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  • Mercoledì 28 Giugno 2017 - Aggiornato alle 22:53

L'Alto Calore è in liquidazione, responsabilità di tutti. La Regione deve intervenire per l'emergenza idrica

Il deputato irpino Carlo Sibilia ha incontrato il presidente De Stefano per discutere della carenza di acqua in Irpinia: “Dal 2014 la Regione è a conoscenza del problema ma non interviene, la Puglia deve restituirci almeno 500 litri al secondo" e sulle cause del forte indebitamento “solo chi non ha messo mani in questo ente non è responsabile”

L'Alto Calore è in liquidazione, responsabilità di tutti. La Regione deve intervenire per l'emergenza idrica

"In queste ente non ha responsabilità solo chi non ci ha messo le mani. Nessuno deve sentirsi assolto". Il deputato irpino del M5S Carlo Sibilia questa mattina si è recato all'Alto Calore Servizi dove ha incontrato il presidente Raffaello De Stefano per avere contezza delle problematiche dell'ente e le cause dell'emergenza che quotidianamente coinvolge a turno tra i 20 ed i 30 comuni.

"L'Alto Calore è un'azienda in liquidazione, l'hanno bevuta tutta negli anni a causa delle clientele e si trova in una situazione in cui non si sarebbe dovuto trovare. Le responsabilità politiche sono a 360 gradi, mentre i manager che si sono succeduti sono intervenuti in ritardo" dichiara Sibilia al termine dell'incontro. Nel mirino soprattutto l'Udc, promotore e firmatario dell'accordo che concede l'acqua alla Puglia "ancora oggi paghiamo lo scotto dei due consigli di amministrazione voluti dodici anni fa. De Mita, D'Ercole tutti hanno responsabilità per quanto sta accadendo".

L'emergenza però non si risolve parlando degli errori del passato, la realtà restituisce un quadro drammatico e solo domani si proverà a trovare una soluzione con gli enti preposti "L'Irpinia si trova a far valere le proprie ragioni al tavolo con la Regione, siamo i depositari di una risorsa importante che ci viene tolta per abbeverare un bacino di 5milioni di persone. Abbiamo strutture che devono essere riviste da parte dei sindaci, e bisogna agire tempestivamente sulla rottura di una pompa segnalata nel 2014 e che oggi provoca l'emergenza idrica. Non è possibile che accada questo nel terzo bacino idrico più grande d'Europa. Purtroppo buttiamo 100milioni di euro per la Pavoncelli bis, un'opera inutile, invece di rifare le reti.

ProgettualitĂ  e programmazione nelle parole di Sibilia che sa di non poter dare risposte nell'immediato ai cittadini per l'emergenza idrica oggi "il progetto dell'Acs è a lungo termine, ma la Regione è a conoscenza dal 2014 che l'impianto di Cassano Irpino ha bisogno di interventi urgenti. Sappiamo che abbiamo bisogno di una parte dell'acqua che diamo a Puglia, ci servono almeno 500 litri al secondo. C'è un impianto in manutenzione a Desio che serve 89 comuni e che gli impianti in generale sono datati 1971 e devono essere rinnovati". 

Ma è anche sul recupero crediti che Sibilia pone l'accento "in ritardo ma ci si sta muovendo a recuperare degli importi che garantirebbero gli investimenti. Serve un piano strutturale anche per la riduzione delle spese energetiche"

Ultima modifica ilMartedì, 20 Giugno 2017 08:36

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