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  • Venerdì 26 Aprile 2019 - Aggiornato alle 05:41

Dall'Irpinia all'Europa per seguire la prospettiva del distretto rurale

A Bisaccia confronto del Gal Irpinia con Petracca e Cozzolino. L'Europarlamentare: “Nuova centralità alle aree interne”

Dall'Irpinia all'Europa per seguire la prospettiva del distretto rurale

La prospettiva è quella del distretto rurale e per incrociarla è necessaria una filiera istituzionale che parta dal territorio e arrivi in Europa, è questa la premessa metodologica e di contenuto scelta dal GAL Irpinia per un incontro che si terrà mercoledì, 17 aprile, con inizio alle ore 17.30 presso il Castello Ducale di Bisaccia.

"Un Distretto Rurale per lo Sviluppo delle Aree Interne, il modello GAL Irpinia. Le opportunitĂ  del Piano di Sviluppo Locale e le proposte Europee e Regionali", questo il tema dell'appuntamento che intende essere l'occasione di confronto su tematiche di grande rilievo sul terreno dello sviluppo e della crescita territoriale.

Dopo i saluti di Marcello Arminio, Sindaco di Bisaccia, e di Francesco Tartaglia, Assessore alle attivitĂ  produttive del Comune di Bisaccia, l'introduzione ai lavori sarĂ  a cura di Giovanni Maria Chieffo, Presidente del GAL Irpinia. Interverranno Nicola Giordano, Responsabile del settore di coordinamento del Gal Irpinia, Mario Grasso, Direttore della Confederazione Italiana Agricoltori Campania, Salvatore Loffreda, Direttore Coldiretti Campania, e Filippo Diasco, Direttore Generale Politiche Agricole Regione Campania. Le conclusioni saranno affidate a Maurizio Petracca, Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania e ad Andrea Cozzolino, Europarlamentare Vicepresidente Commissione per lo Sviluppo Regionale.

«Il tema dell'incontro di Bisaccia, promosso dal Gal Irpinia – commenta l'europarlamentare Andrea Cozzolino a cui saranno affidate le conclusioni del confronto di mercoledì – è perfettamente in linea con quanto stiamo facendo a livello europeo, in particolare con la proposta di regolamento dei fondi strutturali europei 2021-27 approvata nelle settimane scorse e di cui sono stato relatore. La proposta, infatti, rappresenta una vera e propria svolta dopo anni di rigore e affida una nuova centralità ai piccoli Comuni, ai sindaci, alla filiera degli enti locali, alle aree svantaggiate e con difficoltà di accesso ai servizi di base. La mia proposta - fatta propria dal Parlamento europeo - è che almeno il 5% del nuovo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale dovrà essere destinato a queste aree, contribuendo in maniera determinante ad azioni che, fino ad oggi hanno visto protagonisti altri strumenti, in particolare i PSR. Non è un caso, infatti, che queste risorse dovranno essere destinate ad azioni integrate - infrastrutturali e sociali - di cui dovranno beneficiare i piccoli comuni, anche per finanziare lo sviluppo di "villaggi rurali intelligenti", determinanti, a nostro modo di vedere, per riavvicinare le aree più svantaggiate ai centri di interesse socio-economici e ai servizi di base».

«Per questo – aggiunge Cozzolino - anche i Gruppi di Azione Locale, sui fondi destinati all'agricoltura, potranno avere un protagonismo diverso rispetto a quanto previsto nella programmazione 2014/2020. In questo senso l'idea di mettersi al centro di un'area omogenea, guidando il processo di costituzione di un distretto rurale, rappresenta un punto di partenza tutt'altro che secondario».

«Il nostro obiettivo – così conclude l'europarlamentare Cozzolino – è quello di riportare i cittadini al centro dell'azione dell'Unione Europea, liberare più risorse, recuperare realtà importanti come quelle delle aree interne e rurali: la politica di Coesione resta fondamentale in questo senso ed è a questo che dovremo lavorare nei mesi a venire senza esitazioni. Per la prima volta, con la proposta appena approvata, abbiamo portato al centro dell'attenzione quelle aree che, negli ultimi dieci anni, più di altre hanno risentito della crisi e delle politiche di austerità. E lo abbiamo fatto introducendo meccanismi di flessibilità, liberando maggiori risorse, semplificando l'accesso ai fondi europei e rafforzando la capacità amministrativa. Dall'Europa, passando per le Regioni ed arrivando alla governance locale, mi pare che ci sia una linea di continuità e che si registri una sintonia che lascia presagire risultati significativi per i nostri territori».

Ultima modifica ilLunedì, 15 Aprile 2019 12:48

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