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  • Sabato 27 Maggio 2017 - Aggiornato alle 08:18

Amministrative in Irpinia: la sagra della convenienza

Sindaci che guardano agli enti e alla carriera, partiti che pensano ai congressi e cittadini che cercano piaceri. E nel capoluogo sarà anche peggio…

Amministrative in Irpinia: la sagra della convenienza

Il prossimo 11 giugno, come tutti ormai sapete, si svolgeranno le elezioni amministrative. I Comuni irpini coinvolti sono: Atripalda, Baiano, Capriglia Irpina, Chianche, Flumeri, Fontanarosa, Montemarano, Pietradefusi, Prata, Pratola Serra, Santo Stefano del Sole, Sirignano e Solofra.

Da diverse settimane ascoltiamo annunci, parole d'ordine, promesse e proclami. Alcuni, in verità, non ci sono giunti del tutto nuovi, per cui siamo andati a cercare nei nostri archivi gli articoli legati alle passate elezioni amministrative per dare un'occhiata e comprendere il perché.

A venire fuori è un quadro avvilente: stessi personaggi, stessi vocaboli, stessi orizzonti disegnati (e mai raggiunti, ndr.). Le sole differenze sono da ricercarsi nelle alleanze che a ogni giro cambiano in base alla convenienza.

Ed è proprio della convenienza che caratterizza le sfide elettorali che vogliamo parlare. Fare il sindaco, diciamocelo chiaramente, conviene. Non tanto perchĂ© si gestisce una fetta di potere locale (che pure non dispiace in un momento di crisi) quanto perchĂ© rappresenta un trampolino di lancio per posti meglio posizionati sotto il sole. Dalla poltrona di sindaco, infatti, è possibile lanciare l'assalto agli enti di servizio (altrimenti la manina in assemblea non si alza), al consiglio regionale e, perchĂ© no, al Parlamento. Non è un caso che i primi cittadini si riuniscano presso le sedi dei partiti di appartenenza solo ed esclusivamente per discutere di equilibri e posizionamenti, con buona pace del tanto sbandierato interesse collettivo.

Altra convenienza, visto che l'abbiamo appena citata, riguarda appunto i partiti. Oggi, in veritĂ , non ce ne sono molti in giro, ma quanto sta accadendo nel Pd irpino è emblematico. Ci entra chiunque, quando vuole, come vuole e a prescindere dal proprio percorso politico e lo fa, indovinate un po', perchĂ© conviene. Far parte di un partito, infatti, è necessario per raggiungere le postazioni di cui sopra. Sembra quasi un vecchio slogan della Pasquetta "porte aperte a chi porta". E così, si portano in dote una fetta di voti e qualche tessera utile al congresso e la porta si spalanca a chiunque e buona notte all'ideale, alla linea e alla bandiera.

Quindi la terza convenienza elettorale, che è quella che riguarda i cittadini. Già, perché se per decenni ci ritroviamo gli stessi volti nelle amministrazioni la ragione è banale: c'è chi quei volti li vota. Perché? Risposta ancora più banale: perché conviene. Perché si tratta di un amico, di un parente, che se proprio non potrà impegnarsi per far spuntare un posto di lavoro, quanto meno potrà risolvere qualche problemuccio di carattere amministrativo, magari facendo passare una pratica dal fondo alla cima della pila. Quest'ultimo elemento è probabilmente il più inquietante perché l'ambizione becera di un singolo non avrebbe respiro senza una massa che la supporta. E parliamo poi di quella stessa massa che sovente si lamenta dello status quo (ma questa è un'altra storia).

Per comprendere in maniera compiuta tale aspetto, però, è meglio attendere il 2018, quando al voto ci andrà il Comune capoluogo, più grande degli attuali e, per questo, meno legato, anche se per niente estraneo, a logiche familiari. La carica a Palazzo di Città ha già avuto inizio e si stanno facendo strada volti (tristemente) noti supportati dai propri clienti. Ce li ritroveremo tutti lì, a garantire un orizzonte roseo per Avellino, a lanciare idee rivoluzionarie e a proporre merito, trasparenza e legalità. Se proprio qualcuno di questi signori è invecchiato troppo negli anni, ci proporrà un figlio, un nipote, un sodale.

Chiaramente, noterete un piccolo dettaglio: le squadre si mescoleranno, per cui, tanto per fare un esempio, chi la scorsa volta parlava dell'attuale sindaco come di un angelo salvatore piombato giĂą dal cielo, stavolta ne parlerĂ  come di un incompetente se non addirittura di un criminale e, magari, accadrĂ  anche il contrario.
A farlo notare a lor signori non ci si guadagna granché, perché le risposte sono sempre le stesse: si va dall'errore di calcolo al vero e proprio tradimento della fiducia, ma nessuno dirà mai che le proprie personali aspettative sono state disattese per cui è necessario cambiare cavallo.

E la coerenza? Che vada a farsi benedire. Lo abbiamo detto in premessa: l'unica cosa che conta è la convenienza.

Ultima modifica ilVenerdì, 21 Aprile 2017 00:32

2 commenti

  • Max
    Max Venerdì, 21 Aprile 2017 08:25 Link al commento

    Ad Atripalda "tengo famiglia"

  • Candido
    Candido Giovedì, 20 Aprile 2017 08:39 Link al commento

    Scusate se mi permetto, fossi in voi aprirei gli occhi su quanto sta accadendo ad Atripalda. Hanno fatto tanto casino e messo il bastone tra le ruote a Spagnuolo che non ha operato bene in 5 anni e ripropongono con forza un certo Tuccia che a Spagnuolo ha fatto la stampella. Ma piĂą che su di loro guardate il collegamento che ha all'interno del pd atripaldese e la campagna elettorale su alcune testate locali.

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