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Pensioni, a Roma esplode la rabbia degli esodati. È caos sui numeri A finire sotto accusa sono stati i numeri ‘ballerini’ del Governo: guarda caso ieri, alla vigilia della manifestazione, sono stati diffusi dal ministero del Lavoro dei ‘dati ufficiali’, attesi da settimane, secondo i quali “gli esodati sono circa 65mila e non richiedono risorse aggiuntive. Abbiamo dato una risposta a questa situazione, l’allarmismo è ingiustificato”. I conti, però, non tornano: l’Inps dice che sono 130mila, i sindacati rilanciano e dicono 300mila. Ma qual è il dato reale? Proviamo a far chiarezza: i 65mila indicati dal governo sarebbero solo gli esodati del prossimo biennio, mentre se si considerano i prossimi quattro anni si arriverebbe a circa 300mila. Quindi, la questione è tutt’altro che risolta. Come, però, ha sottolineato il leader della Fiom, Maurizio Landini, “non è un problema di numeri, ma di persone che hanno dei diritti che vanno garantiti”. Che siano 65mila o 300mila, ci sono comunque tante, troppe persone che si trovano in un vero e proprio limbo, essendo senza lavoro e senza pensione. Al termine del corteo, in piazza Santi Apostoli, i sindacati hanno sottolineato che la decisione del governo di negare l’esistenza di un problema serio come quello degli esodati non è un buon punto di partenza per arrivare ad una soluzione ed hanno ribadito che fino a quando non ci sarà il giusto interesse per la questione, si andrà avanti con le manifestazioni. Inoltre, il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha lanciato un appello: "Fornero tolga la testa dalla sabbia e ci convochi per rassicurare i lavoratori e stabilire criteri adeguati per gli esodati". Al governo al momento non appare chiaro che non si salva l’Italia senza salvare i lavoratori: fino a prova contraria, gli esodati rientrano in questa categoria, anche se si sta facendo di tutto per farli passare come dei ‘fantasmi’. Gabriele Galluccio (venerdì 13 aprile 2012 alle 17.35) |
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