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  • Venerdì 20 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 19:49

Congresso Pd, Santaniello: Ermini definisca una data certa entro ottobre. Iovino: c'è qualcuno a cui fa comodo il rinvio

A via Tagliamento i rappresentanti di "Generazione Futura 3.0", lanciano un appello al commissario, bacchettano il Direttorio: qualcuno dovrebbe chiedere scusa a De Blasio

Congresso Pd, Santaniello: Ermini definisca una data certa entro ottobre. Iovino: c'è qualcuno a cui fa comodo il rinvio

Rinviare il congresso sarebbe una sconfitta per tutti, un altro durissimo colpo all'immagine di un partito che non riesce a dispiegare gli effetti dell'azione di governo a livello nazionale e regionale e che qui, in provincia di Avellino, è prigioniero di vecchie logiche e regie occulte. In questo contesto matura l'appello che i rappresentanti dell'associazione "Generazione Futura 3.0", lanciano al commissario David Ermini, perché definisca, entro il mese di ottobre, una data certa per lo svolgimento dell'assise del Pd.

A via Tagliamento sono ore di attesa, consumate aspettando parole più certe da Roma. Parole che, per Roberta Santaniello, non possono che essere quelle di un via libera al congresso. «Siamo in una condizione disarmante - dice la presidente dell'assemblea provinciale - e non si capisce ancora per quale ragione non si riesca a celebrare il congresso. Ermini si è insediato il 23 agosto, se si fosse partiti il giorno dopo con il tesseramento avremmo avuto tutto il tempo di risolvere i problemi. E dire che il commissario è arrivato qui dopo che c'era stato un precedente rinvio del congresso già fissato a luglio». Secondo la Santaniello non c'è più tempo da perdere. «Sono convinta che il Pd abbia al suo interno le potenzialità necessarie, e mi riferisco alla classe dirigente degli amministratori, per costruirsi una sua identità, ma non vorrei che l'allungamento dei tempi fosse funzionale a definire meglio alcuni equilibri interni». Insomma vecchie logiche che, però, rischiano di affondare un partito che «non riesce a trasmettere all'esterno quello che produce nella sua azione di governo a livello nazionale e, soprattutto, regionale. Dobbiamo ricominciare a far politica, ascoltando i territori e facendoci portavoce delle istanze delle varie comunità: questa è stata la nostra idea di politica che continueremo a portare avanti».

Ancor più duro l'affondo di Franco Iovino. «Qualcuno dovrebbe chiedere scusa a Carmine De Blasio. Noi, pur non avendo ruoli diretti nella sua segreteria, lo abbiamo sempre sostenuto, ma qualcuno ha brigato alle spalle per farlo dimettere, sostenendo che trattava con De Mita. Beh, se guardiamo a quello che accade oggi dobbiamo prendere atto che siamo diventati un "satellite" di De Mita». Nel mirino di Iovino finisce il Direttorio, «rispetto alla cui nomina sono sempre stato contrario. Io provengo dal Pci, dove il segretario era guida del partito ed i parlamentari erano il supporto. Qui invece i parlamentari comandano, ma non c'è traccia di una organizzazione interna», con tutti i rischi che questo comporta, soprattutto sulle questioni irrisolte da tempo, «basti pensare alla nomina del direttore generale dell'Ato rifiuti, rimasta appesa da mesi». Non regge, secondo Iovino, la questione del tesseramento gonfiato, «rispetto al quale leggo le lamentele di chi, paradossalmente, ha fatto crescere le adesioni», dice. «In occasione dell'incontro con Ermini - spiega - gli avevo fatto presente che una giusta percentuale sarebbe stata quella di una tessera ogni sei-sette voti. Noi siamo in quella media e dunque possiamo parlare. Non solo. Ci sono pochi casi nei quali si potrebbe avere a che fare con dei ricorsi e dunque c'è la possibilità di definire l'anagrafe degli iscritti e andare al congresso. Non capisco a chi convenga non celebrarlo, ma sicuramente c'è se la situazione è arrivata a questo punto».

Ultima modifica ilMercoledì, 11 Ottobre 2017 13:43

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