alla depenalizzazione di reati come lo stalking, e contro la narrativa comune che vede la vittima di stupro finire sotto processo dell'opinione pubblica. Sono tanti i cittadini semplici che hanno risposto al nostro appello, purtroppo mancano politici e amministratori che hanno gli strumenti per agire. Il vero problema √® che siamo di fronte a numeri aberranti che restano sommersi, di donne picchiate, maltrattate, sfregiate che non denunciano¬Ľ.

Con la Cgil le consigliere di parità della Provincia, Antonietta De Angelis, e della Regione, Domenica Lomazzo.
¬ęParti sociali, istituzioni, forze dell'ordine devono fare squadra- spiega De Angelis- I centri antiviolenza del territorio funzionano bene nonostante le poche risorse a disposizione. Da due anni sono attivi sul territorio e registriamo un aumentano di denunce, e prima ancora, di donne che si rivolgono alle nostre strutture. Questo vuol dire che acquistano fiducia verso i centri che offrono assistenza psicologica, sociale e legale. Un accompagnamento per tutto il percorso di liberazione¬Ľ.

C'√® ancora molto da fare sotto il profilo dell'informazione secondo Lomazzo: ¬ęi dati diffusi da Tito Boeri ci dicono che solo 150 donne hanno chiesto il congedo dal lavoro previsto per le vittime dal decreto legislativo del 2015 per partecipare a percorsi di contrasto al fenomeno della violenza. Vuol dire che poche donne sono a conoscenza di questo strumento di civilt√† e che le campagne di informazione e sensibilizzazione non bastano mai. In Regione sto mettendo in cantiere su un territorio pi√Ļ ampio tutte le iniziative sperimentate in Irpinia. Puntiamo molto sulla costituzione di parte civile degli enti locali in tutti i processi penali in cui viene contestato il reato di violenza a danno di donne e bambini. Alcuni comuni, penso a Pontecagnano, gi√† lo hanno fatto. Questo significa trasformare la violenza di genere da fatto privato a fatto collettivo, un modo per non far sentire sole le vittime, ma anche per dire con forza all'uomo reo che contro di lui trover√† l'intera comunit√†. Ci vuole un lavoro corale da parte di tutti, societ√† civile e istituzioni. Alla consapevolezza diffusa per√≤, bisogna affiancare la richiesta unanime dell'applicazione delle norme e con forza bisogna dire no ad attenuanti, che troppo spesso hanno permesso al carnefice di tornare in azione. Nessun beneficio di legge pu√≤ essere concesso a chi si sente padrone della vita e della morte di un altro essere umano solo perch√© donna¬Ľ.

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