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  • Sabato 23 Giugno 2018 - Aggiornato alle 21:19

Ipercoop: cresce la rabbia dei lavoratori. “Abbiamo detto no a condizioni disumane, non ad Az. Ce la giochiamo fino al 95°”

Presidio davanti allo store di Contrada Baccanico. I soci dalla parte dei dipendenti: la Coop siamo noi. Todisco: Regione e Mise in campo per capire che intenzioni ha l’azienda. La sensazione è che da Avellino parta un’operazione di smantellamento in tutto il Mezzogiorno

Ipercoop: cresce la rabbia dei lavoratori. “Abbiamo detto no a condizioni disumane, non ad Az. Ce la giochiamo fino al 95°”

«Lavoro e dignità noi non molliamo». I 138 lavoratori Ipercoop a cui l'azienda ha dato il ben servito dopo aver avviato la cessione del punto vendita al gruppo calabrese Az (leggi qui), non abbassano la guardia e si riuniscono numerosi al presidio permanente che ormai da settimane va avanti dinanzi alla sede di Contrada Baccanico. Al loro fianco anche una rappresentanza dei soci coop: tutti insieme ora chiedono alla Regione, dove è previsto un tavolo per il prossimo 5 giugno, e al Ministero dello Sviluppo Economico, di farsi carico della vertenza ed evitare l'ennesimo dramma occupazionale made in Irpinia.

«Fino al 95esimo noi ci speriamo sempre e aspettiamo l'appuntamento in Regione. Mi auguro che in quella sede Coop faccia marcia indietro e mostri la volontà di rilanciare la sua presenza sul territorio- commenta Luigi Ambrosone della Filcams Cgil- Non ci siamo mai sottratti al passaggio con Az ma non a quelle condizioni disumane che ci venivano prospettate. Non abbiamo mai osteggiato la trattativa, né lo faremo eventualmente con altri soggetti interessati, fermo restando però la salvaguardia di tutti i 138 lavoratori e le condizioni contrattuali inserite nel piano aziendale. In attesa del tavolo in Regione, raddoppieremo i presidi e alzeremo il livello della mobilitazione con i colleghi delle organizzazioni sindacali nazionali. Posso già annunciare che c'è la proclamazione dello stato di agitazione dei cinque punti vendita Distribuzione centro Sud della Campania e del Lazio».

Al presidio anche i soci coop che solidarizzano con i lavoratori e sollecitano interventi istituzionali. «Siamo qua a portare solidarietà ai lavoratori, 138 persone di cui alcuni addirittura marito e moglie questo vuol dire una vera e propria tragedia. Come soci e come cittadini di Avellino chiediamo con forza la riapertura dell'ipermercato- spiega Anna Catena, presidente dei soci - La Coop ad Avellino ha radici storiche, oltre trenta anni fa nasceva a Solofra e avevamo una piccola cooperativa, intitolata a Guido Rossa, poi assorbita da Coop Toscana- Lazio. Da sempre abbiamo condiviso i valori fondanti della cooperativa e contribuito a diffonderli sul territorio. Come presidente del comitato soci mi sembra di rivivere il dramma di venti anni fa, quando la struttura veniva chiusa e riaperta. Continueremo a batterci affinché la Coop resti ad Avellino, per i soci, per i lavoratori, per la nostra storia. Siamo 17mila soci e la nostra tessera non è una semplice fidelity card ma un simbolo di appartenenza. Per questo chiediamo un aiuto a tutte le istituzioni per far sì che questa struttura riapra».

Al presidio anche il consigliere regionale Francesco Todisco che chiede all'azienda di fare chiarezza su quanto accaduto e chiama in causa il Mise. «La Coop venga a parlare al tavolo istituzionale convocato in Regione, quella è la sede in cui dire la verità su quelle che sono le sue intenzioni. Non credo che Coop possa permettersi di buttare a mare in questo modo una tradizione come quella che si è consolidata ad Avellino, né credo che possa gettare tutti gli investimenti fatti in questi anni. Venga a parlare con la rappresentanza dei lavoratori e dei soci, perché non dobbiamo mai dimenticare che quelli coop non sono semplici centri commerciali. Le istituzioni sapranno dire come accompagnare un percorso diverso, ma per farlo è necessario che l'azienda sua chiara» incalza Todisco. E sulla perdita di sei milioni di euro negli ultimi tre anni, addotta da Distribuzione Centro Sud come motivazione per la chiusura del punto vendita di Contrada Baccanico, il consigliere regionale replica «appare quantomeno strano che questa vicenda esca fuori così all'improvviso. La sensazione è che Avellino sia solo il primo tassello per smantellare gli iper nel resto della Campania e del Mezzogiorno. Per questo ritengo che, parallelamente al tavolo regionale, vada battuta la strada del coinvolgimento del Mise. Partiamo da qui per capire Coop cosa intenda fare dei suoi investimenti e dei suoi contenitori in questa parte di Paese».

Ultima modifica ilGiovedì, 31 Maggio 2018 12:19

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