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  • Sabato 18 Novembre 2017 - Aggiornato alle 12:59

Acqua, il pragmatismo vince sulla politica che guarda al passato

Dall'assemblea dell'Alto Calore è venuta fuori netta la differenza tra chi governa e deve scegliere e chi invece ha in mente altro

L'assemblea dell'Alto Calore può essere letta in tanti modi e tutti legittimi. Una cosa, però, ci è sembrata emergere in maniera evidente dal lunghissimo dibattito e cioè la separazione, netta, tra l'amministratore ed il politico. Lì,  proprio in quella sala dove nel corso degli anni quei ruoli si erano mischiati diventando una zuppa indigeribile e ,ancor piĂą spesso, rancida, sono apparsi, questa volta, distinti e distanti. Non c'era un nuovo Cda da nominare e una nuova maggioranza da spingere alla conquista dell'ente, si trattava, invece, di discutere, di uscire fuori con un orientamento che avviasse un percorso comunque non breve. Un percorso che alla fine, qualunque sarĂ  la soluzione prescelta, cambierĂ  in maniera sostanziale la vicenda del servizio idrico integrato. Non solo. Essendo una decisione le cui ricadute toccano la carne viva delle comunitĂ , incidono in maniera forte sulle casse dei comuni, non è una scelta che possono prendere i politici. O almeno non coloro che immaginano di anteporre il loro essere espressione di una forza politica, e di una corrente all'Interno di essa, prima del loro essere amministratori, guida di una comunitĂ , anche di quella parte che non li ha votati.

Questa è una vicenda che riguarda i sindaci e che la politica, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, deve soltanto accompagnare e non ostacolare. Ieri, dicevamo, la separazione e' stata netta, ma chi ha parlato "solo" il linguaggio della politica è andato fuori traccia, riproponendo la solita contrapposizione tra pubblico e privato (oramai fuori luogo in questa vicenda) e pensando che più che una scelta strategica la questione fosse invece la conquista del vertice o il cambio di maggioranza. No, ieri la questione era un'altra e in quella sala c'era bisogno di fare gli amministratori. E sono stati proprio loro a dirlo, più di uno, in modo chiaro: mi spoglio delle vesti di rappresentante di partito - tutti lo hanno rimarcato - perché oggi rappresento una comunità. Il pragmatismo degli amministratori ha allontanato il rischio che ci si avvitasse intorno ad una sterile discussione su pubblico e privato, su Alto Calore da salvare a qualunque costo e poi si vedrà. I sindaci, che sono anche soci, hanno certo bisogno di altri elementi per decidere, compreso il dibattito nei rispettivi consigli comunali, ma per grandi linee quei numeri li conoscono già e sanno che non possono indurre all'ottimismo

Assemblea Alto Calore 17Il lucido intervento del presidente della provincia, Domenico Gambacorta, in qualità di sindaco di Ariano, lo ha dimostrato. Gambacorta è all'opposizione di questa gestione ed ha ribadito di essere un sostenitore della gestione interamente pubblica, allo stesso tempo ha messo tutti di fronte alla necessità di evitare di chiudersi in sterili pregiudizi o fare inutili questioni di principio. Dobbiamo trovare il modo - ha detto - di individuare il percorso migliore per tutelare gli interessi pubblici, in sostanza senza escludere alcuna possibilità. Allo stesso modo il sindaco di Lioni, Rodolfo Salzarulo, pur non votando la proposta finale, ha ammesso di essersi presentato in assemblea senza avere riserve sulla possibile aggregazione, concentrando la sua attenzione su altro tipo di problemi che pure vanno tenuti in primo piano. Insomma, davanti agli occhi di un amministratore, il privato non è qualcosa da combattere per principio o per calcolo ma una possibile opportunità da sfruttare se ne vale la pena per il Assemblea Alto Calore 321territorio, le casse comunali e le tasche dei cittadini. Questo, ci pare, sia venuto fuori da quasi tutti gli interventi, tra i quali non c'è stato quello del sindaco di Avellino. Foti non ha partecipato al voto allegando agli atti l'ordine del giorno approvato all'unanimità dal consiglio comunale del capoluogo. Un ordine del giorno che lo vincola, un ordine del giorno frutto di una mediazione tra interessi politici e ispirato dal pragmatismo degli amministratori. Un ordine del giorno, per come è stato composto e per quello che si prefigge, a nostro avviso decisamente sbagliato.

Ultima modifica ilSabato, 12 Marzo 2016 01:22

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