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  • Venerdì 20 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 19:41

"L'emergenza idrica non si risolve spostando la sete, serve un grande progetto di riqualificazione"

Il consigliere regionale Francesco Todisco illustra la mozione sottoscritta dai colleghi di Irpinia e Sannio e dai capigruppo Pd e De Luca Presidente: "Interventi su reti idriche, sistema fognario - depurativo e messa in sicurezza del territorio. Il derby con la Puglia non risolve il problema"

"L'emergenza idrica non si risolve spostando la sete, serve un grande progetto di riqualificazione"

Scrivere finalmente la parola fine per l'emergenza idrica con tre tipi di interventi strutturali: rete idrica riducendo la dispersione dell'acqua; sistema fognario e depurativo; messa in sicurezza del territorio. Sono i tre punti della mozione presentata dal consigliere regionale Francesco Todisco (Mdp – Art.1) e sottoscritta da tutti i consiglieri regionali irpini, la presidente del consiglio regionale Rosetta D'Amelio, il consigliere regionale sannita Erasmo Mortaruolo, e dai capigruppo Pd Mario Casillo e De Luca Presidente Carmine De Pascale "c'è un'ampia convergenza sintomo che quando alle questioni del territorio ci si approccia con estrema serietà si ha una visione compatta di rappresentanza delle aree interne" ha commentato Todisco che questa mattina ha spiegato nel dettaglio l'obiettivo della mozione che potrebbe essere discussa già nel prossimo consiglio regionale "partendo da un principio già affermato dal referendum, il ruolo pubblico nella gestione dell'acqua, attraverso una rivalutazione dei fondi europei e governativi la Regione Campania, rivestendo un ruolo di coordinamento ed indirizzo interessando tutti gli altri organi come l'Eic, gli enti d'ambito ed i gestori, può dar vita ad un grande progetto per risolvere l'emergenza idrica articolato in tre contenuti a partire dal rifacimento delle reti idriche". L'obiettivo è ridurre sensibilmente la dispersione oggi pari al 50% con punte del 60% in alcune zone "portandola ad un tasso tollerabile tra il 15 ed il 20%, recuperando anche tutti quei piccoli progetti delle reti interne che fanno capo alle amministrazioni comunali che hanno difficoltà ad attivarli". L'alta percentuale di dispersione delle reti idriche non sarebbe il problema principale della carenza d'acqua nelle case dei cittadini "la massima dispersione la si ottiene quando viene utilizzata per uso agricolo e industriale. Bisogna realizzare una grande progettazione riguardante il sistema depurativo e fognario distinguendo le acque nobili che possono essere riutilizzate a tale scopo". A coronare gli interventi la messa in sicurezza del territorio "se riuscissimo a rallentare il deflusso delle acque piovane verso valle, il terreno avrebbe più tempo per assorbirle rimpinguando così più facilmente le falde. Si potrebbe ad esempio pensare alla realizzazione di piccoli laghetti stagionali. Il tutto avrebbe delle ripercussioni anche sulla diminuzione delle spese di energia elettrica".

Un grande progetto che necessariamente ha bisogno di essere finanziato. Il piano d'ambito ha stimato in 1 miliardo e 500 milioni l' intervento per reti idriche e depurazione. Nella mozione Todisco individua nei fondi Feis (fondo europeo per investimenti strategici) un valido sostegno. Ci sono già altre realtà finanziati con questa misura come la Metropolitana Milanese (intervento finalizzato all'impiantistica per il trattamento dell'acqua); Aimag (consorzio servizi dell'area modenese) con un progetto riguardante l'ammodernamento delle reti idriche; Viveracqua (consorzio veneto) 728 interventi infrastrutturali per l'adeguamento delle reti idriche "ma è necessaria anche una interlocuzione con il governo nazionale affinchè stanzi delle risorse di questo tipo" chiarisce il consigliere regionale che lancia anche un appello alle amministrazioni "spesso i fondi vengono spesi per realizzare piazze e marciapiedi i cui risultati sono subito visibili al contrario di quanto accadrebbe per il rifacimento della rete fognaria che resterebbe un intervento poco visibile ma in realtà di grande utilità per l'intera popolazione".

Sullo sfondo il ruolo dell'Alto Calore, in quattro mesi di emergenza idrica l'ente di Corso Europa attraverso il presidente Raffaello De Stefano ha puntato il dito prima contro la pompa di Cassano (riattivata), poi contro la scarsità di piogge fino ad arrivare allo scontro con la Puglia che usufruisce dell'acqua irpina in ragione di un accordo con la compiacenza della vecchia gestione. Senza mai risolvere il problema. "La partita dell'acqua non si può risolvere con un derby tra la Campania e la Puglia e relativo spostamento della sete da una parte all'altra" commenta Todisco. "Soggetti come l'Alto Calore hanno un ruolo fondamentale nella riaffermazione della gestione pubblica del servizio idrico. Non è dimostrato che il privato possa intervenire meglio del pubblico, il caso Acea a Roma è l'esempio. Il soggetto pubblico può intervenire bene se c'è una classe dirigente adeguata a gestire processi di questo tipo all'interno di una visione come quella che questa mozione prova a mettere in piedi". Sul futuro dell'ente di Corso Europa l'esponende di Mdp – Art.1 "sono molto preoccupato. In primis c'è il problema dei rapporti con i lavoratori senza soffermarmi su altri aspetti che meriterebbero l'attenzione dell'opinione pubblica. Marginali rispetto alla questione in se, ma dicono quale deve essere l'approccio del pubblico rispetto a un governo di tale importanza".

 

Ultima modifica ilMercoledì, 11 Ottobre 2017 16:30

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