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  • Sabato 27 Maggio 2017 - Aggiornato alle 08:17

Comune, D’Ercole: «Foti non ha una maggioranza, il Pd è la causa del disastro cittadino»

L’ex consigliere comunale di centrodestra guarda alle prossime elezioni nel capoluogo: «Ci sarà una grande frammentazione. Da Cipriano a Festa sono troppi i galli nel pollaio»

Comune, D’Ercole: «Foti non ha una maggioranza, il Pd è la causa del disastro cittadino»

«Se il bilancio passa con 11 voti in seconda convocazione, vuol dire che 21 consiglieri non sostengono l'amministrazione: bisogna prenderne atto». A parlare è uno degli esponenti di punta del centrodestra irpino, Giovanni D'Ercole.

D'Ercole, partiamo dalle amministrative di giugno. Come si sta organizzando il centrodestra?
«Per rispondere a questa domanda è necessaria una premessa: nella prossima competizione amministrativa ci saranno solo due Comuni in cui potrebbe emergere un dato politico e sono Atripalda e Solofra. Soprattutto nel secondo, si individuano formazioni marcatamente di centrosinistra e di centrodestra che andranno a scontrarsi ed è lì che ci stiamo già attivando da tempo per fare la nostra parte. Negli altri centri, è evidente, sarà il civismo a farla da padrone, per cui ovunque sarà possibile individuare soggetti appartenenti a questa o a quella forza politica, facendo emergere semplicemente un dato locale».
Al di là dei piccoli centri, il civismo, ormai, sembra caratterizzare ogni competizione elettorale. Lei che idea s'è fatto?
«Il civismo sfrenato di oggi è figlio di partiti che non sono più capaci di essere inclusivi. Un esempio su tutti è rappresentato dal Comune di Avellino dove c'è un Pd che detiene la maggioranza assoluta, ma non è mai stato in grado di eleggere un segretario e un direttivo cittadini. La verità è che ormai i partiti sono scissi dalla realtà amministrativa mostrandosi interessati esclusivamente ad organizzare posizionamenti interni per liste e listini bloccati. Questo discorso, chiaramente, tocca il centrosinistra quanto il centrodestra».
Visto che lo ha citato, passiamo al Comune di Avellino. Tra poche settimane ci sarĂ  da approvare il bilancio: secondo lei cosa accadrĂ ?
«Non so cosa accadrà, tuttavia, stando alle voci che mi è capitato di sentire ultimamente, sembra che ci siano pezzi del Pd che accarezzano l'idea di favorire l'avvento di un commissario per ricreare un clima simile a quello che seguì l'esperienza Galasso 5 anni fa. Un clima utile ad allontanare quella che è una oggettiva esperienza amministrativa fallimentare dal Pd. Sinceramente, mi auguro che si eviti una sciocchezza del genere, anche perché si sarebbe potuto mettere fine a questa esperienza qualche tempo fa consentendoci di andare alle urne già a giugno».
Crede che Foti sia nella condizione di continuare a governare?
«Su questo il dato è chiaro: non esiste più una maggioranza a Palazzo di Città. Il voto al bilancio definisce chi è in maggioranza e chi è all'opposizione, per cui se la pratica dovesse passare, come negli anni scorsi, con 11 voti a favore in seconda convocazione, vorrebbe dire che ben 21 consiglieri non sostengono l'amministrazione. Peccato che ormai questi numeri da tempo non facciano più notizia».
Cosa pensa del ruolo svolto dall'opposizione in questi anni?
«L'opposizione, purtroppo, non ha saputo sfruttare le occasioni che ha avuto per dare scacco matto al sindaco. Penso, soprattutto, al calcio di rigore avuto nei mesi scorsi e fallito a porta vuota con quella storia del patto dei cento giorni. Insomma, i consiglieri di minoranza sono stati capaci di farsi prendere in giro da Foti, la qual cosa non depone bene. Per certi versi ricordano i Cinque Stelle, che in Parlamento abbaiano ma non mordono».
Commissario o meno, il prossimo anno si andrĂ  al voto. In quale scenario?
«Immagino una forte scomposizione, anche maggiore di quella che abbiamo registrato l'ultima volta. Questo perché i galli nel pollaio sono tanti».
Ad esempio?
«Ad esempio Luca Cipriano, che sta creando un'associazione evidentemente finalizzata alla sua candidatura a sindaco, anche se non si capisce bene se interna o esterna al Pd. Nel primo caso, ci troveremmo di fronte all'ennesima presa in giro, in quanto il problema di Avellino è proprio il Pd, che negli anni ha sempre espresso una classe dirigente incapace».
Cipriano, però, non è l'unico ad agitarsi.
«Naturalmente, infatti ho parlato di tanti galli. C'è Gianluca Festa in asse con Livio Petitto, poi c'è il Pd ufficiale che non sembra gradire né Cirpiano né Festa, e, ancora, ci sono i Cinque Stelle che, probabilmente, otterranno un risultato migliore rispetto a quattro anni fa. Senza dimenticare la sinistra di Giancarlo Giordano, la compagine di Costantino Preziosi e, chiaramente, il centrodestra».
Che campagna elettorale immagina?
«Auspico una campagna elettorale basata sulle questioni di Avellino. L'ultima volta abbiamo assistito solo a discussioni sterili, a parate e passerelle come quella sul centro per l'autismo; abbiamo ascoltato promesse non mantenute sulla cittadella giudiziaria, i lavori pubblici e la manutenzione del verde e dei parchi. Spero, perciò, che stavolta si riesca davvero a definire una prospettiva concreta per Avellino, visto che sta lentamente morendo a causa di una volontà precisa di chi l'ha gestita fino ad oggi».
Voi come vi state organizzando?
«Noi abbiamo lanciato delle idee che adesso intendiamo concretizzare. Proporremo una piattaforma di impegno per spiegare cosa vogliamo fare, come e quando. Naturalmente, rivendichiamo la nostra appartenenza al centrodestra, ossia ad un'area politica che è sempre stata all'opposizione in questa città e che quindi non ha alcuna responsabilità nel disastro che è sotto gli occhi di tutti, ma invitiamo tutti i cittadini che credono nella necessità di una svolta, anche quelli che in passato hanno votato per il centrosinistra ed oggi sono delusi, a darci una mano affinché si possa dar vita ad una vera e propria opera di disincrostazione al Comune di Avellino».

Ultima modifica ilVenerdì, 21 Aprile 2017 23:05

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