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  • Mercoledì 22 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:05

Per governare una città ci vuole amore e passione. Anche Avellino ha bisogno di un po’ di Dema e noi ci candideremo: la lezione di De Magistris

Il sindaco di Napoli in città per presentare il suo ultimo libro. “Io un populista? Sì, se questo vuol dire saper stare tra la gente e restituire voce agli ultimi

Per governare una città ci vuole amore e passione. Anche Avellino ha bisogno di un po’ di Dema e noi ci candideremo: la lezione di De Magistris

Non esiste una ricetta esportabile ovunque, ma una serie di ingredienti per un piatto buono. Onestà, amore e passione: il mix perfetto per governare Napoli come Avellino. Luigi De Magistris lancia la sfida al capoluogo irpino e annuncia: «alle amministrative del 2018 Dema si candiderà con una propria lista. Avellino è una realtà fondamentale per rivoluzionare il Mezzogiorno prima, il Paese poi partendo dai beni comuni».

Il sindaco di Napoli ospite al circolo della stampa per presentare il suo ultimo libro "La cittĂ  ribelle", un racconto, corredato dai contributi di intellettuali come Erri De Luca e Maurizio De Giovanni, del cambiamento della cittĂ  nei sei anni di governo di quello che dai piĂą viene definito il sindaco Masaniello o il Salvini del Sud. Intervistato da Gianni Colucci, giornalista de Il Mattino, De Magistris racconta la cittĂ  e la sua esperienza, con lo sguardo rivolto ad ampliare l'esperienza amministrativa che, contro i piĂą grandi partiti e movimenti, ha visto il popolo napoletano riconfermargli fiducia con un secondo mandato.

«Il nostro è un Paese strano dove spesso la normalità viene considerata sovversione e la devianza normalità. Da uomo delle istituzioni, prima da magistrato poi da sindaco, ho provato a far sempre camminare insieme legalità e giustizia. Un percorso complicato: a Napoli stiamo dimostrando che dando forza alla gente, ripartendo dai valori semplici come l'autonomia e il coraggio, l'onestà, i beni comuni e la democrazia partecipativa, si possono migliorare servizi e qualità della vita anche senza soldi. Una città che si ribella al sistema, di corruzione e mafia che inquina la politica» spiega. Ed è questo che racconta il libro: «la storia di Dema è una vicenda umana vera fatta di passione ed amore, ma soprattutto dell'orgoglio di lavorare insieme ai Napoletani alla trasformazione di una città che fino a sei anni fa era piena di munnezza e che oggi invece riesplode nella sua bellezza, ricca di cultura, turismo e voglia di riscatto».

L'occasione anche per rispondere al collega di Benevento, Clemente Mastella che si dice, in caso di condanna, pronto a fare il sindaco di strada proprio come lui: «sono contento che il Benevento sia in serie A e non vedo l'ora di vederlo giocare con il Napoli- ironizza- Personalmente non auguro mai a nessuno di essere condannato, perchĂ© questo vorrebbe dire essere colpevoli. Chiaramente di Mastella non condivido nulla, proprio tra qualche giorno ricorrono i dieci anni da quando questo signore è stato Ministro della giustizia e chiese il mio trasferimento da Catanzaro per alcune delicate inchieste che stavo conducendo. Mastella è solo un avversario politico, ma lo ricordo con grande rammarico come ministro di questo paese».

Poi la sfida ad Avellino: «stiamo lavorando molto in Irpinia e nel capoluogo, in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno. Abbiamo intenzione di costruire un movimento politico senza confini e questa realtà, quasi una continuazione della città metropolitana, è fondamentale per ripartire dai beni comuni. Saremo presenti con un candidato e una lista Dema ad Avellino sperando di suscitare interesse ed entusiasmo. La nostra è una testimonianza che si può portare anche altrove, fermo restando le differenze di ogni realtà. Non saremo spettatori neanche alle Europee e alle prossime regionali, poi se la passione e la forza mi sosterranno, ci candideremo a guidare il Paese, ma solo dopo aver concluso il mandato di sindaco di Napoli».

Un affondo anche alla segretaria regionale del Pd Assunta Tartaglione che proprio ieri ha accusati De Magistris di affondare l'Azienda Napoletana Mobilità mentre la Regione ha salvato l'Eav «dimenticando di dire che il Governo ha dato 650 milioni di euro per non far morire l'azienda, mentre noi stiamo salvando la nostra società con modalità autoctone ma forti senza avere l'elargizione di denaro pubblico e riuscendo a mantenerla pubblica. Alla Tartaglione e a tutti i deputati più che fare invettive o dire falsità consiglierei di fare una critica costruttiva e di iniziare a sostenere i territori nei quali sono stati nominati, non eletti ricordiamolo bene. In questi sei anni da sindaco non ho mai visto l'onorevole Tartaglione». Infine un saluto ad un ex collega, il procuratore Rosario Cantelmo «che non vedo da tempo ma che ho avuto l'onore di conoscere bene da giovane uditore. Un magistrato serio, onesto che può fare solo bene all'Irpinia».
Infine un siparietto inatteso con l'arrivo del presidente dell'Us Avellino Walter Taccone che ha omaggiato De Magistris di una maglia della squadra biancoverde, invitandolo ad assistere alla partita contro il Foggia (alle 15.30 al Partenio Lombardi).

tac

Ultima modifica ilDomenica, 10 Settembre 2017 10:28

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