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  • Venerdì 22 Marzo 2019 - Aggiornato alle 07:24

Consultori insufficienti, il Movimento “Insieme per la 194” chiama in causa le istituzioni

Consultori insufficienti, il Movimento “Insieme per la 194” chiama in causa le istituzioni

Il Movimento "Insieme per la 194" chiama in causa le istituzioni sullo stato dei consultori familiari sul territorio avellinese. Un lungo documento, quello redatto dal Movimento, inviato al Commissario straordinario del comune di Avellino Giuseppe Priolo, al Direttore generale dell'Asl Maria Morgante e al direttore sanitario dell'azienda ospedaliera Maria Concetta Conte per chiedere un incontro congiunto.

"Negli ultimi tempi in Italia, numerosi sono stati gli attacchi alla legge 194 che prevede "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza" una legge dello stato che dal 1978 consente la libera scelta della donna di avere o meno una maternità. L'ultima offensiva – si legge nel documento- proviene dal comune di Verona, dove danaro pubblico è stato stanziato per associazioni private, dichiaratamente contro l'aborto, autorizzate ad essere all'interno dei consultori, i cui operatori per legge devono "praticare il rispetto delle scelte etiche degli individui". Nessuno si può sostituire alla donna espropriandola del suo diritto all'autodeterminazione. Episodi come quello di Verona volti a snaturare la legge, istituzioni poco attente a preservare lo spirito della 194, insieme alla realtà non regolata, né contrastata dell'obiezione di coscienza, di fatto ostacolano la piena applicazione della legge 194, ponendo a rischio anche la salute delle donne le quali, non accolte nelle strutture pubbliche, sempre più ricorrono all'aborto clandestino, realtà drammatica che pensavamo appartenesse al passato. La legge 194 per funzionare ha bisogno del supporto dei Consultori, istituiti nel 1975 per "accompagnare l'uomo e la donna nella genitorialità responsabile" garantendo sostegno con informazione, prevenzione, prestazioni. Ma in Italia, e quindi anche ad Avellino, i consultori sono stati svuotati del senso originario, ridotti di numero, con il personale smembrato e investito di altri compiti. In questa situazione le donne si trovano a non avere né luogo, né personale in grado di dare risposte adeguate alla loro richiesta di aiuto e di accoglienza, faticano a vedere riconosciuto il loro diritto ad un aborto sicuro, a ricevere informazioni sulla prevenzione, ad accedere alla contraccezione d'urgenza e non. Per denunciare questa realtà e porre fine allo stravolgimento cui sono stati condannati i consultori e alla conseguente difficoltà legate alla applicazione della 194, si è costituito ad Avellino un comitato "Insieme per la 194". La prima assemblea pubblica che si è svolta il 26 gennaio al Carcere borbonico, ha visto una discussione partecipata e intensa di tante donne, molte delle quali impegnate nelle istituzioni. Alla fine dell'incontro si è deciso di chiedere un tavolo di lavoro con le istituzioni responsabili del funzionamento dei consultori e dell'applicazione della 194: Comuni, Asl e struttura Ospedaliera per un confronto sulle ipotesi di intervento emersi dall'assemblea: istituzione di un centro di informazione, monitoraggio e coordinamento provinciale per l'applicazione della 194 sul territorio ed il pieno funzionamento dei consultori; monitoraggio delle attività e della qualità dei servizi sul territorio per accertare disomogeneità e per promuovere, ove necessario, il potenziamento delle attrezzature e una maggiore efficienza dei servizi, promuovendo nelle aree nelle quali risultino inadeguati l'apertura di nuovi consultori e ambulatori; per quanto riguarda Avellino, dove la situazione dei consultori è particolarmente drammatica: riapertura del consultorio di rione San Tommaso, trasferimento del consultorio situato nella sede dell'asl in una struttura più consona che garantisca la privacy dell'utenza; campagne di informazione e valorizzazione del consultorio di Rione Ferrovia; restituzione ai consultori del loro compito informativo con incontri educativi nelle scuole; monitoraggio del personale obiettore, ricerca e promozione degli strumenti per garantire la presenza di personale non obiettore per la applicazione della 194, negli ospedali e in tutte le strutture che offrono servizi attinenti all'interruzione volontaria di gravidanza. In questo modo i Consultori diventeranno i primi coadiutori delle attività ospedaliere per garantire alla donna la fruizione dei servizi di I.V.G. e la continuità terapeutica. Prendendo in carico le donne che intendono ricorrere all'interruzione volontaria d gravidanza garantiranno il contatto, anche con la prenotazione, con l'ospedale, gestendo sia i casi urgenti che quelli legati alla contraccezione farmacologica".

Ultima modifica ilVenerdì, 08 Marzo 2019 07:51

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