Background ADV
  • Lunedì 19 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 14:32

Aias, lavoratori e pazienti insieme. “Ristabilire l’ordinario e certezze per il futuro”: le richieste dello sciopero

Alta adesione alla due giorni di sciopero indetta da Fp Cgil e Uil Fpl. D’Acunto: l’azienda inverta la tendenza

Aias, lavoratori e pazienti insieme. “Ristabilire l’ordinario e certezze per il futuro”: le richieste dello sciopero

E' partito questa mattina alle 8 lo sciopero di 48 ore dei lavoratori Aias delle sedi irpine di Nusco, Calitri e Avellino. Mancato pagamento degli ultimi otto stipendi, tredicesima 2017 arretrata e certezze per il futuro, è quanto chiedono non solo i circa cento lavoratori dell'ente attualmente commissariato dopo la bufera giudiziaria che lo ha travolto, ma anche i genitori dei bambini in cura presso le strutture irpine che si schierano al fianco dei terapisti dei loro bambini.

«Siamo preoccupati per i pazienti che hanno diritto ad avere terapie serie e continuative da parte di lavoratori che, al tempo stesso, hanno diritto alla serenità – commenta Marco D'Acunto, segretario della Fp Cgil che insieme alla Uil Fpl ha proclamato lo sciopero- Siamo fortemente preoccupati per l'accreditamento che la struttura di Avellino non ha e per il futuro di queste prestazioni che devono restare in Irpinia. I lavoratori hanno dato un'adesione massiccia allo sciopero, ancora più elevata dell'astensione di dicembre scorso, segno che sono ormai stanchi anche dell'atteggiamento dell'Aias nazionale che in queste ore ha licenziato un compagno sardo per l'attività sindacale svolta. A lui va la nostra solidarietà, all'Aias la richiesta di un cambio di atteggiamento immediato».

Si dicono esausti i lavoratori che da otto mesi, pur non percependo stipendio, continuano ad assistere i pazienti spastici. «Non avevamo altra strada che lo sciopero per sensibilizzare innanzitutto le istituzioni, Asl e Regione per primi, affinché si attivino per il mancato accreditamento che uno dei nodi principali da sciogliere a cui è strettamente collegato il futuro stesso dell'azienda – spiegano- Sugli arretrati ci rendiamo conto che i debiti della struttura sono tanti, le mensilità continuano ad accumularsi. Speravamo in una risposta più celere da parte dei commissari provinciali e di un intervento dell'Aias nazionale, che al momento non c'è stato. I pazienti sono preoccupati tanto quanto noi perché il loro futuro è legato al destino della struttura: loro sanno bene che, in queste condizioni, noi terapisti portiamo avanti una vera e propria missione».

Ci mettono la faccia, al fianco dei lavoratori, i genitori dei pazienti delle strutture Aias, bambini che per la cura delle loro problematiche necessitano di avere punti di riferimento sicuri e costanti. «Siamo preoccupati per i nostri terapisti che ci seguono da anni. Anche in questi mesi terribili non hanno mai smesso di lavorare e hanno garantito le terapie ai nostri bambini Ci mettiamo la faccia- spiegano i genitori- perché meritano tutta la nostra gratitudine. Ovviamente, siamo preoccupati anche per i nostri figli: se la situazione va avanti così non sappiamo che fine faranno. Se chiude una struttura per noi è un dramma e non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche per la qualità delle cure: in questo tipo di terapie la continuità del rapporto paziente terapista è fondamentale».

Ultima modifica ilLunedì, 29 Gennaio 2018 21:16

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.