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  • Lunedì 10 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 03:59

Le differenze di genere ed i doveri della Scuola, l'Irpinia verso nuovi modelli educativi

Scuola, Gender, Teorie e Bullismo: il dibattito promosso da I-KEN Onlus in vista della “Festa delle famiglie” del prossimo 3 maggio

La discriminazione di genere nelle scuole, i modelli educativi da adottare e la difesa dei ragazzi contro gli atti di bullismo. Sono stati questi i temi affrontati nel corso dell'incontro dal titolo "Scuola, Gender, teorie e bullismo...ma alla fine la scuola è di tutti?" organizzato dall'associazione "I-ken onlus" presieduta da Donata Ferrante, tenutosi questo pomeriggio presso la Chiesa del Carmine di Avellino.

Un incontro proposto nel corso del tavolo tecnico anti discriminazione ed anti violenza recentemente istituito dal Comune di Avellino, che rientra nel calendario di eventi preparatori alla manifestazione nazionale "Festa delle famiglie" che si terrĂ  il prossimo 3 maggio a Salerno, nata su impulso dell'associazione nazionale "Famiglie Arcobaleno" presieduta da Giuseppina La Delfa.

Un'occasione di confronto ed analisi importante, che ha coinvolto nella partecipazione diversi tra gli esponenti di spicco del mondo politico cittadino tra cui il sindaco Paolo Foti, il vicesindaco Stefano La Verde, l'assessore alla cultura Nunzio Cignarella, il senatore Enzo De Luca, il presidente di Alto Calore Servizi Lello De Stefano ed i consiglieri comunali Livio Petitto, Barbara Matetich, Laura Nargi e Mariaelena Iaverone, a testimonianza dell'impegno che l'amministrazione comunale intende rivolgere nell'affrontare una tematica tanto importante. A moderare l'incontro, invece, la consigliera comunale Adriana Percopo.

Diverse le esperienze emerse nel corso del dibattito, come quella dell'insegnante Francesco Pappalardo: «Alcuni tra i nostri alunni, ragazzi e ragazze, rilevano bisogni particolari a cui molto spesso la scuola non riesce a far fronte. E non si parla soltanto di differenze di genere ma, in senso più ampio, di un disagio diffuso. Talora accade che i nostri ragazzi non vengano compresi e, difficilmente, l'istituzione scolastica si pone come uno spazio realmente inclusivo. Va detto che il concetto di accoglienza è ben diverso da quello di "tolleranza", e questo è un aspetto fondante che molti colleghi dovrebbero considerare. Diversi studenti portano nei loro occhi storie difficili da decifrare, come pure da comprendere per quella che la società definisce "opinione comune", e sono proprio queste storie di dolore a renderle vittime di vere e proprie angherie, che la scuola avrebbe il dovere di eliminare attraverso l'attuazione di nuovi modelli educativi. La scuola costruita fino ad oggi, infatti, troppo spesso è stata volta a trasformare i ragazzi in "perfetti alunni", piuttosto che a puntare su un'educazione ritagliata sulla singola persona. E' avvilente, inoltre, che anche tra i docenti si registri una fortissima reticenza nell'affrontare determinati argomenti, di cui si parla ancora troppo poco.

A seguire la personale ed intima esperienza familiare portata da una giovane mamma, Roberta: «sono madre di due bambini che, d'improvviso, hanno dovuto affrontare una scelta di vita completamente nuova di loro padre. E' stato questo il momento in cui con vigore, amore e delicatezza, ho provato ad analizzare insieme a loro la nostra situazione familiare che, purtroppo, si è ripercossa tristemente anche sulla loro vita scolastica. I miei figli – racconta – sono stati spesso vittime di scherno da parte dei loro compagni di classe con i quali, con la stessa delicatezza, io stessa ho provato ad affrontare la tematica delle differenze di genere. In questo, però, non sempre la scuola è riuscita a venire incontro alle loro necessità ed a sopperire al bisogno dei loro compagni di ricevere un'educazione incentrata sul rispetto dell'altro».

Ma a rappresentare il lato "sano" della Scuola è stata la professoressa Ida Grella, dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Luigi Perna-Dante Alighieri di Avellino - al contempo consigliere comunale - che ha avuto modo di esporre nel dettaglio le linee educative dell'offerta formativa del proprio istituto, nonchè i progetti posti in essere in virtù di nuovi e sani modelli educativi adottati dal plesso scolastico che presiede.

«La Scuola, come istituzione, è tuttora impegnata a modificarsi per formare cittadini che siano pronti ad affrontare la realtà che li circonda scevri da ogni pregiudizio – ha affermato Ida Grella - e le insegnanti che rappresento, in questo, sono quotidianamente impegnate nell'ascolto dei loro alunni con particolare attenzione alle dinamiche familiari di cui sono protagonisti, allo scopo di intercettare ogni loro disagio e di accompagnarli in un percorso di crescita che non sia meramente formativo. Una scuola, insomma, che passi dall'insegnare ad apprendere all'insegnare ad essere. E' un percorso difficile, quello che abbiamo il dovere di costruire, ma che porterà alla formazione di generazioni sicuramente migliori di quella di cui facciamo parte».

«Le attività scolastiche – ha aggiunto Donata Ferrante di "I-ken onlus" – hanno lo scopo di contrastare la discriminazione di genere. Nell'ultimo anno, nelle scuole italiane, si sono registrati episodi di attacchi e strumentalizzazioni violente alle attività poste in essere per contrastare questi fenomeni . Per questo ci è sembrato utile affrontare la questione, confrontandoci con le varie esperienze associative e didattiche portate avanti negli istituti scolastici irpini, al fine di chiarire finalità e contenuti di queste attività. E fino ad ora, nell'apprendere le attività realizzate nell'istituto diretto dalla professoressa Grella, ho potuto constatare che esiste una scuola che lavora, e lo fa nell'interesse di una società migliore. Importante, inoltre, è stato il sostegno dimostrato dall'amministrazione comunale di Avellino, assieme alla quale abbiamo realizzato diverse iniziative grazie al tavolo tecnico istituito ad hoc per affrontare la tematica».

«Il prossimo 3 maggio, a Salerno, centinaia di "Famiglie arcobaleno" provenienti da ogni parte d'Italia scenderanno in strada per farsi conoscere e per rivendicare tutele che ancora non gli vengono riconosciute – ha concluso Giuseppina La Delfa – Sarà questa l'ennesima importante occasione per capirsi e cominciare, finalmente, a camminare insieme sulla strada del riconoscimento e del rispetto reciproco».

Ultima modifica ilSabato, 18 Aprile 2015 20:41

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