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  • Lunedì 25 Marzo 2019 - Aggiornato alle 11:42

Novolegno, fumata nera al Mise: confermata la chiusura

Fantoni non si presenta neanche al tavolo ministeriale lasciando all'ad Barzazi l'onere di confermare la chiusura. Il management vuole abbandonare il sud Italia

Novolegno, fumata nera al Mise: confermata la chiusura

Non giungono buone notizie dal tavolo convocato al Mise per la vertenza Novolegno. Il gruppo Fantoni ha confermato la chiusura dello stabilimento e non ha aperto ad alcuna trattativa gettando nello sconforto i 117 lavoratori e relative famiglie.

Al tavolo presieduto da Giorgio Sorial vice Capo di Gabinetto del Ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio hanno partecipato anche la deputata irpina del M5S Maria Pallini, l'assessore regionale al lavoro Antonio Marchiello, il consigliere Francesco Todisco, il primo cittadino di Montefredane Valentino Tropeano, delegati di Confindutria e tutti i rappresentanti dei sindacati di categoria. Per il gruppo Fantoni l'ad Giorgio Barzazi ha confermato la volontĂ  della proprietĂ  di chiudere lo stabilimento a causa delle gravi perdite di bilancio accumulate in questi anni. "Abbiamo fatto diverse proposte tra cui anche la conversione della fabbrica. Chiesta la disponibilitĂ  a temporeggiare per trovare anche insieme un altro imprenditore interessato ad investire. Ci siamo trovati davanti un muro di gomma" commenta Antonio Di Capua della Fillea Cgil. I bilanci in perdita innanzitutto ma anche la mancanza di prospettiva lavorativa nel Mezzogiorno "l'azienda ha confermato quanto detto nella riunione di Confindustria ad Avellino. Nessuna disponibilitĂ  a ritornare sui suoi passi. Abbiamo riscontrato la contrarietĂ  del Governo a questa scelta sia per la celeritĂ  con cui si è scelto di chiudere che per le motivazioni senza margine di trattativa". Il tavolo resta aperto, ad Aprile una nuova convocazione "ma siamo pessimisti" sottolinea Di Capua annunciando la partecipazione allo sciopero generale proclamato a Roma domani ed una nuova assemblea con i lavoratori sabato dove saranno discusse le azioni da intraprendere. 

"Non è tollerabile l'atteggiamento della proprietĂ  che non intende ritirare la procedura di mobilitĂ  dei lavoratori, non offrendo, quindi, la possibilitĂ  alle istituzioni e alle rappresentanze sindacali di lavorare a un'ipotesi di rilancio o di riconversione dell'azienda. Continueremo a fare la nostra parte perchĂ© i lavoratori siano rispettati in tutti i loro diritti" commenta Francesco Todisco. - In aggiornamentoNovolegno Todisco

Deluso il sindaco di Montefredane Valentino Tropeano "hanno ribadito la loro posizione ma riteniamo incomprensibili le motivazioni. La chiusura improvvisa dello stabilimento è incomprensibile. Parlano di bilanci in TROPEANOperdita ma le commesse ci sono e lo dimostra la piena operatività della fabbrica in questi giorni". L'assenza di Fantoni al tavolo è un brutto segnale "poteva venire a parlarci direttamente. Siamo convinti che qualcosa non funziona". Come già ribadito nel consiglio comunale straordinario a Montefredane il gruppo non avrà vita facile se confermerà la decisione di andare via da Pianodardine "dall'interno dello stabilimento non si muoverà nulla. Non consentiremo di trasportare i macchinari altrove. L'azienda dovrà preoccuparsi di bonificare l'intera area ed occuparsi della tutela e sorveglianza della stessa. Non hanno voluto sentire ragioni, neanche verificare la disponibilità di altri imprenditori".

Ultima modifica ilVenerdì, 15 Marzo 2019 15:20

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