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  • Mercoledì 28 Giugno 2017 - Aggiornato alle 22:52

Isochimica, il Tar dĂ  ragione agli operai e boccia i prepensionamenti

Sentenza contro il decreto del Ministero del Lavoro. L’Associazione italiana esposti amianto esulta: ripristinato un principio di umanità

Isochimica, il Tar dà ragione agli operai e boccia i prepensionamenti

«Abbiamo avuto ragione, il nostro ricorso al Tar è stato accolto». L'Associazione Italiana Esposti Amianto commenta così la sentenza con cui il Tar del Lazio dichiara illegittimi e annulla pezzi del decreto attuativo emanato dal Ministero del Lavoro per disciplinare i prepensionamenti degli ex operai Isochimica affetti da gravi patologie asbesto correlate.

L'associazione, tramite l'avvocato Francesco Migliarotti, aveva presentato ricorso per conto di alcuni lavoratori dell'Isochimica provenienti da Salerno. «Il decreto – si legge in una nota- era in contrasto con la legge. I lavoratori interessati che hanno svolto attività di bonifica dell'amianto hanno diritto ad ottenere i benefici previdenziali richiesti. Il diritto è stato riconosciuto di fronte al fatto che non pochi lavoratori erano rimasti senza lavoro e senza pensione pur avendo lavorato in situazioni di elevata nocività ambientale che ha portato malattia e morte per diversi fra loro. Con la sentenza del Tar Lazio, è stato ottenuto il ripristino di una condizione umana. L'Aiea chiederà con forza al Ministero del Lavoro di non presentare ricorso al Consiglio di Stato, rendendo definitivo il pronunciamento».

Sulla sentenza, nei prossimi giorni, si terrĂ  una conferenza stampa dell'Aiea. Il Tar, di fatto, ristabilisce come requisito unico per l'accesso al beneficio, la malattia professionale riconosciuta dichiarando nullo parte dell'articolo due del decreto che poneva come paletti per accedere al fondo istituito con la Legge di StabilitĂ  2016, l'essere disoccupati al momento di presentazione della domanda all'Inps, e l'aver perfezionato i requisiti pensionistici negli anni 2016, 2017 e 2018, tenuto conto della contribuzione figurativa riconosciuta fino al raggiungimento del primo requisito contributivo, 31 anni utili. Requisiti che, questa la tesi del Tar, restringono la platea degli aventi diritto creando una disparitĂ  di trattamento contraria allo spirito della legge stessa.

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